Il Senato statunitense ha confermato la nomina di Jay Clayton a direttore della National Intelligence, l’agenzia che si occupa di coordinare il lavoro di 18 agenzie di intelligence e di sicurezza degli Stati Uniti. Clayton, proposto dal presidente Donald Trump, in passato è stato procuratore nel distretto meridionale di New York e presidente della Securities and Exchange Commission, cioè l’ente federale che negli Stati Uniti vigila sui mercati finanziari.
Prende il posto di Bill Pulte, che aveva assunto temporaneamente l’incarico per volontà di Trump dopo le dimissioni a giugno dell’ex direttrice Tulsi Gabbard. I voti a favore sono stati 51, quelli contrari 47.
Il percorso di conferma di Clayton è stato segnato da varie controversie politiche. Dopo che Gabbard aveva comunicato di volersi dimettere per assistere il marito malato di tumore, i senatori Repubblicani e Democratici avevano inizialmente lavorato insieme alla nomina di Clayton. Trump aveva però cercato di rinviare il voto del Senato, nel tentativo di fare pressione sui parlamentari affinché approvassero una riforma elettorale.
Aveva quindi affidato l’incarico di direttore temporaneo dell’agenzia a Pulte, che dirigeva la Federal Housing Finance Agency, un’agenzia governativa che supervisiona il settore del finanziamento dei mutui dopo la crisi del 2008, e non aveva alcuna esperienza nel settore dell’intelligence. Trump lo aveva scelto perché lo considerava un suo alleato, dal momento che Pulte si era espresso spesso contro alcuni avversari politici di Trump. Per queste ragioni la sua nomina ad interim era stata molto criticata non solo da politici Democratici ma anche da alcuni Repubblicani.
Due settimane fa Clayton aveva poi perso parte del sostegno dei Democratici dopo che si era ripetutamente rifiutato di affermare che l’ex presidente Joe Biden avesse vinto le elezioni presidenziali nel 2020, dicendo invece che era stato «certificato» come vincitore. I senatori Democratici hanno quindi votato contro la sua nomina.