Ascolta l'articolo
L’Asst di Cremona cerca infermieri per il Pronto soccorso anche attraverso incarichi libero-professionali. Il sindacato: «L’emergenza non si può gestire con soluzioni tampone». L’azienda: «Utilizziamo tutti i canali di reclutamento disponibili».
La carenza di infermieri torna a mettere sotto pressione i Pronto soccorso e apre un nuovo fronte di confronto sul modello di reclutamento del personale sanitario. A Cremona, l’Asst ha pubblicato un avviso per il conferimento di incarichi libero-professionali a tempo destinati a infermieri con esperienza nell’area dell’emergenza-urgenza.
Una scelta che, secondo la Fials-Confsal, rappresenta un «segnale estremamente preoccupante» e che riaccende il dibattito sulla difficoltà delle aziende sanitarie di garantire organici stabili nei settori più delicati dell’assistenza.
Infermieri libero-professionisti per un anno.
L’avviso è stato pubblicato ai sensi dell’articolo 7, comma 6, del decreto legislativo 165/2001, che consente alle pubbliche amministrazioni di ricorrere a contratti di lavoro autonomo per esigenze specifiche e temporanee non risolvibili con il personale già in servizio.
Gli incarichi avranno una durata di un anno, con possibilità di cessazione anticipata oppure di proroga in relazione al permanere del fabbisogno aziendale.
Il compenso previsto è di 35 euro lordi all’ora per i turni diurni e di 40 euro lordi all’ora per i turni notturni e festivi.
L’avviso non stabilisce un numero preciso di professionisti da reclutare e non prevede una scadenza. Dall’Asst spiegano che si tratta di «una strada sempre attiva», inserita nel più ampio sistema di reclutamento utilizzato dall’azienda per far fronte alla carenza di personale.
Attualmente, nel team del Pronto soccorso dell’ospedale di Cremona è già presente un infermiere reclutato attraverso questa modalità.
Fials: «Il Pronto soccorso non è un reparto qualsiasi».
La decisione ha però provocato la reazione della Fials-Confsal, che considera il ricorso agli incarichi libero-professionali un campanello d’allarme sulle condizioni del sistema.
Il segretario generale Roberto Gentile sottolinea che il problema non riguarda la professionalità degli infermieri che risponderanno all’avviso, ma il modello organizzativo attraverso il quale si cerca di garantire la copertura dei turni.
Il Pronto soccorso, sostiene il sindacato, «non è un reparto nel quale un infermiere può essere semplicemente inserito per coprire un turno scoperto».
L’area dell’emergenza-urgenza richiede infatti esperienza, competenze specifiche, capacità di gestione delle situazioni critiche e conoscenza delle procedure e dell’organizzazione interna.
Per questo, secondo la Fials, l’inserimento di un professionista dovrebbe essere accompagnato da un percorso strutturato di affiancamento, formazione e verifica delle competenze.
Una questione che riguarda non soltanto la tutela del lavoratore, ma anche e soprattutto la sicurezza dei pazienti.
L’Asst: «Carenza infermieristica strutturale».
L’azienda sanitaria non nega la difficoltà, ma rivendica la necessità di utilizzare contemporaneamente tutti gli strumenti disponibili.
La carenza di personale infermieristico, spiegano dall’Asst di Cremona, rappresenta una criticità strutturale dell’intero sistema sanitario regionale e nazionale.
Per questo l’azienda utilizza diversi canali: concorsi pubblici, lavoro interinale e incarichi libero-professionali, mantenendo le procedure costantemente aperte e aggiornando le tariffe con l’obiettivo di favorire la partecipazione dei professionisti.
Il bando per il Pronto soccorso è rivolto, in particolare, a infermieri dotati di competenze ed esperienza nell’emergenza-urgenza.
I requisiti sono considerati rigorosi e la selezione prevede la valutazione del curriculum e un colloquio finalizzato alla verifica delle conoscenze richieste.
L’Asst sottolinea inoltre che l’esperienza maturata finora con l’inserimento di professionisti reclutati attraverso questa formula sarebbe stata positiva, sia dal punto di vista organizzativo sia per la collaborazione con il personale dipendente.
«Selezionare non significa inserire».
Una posizione che non convince però la Fials.
