Carbonia.
29 luglio 2026 alle 00:45
Teorico delle particelle di 29 anni premiato da Istituto e Società della FisicaLa materia oscura che pervade l'universo è, anche grazie ai suoi studi, un pochino meno oscura. Un giovane di Carbonia, pochi giorni fa, ha infatti conseguito un prestigiosissimo riconoscimento nazionale nel campo della fisica delle astro particelle. È Mattia Atzori Corona, 29 anni, assegnista di ricerca nella sezione dell'Istituto nazionale di fisica nucleare dell'Università Roma Tor Vergata: la commissione scientifica nazionale gli assegnato il premio “Bruno Rossi” per la tesi sui fenomeni di interazione dei neutrini e le applicazioni. Attualmente Mattia esercita attività di ricerca all'Infn portando avanti gli esperimenti denominati Nucleus e Gaia.
Curriculum
Il suo exploit (condiviso con un collega milanese in un altro comparto, Andrea Nava), riporta alla ribalta per l'ennesima volta giovani scienziati originari di Carbonia. Anche Mattia Atzori Corona è “figlio” del liceo scientifico cittadino, fucina di geni e non è un caso se questa stagione scolastica ha fatto registrare in città 52 studenti col massimo dei voti (100 oppure 100 con lode) di cui la metà del Gramsci-Amaldi. Dopo la laurea triennale e magistrale in fisica a Cagliari, con 110 e lode, il passo verso il dottorato di ricerca è stato naturale, sino a quando il giovane è approdato all'Istituto nazionale di fisica nucleare: «Ho sempre alimentato dall'adolescenza - rivela - la passione e il desiderio di capire come avvenissero i fenomeni terrestri ed universali, da dove veniamo, come atomi e nuclei possano interagire: adoro la fisica delle particelle infinitamente piccole».
Talento
Una speculazione scientifica di una complessità immane ma dai risvolti suggestivi: «Da queste interazioni possiamo predire una parte del futuro». Il bando indetto dalla commissione scientifica era rivolto agli studi sulle astro particelle: quella di Mattia è risultata la migliore tesi sul modo in cui i neutrini sono in relazione con la materia. Studi di una difficoltà massima: «I neutrini - spiega cercando di rendere la materia masticabile per tutti - sono particelle sub atomiche difficili da osservare, cosiddette elusive, e le poche volte che ci si è riusciti hanno dato e daranno informazioni sulla teoria che descrive il funzionamento dell'universo». Non se ne conosce la loro natura, non la massa, le proprietà, le applicazioni: «Ma per la comprensione dell'universo ci aspettiamo che siano legati ad alcuni quesiti che ci poniamo sulla materia oscura: diciamo che sono un portale per comprendere la materia oscura».
Al momento Mattia Atzori Corona ha un contratto di ricerca post dottorato e sta lavorando su due delicatissimi esperimenti. E proprio ieri ha messo nel cassetto un altro prestigioso riconoscimento: il premio Stanghellini della Società italiana di Fisica, ovviamente per i suoi studi sui neutrini. Le avvisaglie del suo percorso si ebbero già nel 2014 quando al liceo aderì al progetto “Messaggi dal cielo”, finanziato dall'Infn: «Fu la prova definitiva che mi fece appassionare alla fisica astro particellare».
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