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In Spagna si inizia a speculare su un clamoroso retrofront
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Pubblicato il 27 Agosto 2026 ore 08:00
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Honda è sotto pressione
“Lovely car to drive“. Al termine del GP d’Olanda a Zandvoort è iniziata la luna di miele tra Fernando Alonso e Adrian Newey. Il pilota spagnolo ha ottenuto un nono posto d’oro e il mago dell’aerodinamica ha sottolineato quanto possa far bene al morale di tutto il team al lavoro in fabbrica a Silverstone.
Due asset del tridente delle meraviglie costruito di recente da Lawrence Stroll stanno iniziando a ‘cliccare’, all’appello manca ancora la power unit Honda, che a Zandvoort ha portato la tanto attesa ‘Spec 2’. Shintaro Orihara ha sottolineato che non ci sono stati problemi di affidabilità, ma spesso quando si evidenzia questo aspetto è perché dal punto di vista delle prestazioni non si è ancora arrivati a un livello accettabile.
Se a inizio stagione non era intellettualmente onesto da parte di Adrian Newey scaricare tutta la responsabilità del flop sulle prestazioni della power unit adesso l’Aston Martin dal punto di vista telaistico è tornata a essere una macchina di F1 e non di F2. Ora tocca al motore fare lo stesso step, ma a quanto pare Lawrence Stroll non sembra essere pronto ad aspettare troppo a lungo.
La visita – non la prima nell’arco dell’anno – di Toto Wolff domenica mattina a Zandvoort al motorhome dell’Aston Martin (si è intrattenuto per circa un’ora) non è passata inosservata. Secondo la testata spagnola sport.es non è da escludere una potenziale trattativa per un clamoroso ritorno dell’Aston Martin alla power unit Mercedes a partire dal 2028. Aston Martin ha ottenuto da Honda un accordo di fornitura in esclusiva che copre tutto il ciclo regolamentare fino al 2030, ma se Honda non raggiungerà un livello di competitività simile a quello che ha contribuito al ciclo Red Bull-Verstappen dal 2021 al 2024 è logico aspettarsi ribaltoni improvvisi.
Gli ostacoli non mancano
Mercedes, però, ha ‘sostituito’ l’Aston Martin con la Alpine per quanto riguarda la gamma di scuderie clienti. La strada dunque sembra essere piuttosto in salita, ma l’asse Stroll-Wolff può anche semplicemente essere una strategia messa in atto dall’Aston Martin per mettere la maggior pressione possibile su Honda nella rincorsa alle prestazioni delle altre power unit.