Per il sindacato, infatti, la selezione di un professionista non coincide automaticamente con il suo adeguato inserimento all’interno di un’organizzazione complessa come quella di un Pronto soccorso.
È questo uno dei nodi centrali della discussione: il ricorso a professionisti esterni può certamente contribuire nell’immediato a coprire una carenza di personale, ma rischia di diventare una modalità ordinaria per affrontare una situazione che, invece, avrebbe bisogno di soluzioni strutturali.
E il problema non riguarda esclusivamente gli infermieri. Secondo quanto riferito dall’azienda, forme analoghe di reclutamento vengono utilizzate anche per medici e tecnici.
Il vero problema? La fuga dal Servizio sanitario.
La Fials sposta quindi il confronto dal singolo bando alla più ampia crisi di attrattività del Servizio sanitario pubblico.
La domanda posta dal sindacato è sostanzialmente questa: come si è arrivati al punto in cui, per garantire servizi essenziali, è necessario cercare sul mercato professionisti esterni per coprire fabbisogni che dovrebbero essere assicurati da organici stabili?
La risposta, secondo la Fials, passa da una politica del personale che negli anni non sarebbe riuscita a rendere sufficientemente attrattivo il lavoro sanitario.
Per il sindacato servono stipendi più competitivi, riconoscimento professionale, condizioni di lavoro sostenibili, formazione e soprattutto stabilità degli organici.
Una particolare attenzione dovrebbe essere riservata proprio ai settori maggiormente esposti, come l’emergenza-urgenza.
«Le soluzioni tampone non possono diventare strutturali».
Il punto più duro della posizione sindacale riguarda proprio il rischio che una soluzione nata per affrontare una situazione temporanea diventi una modalità permanente di gestione degli organici.
«I Pronto soccorso non possono essere governati attraverso la continua ricerca di soluzioni tampone», sostiene la Fials.
E se la soluzione tampone diventa strutturale, il problema cambia natura: non si è più di fronte a una semplice emergenza, ma a una difficoltà di programmazione del personale.
Da qui la richiesta alla Regione Lombardia di aprire una riflessione sulle politiche di reclutamento, valorizzazione e fidelizzazione dei professionisti dell’emergenza-urgenza.
Una fotografia della crisi degli infermieri.
Il caso di Cremona rappresenta, in realtà, un fenomeno più ampio che interessa numerose realtà sanitarie italiane.
Da una parte le aziende devono garantire la continuità assistenziale, coprire i turni e mantenere operativi servizi fondamentali come i Pronto soccorso. Dall’altra, la disponibilità di infermieri non è sufficiente a coprire stabilmente il fabbisogno.
Il ricorso a concorsi, interinali e incarichi libero-professionali diventa così uno degli strumenti attraverso cui le aziende cercano di tamponare la situazione.
Ma la domanda resta aperta: quanto può essere sostenibile nel lungo periodo un sistema sanitario che per garantire la continuità dei servizi deve ricorrere sempre più spesso a forme di reclutamento temporanee?
È su questo terreno che si giocherà una parte importante del futuro dell’emergenza-urgenza italiana. Perché garantire un infermiere in turno è indispensabile, ma garantire un organico stabile, formato, motivato e adeguatamente valorizzato è un’altra cosa.
Seguici anche su:
- Gruppo Telegram: Concorsi in Sanità – LINK
- Gruppo Telegram: AssoCareNews.it – LINK
- Gruppo Telegram: Infermieri – LINK
- Gruppo Telegram: Operatori Socio Sanitari (OSS) – LINK
- Gruppo Facebook: Concorsi in Sanittà – LINK
- Pagina Facebook: AssoCareNews.it – LINK
- Gruppo Facebook: AssoCareNews.it – LINK
- Gruppo Facebook: Operatori Socio Sanitari – LINK
- Gruppo Telegram: ECM Sanità – LINK
- Gruppo Facebook: ECM Sanità – LINK
Per contatti:
- E-mail: [email protected]
Partner di AssoCareNews.it:
Letti
- Avvisi e Concorsi OSS: LINK
- Canale telegram: LINK
- Ricerca lavoro OSS: LINK
- Coordinamento nazionale Oss: LINK
- OSS News: LINK
- Mobilità e cambi compensativi OSS: LINK