L’Osservatorio della Cisl sui 6 mesi: gli incidenti mortali raddoppiano da 3 a 6 e le malattie professionali balzano da 498 a 613 (+23,1%), con un’impennata nel solo mese di giugno: da 50 a 166 casi.

Un infortunio sul lavoro in una foto di repertorio. I dati dell’Osservatorio della Cisl Romagna su dati Inail segnala un aumento in tutte e tre le province

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In Romagna sono stati denunciati oltre 10.400 infortuni sul lavoro e più di 1.800 malattie professionali nei primi sei mesi del 2026, in media 57 infortuni e 10 malattie professionali al giorno.
Il quadro più critico è quello di Ravenna, dove gli infortuni mortali raddoppiano da 3 a 6 e le malattie professionali balzano da 498 a 613 (+23,1%), con un’impennata anomala nel solo mese di giugno: da 50 a 166 casi, +232% su base annua. Gli infortuni denunciati salgono invece in modo più contenuto, da 3.592 a 3.733 (+3,9%).
Lo rileva l’Osservatorio della Cisl Romagna su dati Inail, che segnala un aumento in tutte e tre le province rispetto allo stesso periodo del 2025.
A Forlì-Cesena i segnali sono contrastanti: calano gli infortuni mortali, da 11 a 1, ma restano in aumento sia gli infortuni denunciati, da 3.581 a 3.908, sia le malattie professionali, da 801 a 857.
A Rimini si registra l’incremento percentuale più alto della Romagna, con gli infortuni denunciati saliti da 2.449 a 2.768 e le malattie professionali da 291 a 344; la provincia ha inoltre registrato il primo infortunio mortale sul lavoro del semestre, dopo un inizio 2025 senza vittime. Nel confronto tra le province dell’Emilia-Romagna, Forlì-Cesena è seconda per malattie professionali denunciate e quarta per infortuni; Ravenna è quarta per malattie professionali e terza per infortuni mortali, il dato più alto della Romagna; Rimini è settima sia per infortuni sia per malattie professionali.
La Cisl Romagna chiede di rafforzare il confronto territoriale permanente su salute e sicurezza sul lavoro, coinvolgendo Regione, Ausl, Inail, associazioni datoriali e parti sociali.
"La sicurezza sul lavoro non può più essere trattata come un capitolo secondario delle politiche industriali del nostro territorio – osserva il segretario generale della Cisl Romagna, Francesco Marinelli –. Non possiamo accontentarci di commentare i dati ogni sei mesi: serve un cambio di passo vero".
Il sindacato chiede più risorse per i controlli e investimenti sulla prevenzione, con formazione continua e un ruolo più forte per i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.
"Ogni lavoratore che esce di casa la mattina – conclude Marinelli – ha il diritto di farvi ritorno la sera, e su questo diritto non sono ammessi passi indietro".
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