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«In Sassonia-Anhalt, le imprese sono attratte da Afd per delusione»

September 1, 2026

Il voto in Germania

Thomas Brockmeier, amministratore delegato della Camera di commercio e dell’industria di Halle-Dessau: «Quando perché scelgono Alternative für Deutschland, la maggior parte dà una risposta che non si ricollega al programma del partito». «Non si può chiudere sull’immigrazione, qui potremmo perdere 100mila lavoratori in 7-8 anni». «Se l’atmosfera cambia, potremmo peedere investitori. E i segnali già si avvertono».

Thomas Brockmeier, amministratore delegato della Camera di commercio e dell’industria di Halle-Dessau

Dopo quasi 35 interviste in un mese, Thomas Brockmeier ha ancora la forza di accalorarsi. A Magdeburgo per una serie di appuntamenti, l’amministratore delegato della Camera di commercio e dell’industria di Halle-Dessau spiega che gli imprenditori che votano Alternative für Deutschland in Sassonia-Anhalt lo fanno soprattutto per frustrazione. «Diversi lo dichiarano apertamente, è loro diritto. Ma quando gli chiedi il motivo, la maggior parte dà una risposta che non si ricollega al programma di Afd, ma che riflette la frustrazione verso gli altri partiti. Ed è piuttosto strano. Soprattutto da un imprenditore ci si aspetterebbe argomentazioni ragionevoli. Ma no, la maggior parte risponde che gli altri sono pessimi. Naturalmente, come Camera di commercio, non valutiamo le singole decisioni di voto».

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

«Non si può respingere l’immigrazione»

Brockmeier è convinto che il programma di Afd non aiuterà l’economia del Land: «Un paio di punti si avvicinano alla nostra piattaforma, per esempio su burocrazia e costi dell’energia. Ma sull’immigrazione...La popolazione diminuisce e invecchia, la Sassonia-Anhalt potrebbe perdere circa 100mila lavoratori nei prossimi 7-8 anni. Non si può respingere l’immigrazione e dare l’impressione che chi viene dall’estero non sia benvenuto».

Afd sostiene che riporterà in Sassonia-Anhalt i tedeschi che se ne sono andati dopo la riunificazione. Una sorta di migrazione di ritorno, che lascia scettico Brockmeier: «Quando ne ho letto, mi sono chiesto, se ci sono persone desiderose di tornare, perché non l’hanno già fatto? Il Land non è più lo stesso di 20-25 anni fa: la disoccupazione è diminuita, ci sono tante opportunità, c’è una vita culturale, la situazione ambientale è molto migliore. Se queste persone volevano tornare, perché hanno aspettato così a lungo? Aspettano che qualcuno prema il pulsante e dica: “Wow, ora potete tornare?”».

Investimenti a rischio

Il 6 settembre gli elettori decideranno. Afd ha la possibilità di conquistare il Governo a Magdeburgo. Molti avvisano che ciò potrebbe allontanare gli investitori. «Queste decisioni - spiega Brockmeier - dipendono da molti fattori. Si parte dai fondamentali: costo del lavoro, tasse, prezzi dell’energia, infrastrutture, burocrazia, stabilità. La Germania ha gravi problemi in molti di questi ambiti». Poi, c’è il clima imprenditoriale, «un livello minimo di apertura e una mentalità che inviti le persone a venire. E quando non si dispone dei fondamentali migliori, l’apertura verso altre persone, altre culture, altri Paesi, diventa ancora più importante».

Le aziende internazionali, sottolinea Brockmeier, devono far arrivare manager e specialisti: «Non si tratta solo di denaro, si tratta di persone e si vuole essere certi che si sentano a proprio agio. Se il clima cambiasse, ovviamente questo potrebbe allontanare gli investitori. E i segnali già si vedono. Non sono molti quelli che dichiarano apertamente di voler annullare i propri piani, ma si avverte che sta per accadere qualcosa. Lo capisco parlando con proprietari di hotel, con direttori di banca».