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Imu e Tari 2027: cosa cambia e cosa sapere per mettersi in regola

August 28, 2026

Cristina Colli

28 Agosto 2026 – Lettura: 3 minuti

Stop alle sanzioni a forbice, ravvedimento anche dopo i controlli e nuove scadenze. Tutte le novità per proprietari e contribuenti

Fine delle sanzioni a forbice, modifica delle scadenze, possibilità di mettersi in regola spontaneamente. Cambiano alcune regole del gioco per Imu e Tari dal 1 gennaio 2027. Cosa devono sapere i proprietari di casa e i contribuenti?

Imu e Tari: le nuove sanzioni per dichiarazione omessa e infedele

La novità più importante riguarda le sanzioni. Fino a oggi, chi non presentava la dichiarazione Imu rischiava una multa variabile dal 100% al 200% dell’imposta dovuta, mentre per la dichiarazione infedele la sanzione oscillava tra il 50% e il 100%. Con le nuove regole questi margini scompaiono: per l’omessa dichiarazione la sanzione sarà fissata al 100% del tributo non versato, mentre per quella infedele scenderà al 40%, con un importo minimo di 50 euro. Le stesse regole valgono anche per Tari, imposta di soggiorno e contributo di soggiorno. Viene rivista al ribasso anche la sanzione per il tributo speciale sul conferimento in discarica, la forbice 200-400% lascia il posto a due percentuali fisse, mentre la multa fissa oscillerà tra 100 e 500 euro. Attenzione: le nuove misure non sono retroattive e riguarderanno solo le violazioni commesse a partire dal 1 gennaio 2027, mentre per i fatti precedenti resteranno valide le sanzioni oggi in vigore, anche se più severe.

Ravvedimento operoso: si potrà regolarizzare anche dopo un controllo

Cambia anche il ravvedimento operoso, lo strumento con cui chi ha sbagliato può mettersi in regola spontaneamente. Fino a oggi, se il Comune notificava un verbale di constatazione, la porta del ravvedimento si chiudeva definitivamente. Dal 2027 questo non accadrà più: le regole dei tributi locali si allineano a quelle già in vigore per i tributi gestiti dall’Agenzia delle Entrate. Il contribuente potrà sanare la propria posizione anche dopo l’avvio di accessi, ispezioni e verifiche, e perfino dopo che la violazione è stata formalmente contestata. Solo due eventi chiuderanno definitivamente questa possibilità: la notifica dell’avviso di accertamento o dell’atto di riscossione. Una novità pratica riguarda poi il cosiddetto ravvedimento frazionato: chi ha un omesso versamento potrà sanarlo un po’ alla volta, in più tranche, ottenendo lo sconto sulla sanzione in proporzione a quanto versa ogni volta, senza l’obbligo di saldare tutto in un’unica soluzione.

Dichiarazione Imu solo online e nuovi termini per la Tari

Arrivano modifiche poi sul fronte degli adempimenti. Chi deve presentare la dichiarazione Imu dovrà farlo esclusivamente online: la trasmissione telematica diventa l’unico canale consentito, e le istruzioni operative arriveranno con un decreto attuativo del Ministero dell’Economia. Non cambia invece la scadenza, fissata al 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui inizia il possesso dell’immobile o si verificano variazioni: come già oggi, la dichiarazione resta valida anche per gli anni successivi finché i dati non cambiano. La riforma tocca anche i casi particolari in cui la dichiarazione è obbligatoria, ad esempio per gli immobili dati in comodato a genitori o figli, per quelli delle cooperative edilizie a proprietà indivisa e per i fabbricati merce delle imprese costruttrici. Diverso invece il discorso per la Tari, dove i tempi si accorciano sensibilmente: chi inizia a occupare o detenere un immobile, o subisce una variazione, non avrà più fino al 30 giugno dell’anno dopo per dichiararlo, ma solo 90 giorni da quel momento.

Avvisi bonari e controlli catastali: cosa prevede il decreto

Prima di arrivare a un vero accertamento, il Comune potrà avvisare il contribuente con una comunicazione preventiva, dandogli 60 giorni per chiarire la propria posizione o presentare documenti. Se emerge un errore, sarà ancora possibile ricorrere al ravvedimento operoso, purché non sia già arrivato l’accertamento esecutivo. Cambia anche un altro aspetto: se la rendita catastale rettificata dall’Agenzia delle Entrate finisce sotto giudizio, il Comune avrà tempo fino al 31 dicembre del quinto anno dopo la sentenza definitiva per recuperare l’Imu dovuta in più.