Memoria.
29 luglio 2026 alle 00:47
L’incontro tra gli ex alunni di due classi del Dettori e del PacinottiMedici, avvocati, ingegneri, ricercatori, insegnanti e biologi: oggi sono, o sono stati, professionisti con percorsi diversi, ma cinquant’anni fa condividevano i banchi di scuola, le interrogazioni e gli esami di maturità. A mezzo secolo dal diploma, due classi storiche di Cagliari, una del liceo classico Dettori e una del liceo scientifico Pacinotti, si sono ritrovate per rivivere quei giorni che, nonostante il tempo trascorso, sembrano ancora sorprendentemente vicini.
La V F del Pacinotti
Per gli ex studenti della V F del Pacinotti l’anniversario è stato l’occasione per riabbracciarsi dopo una lunga opera di ricerca. Il 24 luglio ventuno ex compagni si sono seduti nuovamente allo stesso tavolo: due non hanno potuto partecipare per impegni sopraggiunti, altri due sono stati ricordati con commozione perché scomparsi troppo presto.
«È stata una festa», racconta Gianni Muresu: «Il primo incontro lo avevamo organizzato nel 1996, vent’anni dopo il diploma, ma questa volta è stato ancora più emozionante. Eravamo una classe molto unita: oltre alle cinque ore di scuola passavamo insieme anche i pomeriggi a studiare e perfino le vacanze estive».
Da quella classe sono usciti medici, ingegneri, insegnanti, ricercatori del Cnr, professionisti del settore farmaceutico, dipendenti della pubblica amministrazione e mamme che hanno scelto di dedicare la propria vita alla famiglia. «Ognuno ha seguito la sua strada, ma quando ci siamo rivisti è sembrato naturale riprendere il filo del discorso dove l’avevamo lasciato nel 1976», aggiunge Muresu. «E abbiamo già deciso che ci rivedremo ancora».
La V A del Dettori
Un anniversario speciale anche per gli ex studenti del liceo Dettori, che hanno scelto di festeggiare tornando proprio tra le aule dove tutto era iniziato. L’iniziativa è nata grazie a un’ex compagna, oggi insegnante nell’istituto, che ha organizzato la visita con il sostegno della dirigente scolastica Monica Ruggiu. Il gruppo ha ripercorso i corridoi, visitato l’aula magna e raggiunto la storica sezione A, sedendosi negli stessi posti occupati mezzo secolo prima.
«Entrare di nuovo in quell’aula è stato emozionante», racconta il nutrizionista Carlo Diana. «Molte cose sono rimaste identiche: le porte, i corridoi, perfino i bagni. È cambiata la lavagna, sostituita dagli schermi, ma il resto sembrava fermo nel tempo». Ad accoglierli anche il professore di storia dell’arte Franco Masala, che aveva seguito quella classe fin dal primo anno di insegnamento, quando aveva appena 26 anni.
Sul banco sono ricomparse le fotografie in bianco e nero dell’epoca, mentre i racconti hanno riportato alla memoria volti, episodi e professori. Non sono mancati i momenti di commozione nel ricordare i compagni che non ci sono più e quelli impossibilitati a partecipare per motivi di salute o perché vivono lontano dalla Sardegna.
Tra gli ex studenti c’è chi ha intrapreso la carriera di medico, notaio, insegnante, avvocato e giornalista, come Gabriella Saba, oggi corrispondente in Cile e collaboratrice de “Il Venerdì” di Repubblica.
«È stato piacevole e triste allo stesso tempo», conclude Diana: «La cosa più bella è aver capito che, nonostante siano passati cinquant’anni, lo spirito della nostra classe è rimasto lo stesso».
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