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Inalano la droga del palloncino dietro la scuola media, poi i ragazzi alterati dagli effetti del gas vanno in diretta video su TikTok

August 8, 2026

MANSUE' - Si sono dati appuntamento dietro la scuola media di Mansuè. E qui hanno iniziato a inalare gas esilarante. Cioè la “droga del palloncino” (o “della risata”), composta da protossido di azoto, usato in medicina come anestetico. Parallelamente hanno messo mano ai loro smartphone per riprendersi e mostrare a tutti gli effetti attraverso un video in diretta su TikTok: risate incontrollate, vertigini, annebbiamento mentale e così via. È quanto accaduto nella notte tra martedì e mercoledì. Il gruppetto di ragazzi è arrivato sotto la scuola verso le 23.30, ha tirato fuori palloncini e cellulari e dato vita alla pericolosa esibizione sui social.

La nuova “moda” del gas esilarante si sta diffondendo anche tra gli adolescenti e i giovani del trevigiano. Quello che potrebbe sembrare quasi un gioco, però, è in realtà un comportamento che fa correre seri rischi. Un allarme in questo senso è già stato lanciato anche dalla Società italiana di medicina dell’adolescenza.

Il protossido di azoto è facilmente reperibile sul mercato. A volte vengono usate pure le bombolette di panna montata spray, dove è impiegato come propellente. Generalmente il gas viene trasferito in palloncini e di seguito inalato. Porta ad alcuni secondi di sballo, euforia senza freni e allucinazioni. Nel giro di pochi minuti tutto sembra ritornare alla normalità. Anche per questo la sua assunzione non è percepita come pericolosa. Da qui i video sui social, già diffusi in altre parti d’Europa. Le due cose assieme hanno di fatto innescato un fenomeno che si autoalimenta.

I rischi

Come sempre, però, c’è un’altra faccia della medaglia. L’inalazione del protossido d'azoto toglie ossigeno all’organismo. Come prima cosa può condurre alla perdita di conoscenza. Ma non solo. Un uso prolungato comporta il rischio di danni neurologici. In più, se si usano direttamente le bombolette spray ci si può causare ustioni di freddo e lesioni alle vie respiratorie.

Si tratta di un nuovo rischio per i più giovani. Che purtroppo si somma ad altri nell’ambito delle sostanze. A livello generale, anche nella Marca l’età della prima assunzione di stupefacenti è ormai scesa in media sotto ai 15 anni, praticamente dopo la fine delle medie. C’è l’incubo della ketamina, che continua ad aumentare. Di fatto rappresenta la punta di un iceberg in un quadro che a livello complessivo è ancora caratterizzato da un’enorme diffusione della cocaina e della cannabis. Anche con principi attivi potenziati, che possono dare molti più problemi. La diffusione dell’eroina, invece, sembra essere in calo, almeno al momento. Qualche anno fa c’era stato un picco con quella gialla, a elevata concentrazione. Ma per fortuna non è tornata a prendere piede.

L’indagine

L’Osservatorio sulle dipendenze, che coinvolge Usl, prefettura, forze dell’ordine e ufficio scolastico provinciale ha evidenziato che il 5% dei 14enni trevigiani ha già assunto cannabis. Ma non solo. Il 4,7% dei ragazzi e il 3,4% delle ragazze, tra i 14 e i 18 anni, hanno provato anche droghe diverse: da anfetamine ad allucinogeni, fino alla cocaina. A livello complessivo sono oltre 2mila le persone seguite per uso di droghe dal dipartimento per le dipendenze dell’Usl della Marca. A volte si inizia già a 12 anni. Oltre ai casi limite, però, ciò che colpisce è soprattutto la media: un utente su cinque ha meno di 24 anni. Nel dettaglio, gli specialisti sono arrivati a seguire oltre 300 persone all’anno che assumono cocaina e crack come sostanza primaria. Vuol dire praticamente il 15% dell’intera utenza del Serd. E anche i pronto soccorso sono in prima linea. L’anno scorso 186 persone si sono rivolte alle aree dell’emergenza urgenza dopo essersi sentite male proprio in seguito all’assunzione di droghe. Dieci avevano meno di 14 anni.