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Il Tribunale dice basta: niente poligono di biathlon a 500 metri dal

July 31, 2026

BOLZANO. Si chiude con una vittoria netta una delle vertenze ambientali più significative degli ultimi anni in Alto Adige. Con la sentenza n. 17/2026 il Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa di Bolzano ha dato ragione a Italia Nostra, cancellando le delibere con cui il Comune di Badia aveva autorizzato la realizzazione di un poligono per il biathlon nella zona di Sciarè, a San Cassiano. Per l'Associazione ambientalista non si tratta soltanto di una vittoria giudiziaria, ma di un risultato che tiene insieme due piani che spesso, nelle vicende urbanistiche italiane, finiscono per scontrarsi: la tutela del paesaggio e il rispetto delle regole amministrative. Il ricorso presentato da Italia Nostra aveva messo in evidenza i profili di illegittimità di un progetto capace di imprimere una trasformazione radicale a un ambiente montano di grande pregio, situato oltre i 1.600 metri di quota e a soli 500 metri dal Parco Naturale Fanes Sennes Braies, area inserita nella Rete Natura 2000.

Il pronunciamento del TRGA mette la parola fine a un contenzioso che si trascinava da tempo e che aveva già conosciuto una svolta importante nel 2024. Con la sentenza n. 238 di quell'anno, lo stesso Tribunale di Bolzano aveva preso atto della decisione del Comune di Badia di ritirare autonomamente i primi provvedimenti. Il ricorso iniziale di Italia Nostra aveva infatti spinto l'amministrazione locale a fare marcia indietro, riconoscendo l'incoerenza di un piano che, pur prevedendo il poligono, fissava allo stesso tempo un indice di edificabilità pari a zero, escludendo di fatto qualsiasi manufatto stabile. Quel primo passo indietro, però, non aveva fermato l'amministrazione comunale, che aveva tentato di rilanciare il progetto puntando su volumi fino a 500 metri cubi e altezze fino a 7 metri.

Sul territorio la vicenda è stata seguita fin dall'inizio dalla sezione altoatesina di Italia Nostra e dal suo Presidente Onorario, Stefano Novello, secondo cui "la tutela di un ecosistema fragile non può essere aggirata". Un risultato importante, ha sottolineato, non solo per l'Associazione ma per l'intera collettività, in piena continuità con quanto già affermato nel 2024. Sulla stessa linea il Presidente nazionale di Italia Nostra, Edoardo Croci: "Il principio affermato dai giudici è netto: chi propone un'opera non può essere al tempo stesso l'autorità che decide di sottrarla alla valutazione ambientale. Tenere distinti "controllore" e "controllato" è ciò che garantisce l'imparzialità e l'autonomia del giudizio tecnico: per questo il suo valore va oltre l'Alto Adige e riguarda ogni area protetta del Paese. Rivolgo il mio apprezzamento alla sezione di Bolzano e a quanti si sono spesi in questi anni".

Il cuore della sentenza del 2026 riguarda proprio questo aspetto: la Giunta comunale di Badia non aveva titolo per decidere l'esclusione del progetto dalla Valutazione Ambientale Strategica. Per i giudici del TRGA, chi propone un piano sul piano politico non può contemporaneamente essere l'autorità chiamata a valutarne la sostenibilità ambientale, perché la sovrapposizione tra "controllore" e "controllato" svuota di significato qualsiasi valutazione tecnica autonoma. Un principio che, come ricordano da Italia Nostra, non riguarda soltanto il caso di Badia, ma rappresenta una garanzia di imparzialità valida per ogni intervento previsto in area protetta.