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- In città ci sono almeno 5mila gatti, molti ora sono minacciati dai lupi: “Lasciare cibo attira la fauna selvatica”
L’assessore Latini spiega il perché della lettera all’omologo regionale Bugaro sul monitoraggio urgente “Dopo il caso dell’uccisione di 35 esemplari di via Scataglini, stiamo cercando soluzioni per metterli al riparo”

I lupi avvistati giorni fa in via del Castellano e anche a Montedago. Ma ne sono stati segnalati anche a Baraccola e Posatora

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Ancona, 13 settembre 2026 – La nutrita colonia felina alla Baraccola fatta fuori dai lupi. Si tratta di una delle 922 colonie feline presenti in città, quella segnalata dall’assessore con la delega alla tutela degli animali, Orlanda Latini, all’assessore regionale competente Giacomo Bugaro.
La presenza della fauna selvatica, nello specifico i lupi, sempre più in zone urbane e fortemente antropizzate sta assumendo i contorni di un problema.
Latini: “Soluzioni per mettere in salvo i gatti superstiti”
I contatti con le persone per ora non rappresentano un problema, ma trattandosi di animali selvatici, alla costante ricerca di cibo, la questione si interseca con quella dei cosiddetti ‘animali d’affezione’, in particolare i gatti: “Il problema dei lupi, nello specifico – spiega l’assessore Latini al Carlino – è nato la settimana scorsa, quando la responsabile della colonia felina di via Scataglini, nella zona del Gross Center, mi ha contattata per evidenziare la scomparsa di decine di gatti. Parliamo di una colonia che aveva oltre 50 esemplari e nel giro di poco tempo sono stati ridotti ad appena 15. Il posizionamento di alcune foto-trappole ha confermato che la causa di quelle sparizioni era proprio la presenza, o forse il passaggio di un branco di lupi. Questo perché proprio negli ultimi giorni i lupi non si sono più visti, la conferma che si trattasse di un branco in transito alla Baraccola. Nel frattempo avevamo cercato delle soluzioni per mettere in salvo almeno i 15 gatti superstiti, ma non è stato possibile, e allora sono rimasti lì”.
“Senza i volontari queste colonie non esisterebbero”
Ad Ancona è operativo da anni il gattile di Vallemiano, oltre a una sezione del canile di Bolignano: “Abbiamo provato quelle soluzioni per i 15 gatti della Baraccola, ma il gattile di Vallemiano è strapieno, a fronte di 70 esemplari ce ne sono più di 100 e su Bolignano non c’era un accordo sugli orari _ spiega l’assessore – È chiaro che la presenza di queste colonie in giro per la città, specialmente in alcune zone, dove la gente, non soltanto i volontari, porta da mangiare ai gatti, rappresenta un’attrazione per la fauna selvatica. Sia chiaro, senza i volontari queste colonie non esisterebbero e quindi non ci sarebbe un loro monitoraggio e il problema sarebbe grande sia per i gatti che per i cittadini. Volontari che svolgono un grande lavoro senza chiedere e soprattutto mettendoci il loro tempo e i loro soldi”.
Il numero delle colonie feline è in crescita
Dai lupi ai gatti, la cui popolazione urbana cresce a dismisura. Il numero delle colonie feline presenti ad Ancona è incredibile, ben 922. Difficile, se non impossibile, fare un conto scientifico sulla popolazione felina esatta, ma ci si può andare vicino. Tenete conto che si definisce ‘Colonia felina’ un gruppo di almeno 4-5 gatti; la maggior parte sono colonie di queste dimensioni, ma altre sono molto più numerose, come ad esempio quella di via Scataglini che contava oltre 50 esemplari prima del passaggio dei lupi. Con il conteggio più al ribasso possibile siamo di fronte a circa 5mila gatti, ma alzando la media a 20 esemplari per colonia saremmo a oltre 18mila felini. Tante colonie e pochi posti nei gattili: “Quello di Vallemiano funziona bene da tanti anni, ma come detto è sovraffollato _ conclude l’assessore Latini _. Si sta lavorando a una soluzione più ampia per affrontare meglio il problema, presto potrebbero esserci novità. Lo stesso vale per Bolignano, che resta prettamente un canile dove c’è una piccola presenza felina e il gattile sanitario. È in corso il bando per il rinnovo della concessione del servizio generale, poi vedremo il da farsi”.
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