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Ip come Eni: la compagnia pronta a imporre prezzi calmierati

September 27, 2026

Dopo la mossa di Eni, anche Ip ha annunciato di voler calmierare i prezzi di benzina e diesel, allineandosi alla svolta impressa dalla partecipata statale.

La decisione, resa nota oggi, 27 settembre, arriva in un momento di forte tensione sul mercato italiano dei carburanti, segnato dai rincari legati alla crisi petrolifera in Medio Oriente.

La scelta di Ip di adeguarsi alla svolta impressa da Eni

Italiana Petroli (Ip), controllata dal gruppo Socar, ha comunicato l’impegno a mantenere i prezzi dei propri carburanti più bassi, senza però introdurre un vero e proprio "price cap" come fatto da Eni.

La compagnia azerba, che controlla Ip, ha quindi scelto di seguire la linea tracciata da Enilive, che da domani 28 settembre alle 8, applicherà un tetto massimo di 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio sulla propria rete.

La misura di Ip dovrebbe essere applicata progressivamente, a partire dalla rete a marchio Ip, con l’obiettivo di contenere i rincari per i consumatori italiani.

La scelta di Ip è letta come un segnale di allineamento alla strategia di Eni, che il governo spera possa innescare un effetto-traino anche sugli altri operatori del settore, in un contesto in cui i prezzi medi nazionali hanno superato i 2,30 euro al litro.

L’iniziativa di Ip, pur non essendo un tetto rigido come quello di Eni, rappresenta comunque un primo passo verso una moderazione dei listini, in attesa di verificare se anche altre compagnie seguiranno la stessa direzione.

Le conseguenze della crisi petrolifera in Medio Oriente sta sconvolgendo il mercato italiano dei carburanti

La decisione di Ip e di Eni si inserisce in uno scenario internazionale segnato dall’impennata del prezzo del petrolio, dovuta all’aggravarsi della crisi in Medio Oriente.

Il conflitto tra Stati Uniti e Iran, gli attacchi degli Houthi nel Mar Rosso e le difficoltà nelle esportazioni attraverso lo Stretto di Hormuz hanno spinto il Brent oltre i 100 dollari al barile, con ripercussioni dirette sui listini alla pompa.

In Italia, i prezzi medi della benzina e del diesel hanno raggiunto livelli record, con la benzina self-service che ha superato i 2,14 euro al litro e il gasolio che ha toccato i 2,27 euro, mentre in autostrada si registrano valori ancora più elevati.

Esperti del settore, come Davide Tabarelli di Nomisma Energia, hanno lanciato allarmi su possibili ulteriori rincari, con stime che indicano prezzi potenziali tra 2,5 e 3 euro al litro se la crisi dovesse protrarsi.

La riduzione dello sconto sulle accise, sceso a 6,1 centesimi al litro per il gasolio, ha contribuito ad alimentare la tensione, spingendo il governo a studiare nuove misure di sostegno e a convocare un tavolo con le compagnie petrolifere per l’8 ottobre.

In questo contesto, le mosse di Eni e Ip rappresentano un tentativo di contenere l’impatto sui consumatori, ma la situazione resta critica e dipenderà dall’evoluzione degli approvvigionamenti energetici globali.