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Indagine della procura di Roma sugli italiani negli Epstein files - Notizie - Ansa.it

September 5, 2026

La procura di Roma ha aperto formalmente un fascicolo sugli Epstein Files per l'ipotesi di violenza sessuale. E nei giorni scorsi ha trasmesso una rogatoria al Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti per acquisire la documentazione relativa alla vicenda, compresi gli atti che ancora non sono stati resi pubblici. L'obiettivo - scrive la Repubblica che riporta in prima pagina la notizia- è accertare se cittadini italiani all'estero oppure persone che abbiano agito sul territorio nazionale possano essere coinvolti in episodi di natura sessuale perseguibili dalla procura di Roma .

L'indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Maurizio Arcuri, nasce dall'esposto presentato il 26 marzo da Differenza Donna. Con quell'atto l'associazione aveva chiesto "l'avvio di indagini su possibili reati transnazionali di tratta, violenze sessuali e sfruttamento sessuale di donne, ragazze e minori connesse ai documenti resi pubblici dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti d'America". Già da quei documenti, secondo quanto sostenuto nell'esposto, emergono "ricorrenze di soggetti italiani, riferimenti significativi e non episodici di soggiorni, spostamenti e relazioni in località italiane — Capri, la Costiera Amalfitana, la Costa Smeralda, Milano e Roma — nonché contatti con soggetti inseriti in circuiti economici e sociali di rilievo internazionale che potrebbero aver svolto un ruolo nella rete di sfruttamento e di stupri". 

Differenza donna 'importante l'avvio dell' inchiesta sui file di Epstein

La notizia dell'apertura dell'indagine della procura di Roma per violenza sessuale sugli Epstein Files "rappresenta un passaggio importante". Lo sottolinea in una nota Differenza donna, il cui esposto è all'origine dell'inchiesta. "Abbiamo ritenuto necessario chiedere che anche in Italia venissero svolti tutti gli accertamenti possibili- dichiara la presidente Elisa Ercoli - Se esistono fatti che riguardano il nostro Paese, devono essere ricostruiti e accertati con rigore, mettendo al centro le donne e le ragazze eventualmente coinvolte ma anche il sistema di influenza economica e politica che si porta con sé".

Lapo Elkann: 'Accostare il mio nome a quello di Epstein è inaccettabile'

 "Come ho già dichiarato nei giorni scorsi, dopo le parole del Congressman Thomas Massie, ci sono temi sui quali non si può e non si deve transigere. Vedere il proprio nome accostato a quello di Jeffrey Epstein, in assenza di elementi che giustifichino tale associazione, è inaccettabile". Lo dichiara Lapo Elkann. "Mi chiedo se l'utilizzo del mio nome non derivi dalla volontà di distogliere l'attenzione da altri e tutelerò la mia reputazione in ogni sede opportuna nei confronti di chiunque utilizzi impropriamente il mio nome o diffonda notizie del tutto prive di fondamento" aggiunge, sottolinendo di essere, "in ogni momento, a completa disposizione delle autorità competenti per fornire ogni elemento, chiarimento o informazione che dovesse essere ritenuto utile". L'imprenditore precisa di aver incrociato Jeffrey Epstein "due volte: La prima a New York, ai tempi in cui ero assistente di Henry Kissinger, in un contesto pubblico in cui erano presenti figure del mondo della politica e della finanza e una seconda volta a Roma a un evento di business legato a Brasilinvest. Inoltre come facilmente verificabile negli archivi pubblici 'c.d. Epstein Files' non c'è nessuna corrispondenza diretta tra me e lui". "Sono particolarmente sensibile ai temi degli abusi e della violenza, anche in ragione della mia triste esperienza personale - conclude Elkann - È proprio questo uno dei motivi per cui, attraverso Fondazione Laps, porto avanti da anni iniziative rivolte alle persone più vulnerabili, con particolare attenzione a donne e bambini vittime di violenza".

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