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Inquinamento e abusi lungo la costa: Puglia seconda in Italia, in un anno 2.600 reati

September 2, 2026

La Puglia è seconda in Italia per numero di reati accertati lungo le coste. Nel 2025 ne sono stati registrati 2.599, dietro soltanto alla Campania con 4.002 e davanti a Sicilia, 2.448, e Calabria, 1.929. Sono proprio Campania, Puglia, Calabria e Sicilia a concentrare il 53,6% del totale nazionale dell’illegalità accertata lungo le coste.

È quanto emerge dalla ventottesima edizione di “Mare Monstrum”, il report di Legambiente elaborato sulla base dei dati delle forze dell’ordine e delle Capitanerie di porto relativi a 15 regioni e 61 province costiere. Il rapporto è stato pubblicato in occasione del sedicesimo anniversario dell’omicidio di Angelo Vassallo, il sindaco pescatore di Pollica, che sarà ricordato sabato 5 settembre ad Acciaroli con un evento promosso dal Comune di Pollica e da Legambiente, durante il quale sarà assegnato il Premio Angelo Vassallo alle amministrazioni locali maggiormente impegnate nella difesa dell’ambiente e nella lotta alle illegalità.

Il dato pugliese assume un peso ancora maggiore entrando nel dettaglio delle diverse forme di illegalità. Sul fronte dell’inquinamento, tornato ad essere il principale nemico del mare italiano, la Puglia è seconda con 884 reati, alle spalle della Campania che ne conta 1.655. Alla regione spetta inoltre il primato nazionale per il valore economico delle sanzioni irrogate in questo settore, superiore a 28,5 milioni di euro. Complessivamente, in Italia i reati legati all’inquinamento, dalla gestione illegale dei rifiuti alla mala depurazione, sono stati 7.317, pari al 35,7% del totale.

La Puglia occupa il secondo posto anche nella classifica relativa al ciclo illegale del cemento: 953 reati, pari al 15,4% del totale nazionale, dietro alla Campania con 1.166 e davanti alla Sicilia con 806. Complessivamente, abusivismo edilizio e illegalità legate al cemento hanno prodotto in Italia 6.189 reati. Il peso delle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa è ancora più elevato in questo settore: Calabria, Campania, Puglia e Sicilia concentrano quasi il 57% di tutti i reati e delle persone denunciate e il 53,4% degli illeciti amministrativi.

A livello nazionale nel 2025 sono stati accertati 20.490 reati dalle forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto, il 20,4% in meno rispetto al 2024, e 36.322 illeciti amministrativi, in calo del 10,3%, per complessive 56.812 violazioni. Significa una media di circa 156 illeciti al giorno e oltre sei ogni ora lungo le coste italiane. Una diminuzione che Legambiente definisce però «solo apparente», imputandola a una flessione dei controlli sul territorio, scesi a 750.828 (-19,8%), e all’effetto deterrente generato dall’inasprimento delle pene per i reati ambientali.

A guidare la classifica delle diverse forme di illegalità è dunque l’inquinamento con 7.317 reati, il 35,7% del totale, che supera il ciclo illegale del cemento, al secondo posto con 6.189 reati, pari al 30,2%. Seguono la pesca illegale con 4.338 reati (21,2%) e le violazioni del Codice della navigazione e della nautica da diporto, comprese quelle commesse nelle aree protette, con 2.646 reati (12,9%), in aumento del 17,4% rispetto al 2024. Sul fronte della pesca illegale, gli attrezzi e le reti sequestrati sono stati 11.243, il 52,7% in più rispetto all’anno precedente.

In calo rispetto al 2024 anche le persone denunciate, 21.726 (-19,2%), e quelle arrestate, 93 (-31,1%), mentre i sequestri effettuati sono stati 3.267 (-19,9%). Sul fronte amministrativo sono state irrogate 37.680 sanzioni (-6,6%), per un valore complessivo superiore a 191 milioni di euro, in diminuzione del 58,1%.

La fotografia dell’ultimo anno si inserisce in un fenomeno di lungo periodo. Negli ultimi 26 anni, dal 1999, sono stati accertati lungo le coste italiane 483.195 reati: 260.399, pari al 53,9%, si concentrano nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa. Anche nel 2025 la graduatoria le vede ai primi quattro posti: Campania con 4.002 reati, Puglia con 2.599, Sicilia con 2.448 e Calabria con 1.929. Al quinto posto si colloca invece la Liguria con 1.581 reati, in crescita del 9% rispetto all’anno precedente, seguita da Lazio (1.443), Sardegna (1.356) e Toscana (1.162).

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