Il direttore generale della Protezione civile della Regione Calabria, Domenico Costarella, ha raccontato in un video condiviso dal presidente della Regione, Roberto Occhiuto, la scoperta della terrificante pratica per appiccare le fiamme
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Gatti con stracci imbevuti di liquido infiammabile legati alla coda e utilizzati, secondo la Protezione civile della Calabria, per favorire la propagazione degli incendi. È uno dei ritrovamenti descritti dal direttore generale Domenico Costarella durante le operazioni di spegnimento dei roghi che stanno interessando la regione. Nelle stesse aree sono stati individuati anche inneschi ritardati e altri dispositivi ritenuti di origine dolosa. Pratiche terribili contro le quali l'Aidaa, Associazione italiana difesa animali e ambiente, annuncia denunce in tutte le procure calabresi e una ricompensa di mille euro per chi aiuterà a identificare i piromani.
La denuncia della Protezione civile: "Mente criminale"
A descrivere quanto rinvenuto durante gli interventi è stato il direttore generale della Protezione civile della Regione Calabria, Domenico Costarella, in un video pubblicato sui canali social del presidente della Regione, Roberto Occhiuto.
Secondo Costarella, gli operatori hanno trovato "degli inneschi e inneschi ritardati, frutto non solo di una mente disturbata ma di una vera e propria mente criminale". Tra i dispositivi individuati figurano candele con stracci impregnati di liquido infiammabile, predisposte per provocare l'accensione delle fiamme dopo un intervallo di tempo, così da trasformare un piccolo focolaio in un incendio di dimensioni più estese.
Il direttore generale ha inoltre riferito il ritrovamento di bottiglie di vetro vuote dotate di stoppini impregnati di liquido infiammabile, utilizzate come inneschi per incendiare la vegetazione secca.
Il racconto sui gatti usati come inneschi
Nel video, Costarella ha parlato anche di episodi terrificanti. "In alcuni casi - ha affermato - abbiamo trovato scene incredibili, addirittura gatti ai quali era stato legato alla coda uno straccio imbevuto di liquido infiammabile e poi questi gatti venivano lanciati nei campi per favorire la propagazione degli incendi".
Al termine del suo intervento ha aggiunto: "Ricominciamo a lavorare, ritorniamo alle nostre postazioni, però dobbiamo andare avanti con un cambiamento culturale. Sono cose disumane. Purtroppo il peggior nemico dell'uomo è l'uomo".
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L'Aidaa: denunce e una taglia sui piromani
Dopo le dichiarazioni della Protezione civile è intervenuta anche l'Aidaa, che ha annunciato la presentazione di esposti presso tutte le procure della Calabria. L'associazione spiega, come ha fatto il direttore della Protezione civile, che agli animali "vengono legati alla coda degli stracci imbevuti di liquido infiammabile" per essere "poi incendiati e fatti correre dove l'erba è alta, per innescare i roghi che poi si diffondono a causa dell'erba alta e secca".
Contestualmente l'Aidaa ha reso noto di aver istituito una ricompensa di mille euro. La somma, spiega l'associazione, "sarà pagata a chi con la sua denuncia, rilasciata nei termini di legge alle forze dell'ordine, permetterà di individuare e far condannare in via definitiva il piromane o i piromani che fanno uso di gatti o altri animali, che poi trovano la morte, per innescare o alimentare roghi o incendi boschivi".