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Il corteo verso la stazione: almeno in mille i presenti: “Per Lince, Fakir e gli abusi di polizia e Stato”

October 2, 2026

Bologna, 2 ottobre 2026 - Ci sono oltre 40 foto, stese per terra sotto la statua del Nettuno. Tra di loro, Stefano Cucchi, Federico Aldrovandi. Abderrahim Fakir, Ramy Elgamil. E Lince. Ci sono nomi e cognomi di chi è stato “mutilato” o “assassinato dallo Stato”, con anche esponenti “antifa” e “prigionieri palestinesi in Italia”, come Ahmed Salem e Anan Yaeesh.

Poi due striscioni: “Antisionismo non è antisemitismo. No Ddl Romeo” e “la nostra sicurezza e la comunità”. Attorno ai manifesti, una piazza gremita di persone, soprattutto giovani. Ci sono i collettivi studenteschi e universitari, i sindacati di base e gli antagonisti per la mobilitazione indetta da ‘Lince-Occhi sugli abusi’, a un anno dalla guerriglia urbana davanti alla stazione, e anche da Giovani Palestinesi. Scontri a seguito dei quali Lince, attivista di 34 anni, ha perso un occhio, dopo essere stata raggiunta da un lacrimogeno in pieno volto.

18:54

L'attivista Lince: “Usare le armi in questo modo è tentato omicidio”

“Usare le armi in questo modo è tentato omicidio”, grida Lince nel punto in cui “ho chiesto aiuto e invece sono stata manganellata”. Intanto, sul viale in direzione della stazione, la lunga coda di bus, auto e motorini ha ripreso la corsa.

Traffico completamente bloccato in zona stazione

Traffico completamente bloccato in zona stazione

18:47

Sono 5 i mezzi blindati a protezione della stazione

Il corteo all’incrocio con il viale è andato in direzione di porta Mascarella. A proteggere la stazione, almeno 5 mezzi blindati. Davanti al ponte Matteotti, altri mezzi e agenti schierati. Il traffico è totalmente bloccato

18:42

L'arrivo alla Montagnola

Il serpentone è arrivato davanti alla Montagnola, sempre percorrendo via Indipendenza, quasi all’incrocio con il viale.

17:49

Corteo in partenza da via Indipendenza

Il corteo è partito alle 19,45 dalla piazza e sta attraversando via Indipendenza alla volta di viale Masini al grido di “Palestina libera”. “Galere e Cpr non ne vogliamo più. Le tireremo giù”, grida il serpentone davanti alla cattedrale di San Pietro. A scortare il corteo, dall’alto l’elicottero della polizia e su strada equipaggi del Reparto mobile e Digos.

Corteo in partenza da via Indipendenza

Corteo in partenza da via Indipendenza

17:32

Le realtà che aderiscono alla manifestazione

Tantissime le realtà in piazza: oltre a Lince-Occhi sugli abusi e Giovani Palestinesi, ci sono i collettivi Cua e Cas, Cambiare rotta e Osa; i sindacati di base Usb e Si Cobas, Potere al Popolo. Non mancano Làbas, Tpo e il collettivo Luna.

La manifestazione contro il DDL Romeo

La manifestazione contro il DDL Romeo

17:16

Il ritorno in piazza dei manifestanti, almeno 1.000 i presenti

I manifestanti stasera tornano in piazza. Per protestare contro “gli abusi di polizia e di Stato”. Almeno in mille i presenti, pronti a sfilare in corteo per “denunciare violenze continue e sistematiche di cui questo Stato è complice e colpevole”, dice un’attivista ala megafono, che non parla di “mela marcia. Quello che è accaduto dimostra che ci troviamo a le avere a che fare con una violenza strutturale”, che non è “sicurezza”.

La piazza durante la manifestazione sotto il Nettuno

La piazza durante la manifestazione sotto il Nettuno

Il riferimento va alle detenzioni nei Cpr, nelle carceri, citando i Ddl sicurezza. “Una città militarizzata non è una città sicura”, tuona sempre l’attivista, che non fa sconti né al governo né alla “sinistra parlamentare”.

17:16

Parla Lince, la manifestante colpita all'occhio l'anno scorso. "Sono arrabbiata e stanca"

È Lince a parlare, prima di partire con una “passeggiata arrabbiata per accompagnarmi nel luogo in cui il mio corpo è stato mutilato”. In viale Masini, vicino alla stazione. “In questo anno mi è stato chiesto spesso ‘come stai?’. Oggi rispondo in maniera collettiva e sincera: Sono arrabbiatissima e stanca. Dal giorno zero di questa storia ho deciso che quanto accaduto non avrebbe riguardato solo me con nome e cognome, ma con Lince, che siete tutte voi.

La protesta sotto il Nettuno contro “gli abusi di polizia e di Stato”, un anno dopo gli scontro in viale Masini

La protesta sotto il Nettuno contro “gli abusi di polizia e di Stato”, un anno dopo gli scontro in viale Masini

Oggi quindi dobbiamo esser arrabbiatissime con il sindaco e giunta comunale. Che non hanno mai speso mezza parola su quanto accaduto e continuano a osservarci da lontano. Sperando di non venire nominati mai”. E invece: “Caro Lepore, cara Clancy: dove siete? I Vostri interessi sono economici, tagliare alberi e mettere cemento. Le vostre scorte e i vostri agenti. I vostri interessi sono le nostre vetrine rotte. A voi di Lince non interessa nulla”. Quindi, “ribadiamo quali sono le nostre priorità”. E cioè i “nostri corpi, vite, salute. Poterci aggregare e vivere spazi lontani da logiche capitaliste. Protestare per i nostri diritti senza rischiare di perdere la vita o parte di essa”.