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Il tuo cane non molla il suo gioco? Occhio, è un comportamento ossessivo

July 16, 2026

Non si tratta di semplice gioco o di affetto verso una vecchia pallina masticata: per alcuni cani l'attaccamento ai propri giocattoli può trasformarsi in una vera e propria forma di dipendenza comportamentale, del tutto simile a quella che colpisce gli esseri umani con il gioco d'azzardo o i videogiochi. È quanto emerge da uno studio pionieristico condotto da un team di ricercatori dell'Università di Medicina Veterinaria di Vienna e dell'Università di Berna, pubblicato sulla rivista Scientific Reports.

Lo studio: dipendenza per un cane su tre

Gli scienziati, guidati dalla biologa del comportamento Stefanie Riemer, hanno analizzato le reazioni di 105 cani di età compresa tra uno e dieci anni, noti per essere particolarmente motivati dal gioco. Sottoponendoli a diversi test, i ricercatori hanno scoperto che circa un terzo (33 cani su 105) mostrava chiari segni di 'dipendenza'. Di fronte alla prospettiva di ottenere il loro giocattolo preferito, questi esemplari ignoravano completamente il cibo o le interazioni con i padroni. Inoltre, manifestavano sintomi assimilabili alle crisi d'astinenza umane: quando l'oggetto veniva nascosto, i cani rimanevano in uno stato di forte agitazione e iperattivazione, incapaci di rilassarsi anche dopo 15 minuti di totale assenza di stimoli.

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La ricerca compulsiva del piacere

"Alcuni cani continuavano a voler giocare anche quando erano visibilmente esausti o presentavano piccole ferite", spiegano i ricercatori. Questo comportamento riflette uno dei criteri chiave delle dipendenze umane: la ricerca compulsiva del piacere nonostante le conseguenze negative a lungo termine per la salute, come lo stress cronico o i danni alle articolazioni. Dallo studio è emerso che i cani da lavoro e da pastore - in particolare Malinois e Border Collie, seguiti dai Labrador Retriever - sono i più inclini a sviluppare questa ossessione. Si tratta di razze storicamente selezionate dall'uomo proprio per la loro alta concentrazione e motivazione al riporto, il che suggerisce una forte componente genetica alla base del fenomeno.

I segnali di allarme

Gli esperti invitano comunque i proprietari a non allarmarsi se il proprio animale ama semplicemente giocare in modo sano: il campanello d'allarme scatta quando il cane non riesce più a gestire l'assenza del gioco, mostrando segnali di frustrazione estrema che possono compromettere il suo benessere psicofisico.