14 settembre 2026, 08:00
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Kolo Muani è costato cinquanta milioni e, per il momento, non ne vale la metà. Avrà tempo di ripagare la sacrosanta fiducia di Spalletti, ma il problema adesso non è quello. O, meglio, non solo quello. Perché la Juventus fatica in modo esasperante a fare gol, vero, ma sta pagando soprattutto le carenze a centrocampo, dove il mercato non è intervenuto anche a causa del prezzo pagato per Kolo, che ha prosciugato buona parte delle scarse risorse. Per dire, rimanendo alla partita di ieri sera, Matic, di cui in estate si era accennato, sarebbe servito parecchio a questa Juve così mancante di qualità, coraggio e carattere.
Ok gli infortuni, però...
Perché se gli infortuni, tanti e pesantissimi, hanno depauperato la rosa di Spalletti, Douglas Luiz, ieri sera, non era titolare per le assenze, ma perché non c’è niente di meglio anche quando stanno tutti bene. E per quanto non sia certamente scarso, non è all’altezza di quello che gli si chiede e non sarebbe titolare nell’Inter, nella Roma, nel Napoli, nel Como e nel Milan.
E il tanto bistrattato Locatelli ieri ha dimostrato la sua importanza per gli equilibri della squadra con la sua mancanza che è pesata nelle due fasi. Anche in questo caso: non stiamo parlando di Pirlo o Xavi, ma di un giocatore al quale la Juve di questi anni non può rinunciare così facilmente.
Juve, cosa non ha funzionato
Ci sono tante cose che ieri non hanno funzionato, a partire dalla difesa, a cui si può concedere una giornata storta dopo una serie di prestazioni convincenti. Non ha funzionato la fase offensiva dove continua a mancare cronicamente uno che la butti dentro (grida vendetta quel cross di Alajbegovic, finito in un desolante vuoto, dopo un meraviglioso doppio passo del ragazzino). Non ha funzionato l’aggressione alta, che ha concesso troppo spazio al Sassuolo, già nel primo tempo.
Non ha funzionato Woltemade, che non va giudicato per pochi minuti, ma le cui aspettative sembrano per ora essere proporzionali alla sua altezza, non alla sua capacità di fare gol.
Ma la verità è che la Juve, ieri, ha perso perché è stata una squadra scriteriata, quasi dilettantistica nel buttarsi in avanti dissennatamente (il fatto che davanti ad Adzic, all’ultimo minuto, ci sia finito Douglas Luiz, peraltro goffissimo nel cercare di bloccare il tiro è una fotografia precisa di quello che stava succedendo in campo).
Spalletti, le colpe e la Juve che non pensa
E se Spalletti si è preso le colpe dicendo che l’ordine di attaccare era stato il suo, da un gruppo di calciatori che giocano - profutatamente pagati - in Serie A ci si aspettava un’interpretazione più, come dire, “professionale” di quell’indicazione. Ma nella Juve non c’è nessuno che pensa, nessuno che tenga insieme la squadra, nessuno che esprima quel minimo di leadership necessaria in queste situazioni.
Il fatto che le speranze bianconere siano state, per due volte, aggrappate all’irrazionale e incostante Zhegrova è indicativo di come sia starata l’equilibratura mentale dei bianconeri. Spalletti ha l’arduo compito di me regolarne la convergenza e di raddrizzare una stagione che si sta già stortando. Non è un compito facile, ma non c’è nessun altro, in questo momento, che può risollevare le speranze di un popolo che, sconfitte avvilenti e giocatori inconsistenti, stanno deprimendo sempre di più.
Kolo Muani è costato cinquanta milioni e, per il momento, non ne vale la metà. Avrà tempo di ripagare la sacrosanta fiducia di Spalletti, ma il problema adesso non è quello. O, meglio, non solo quello. Perché la Juventus fatica in modo esasperante a fare gol, vero, ma sta pagando soprattutto le carenze a centrocampo, dove il mercato non è intervenuto anche a causa del prezzo pagato per Kolo, che ha prosciugato buona parte delle scarse risorse. Per dire, rimanendo alla partita di ieri sera, Matic, di cui in estate si era accennato, sarebbe servito parecchio a questa Juve così mancante di qualità, coraggio e carattere.
Ok gli infortuni, però...
Perché se gli infortuni, tanti e pesantissimi, hanno depauperato la rosa di Spalletti, Douglas Luiz, ieri sera, non era titolare per le assenze, ma perché non c’è niente di meglio anche quando stanno tutti bene. E per quanto non sia certamente scarso, non è all’altezza di quello che gli si chiede e non sarebbe titolare nell’Inter, nella Roma, nel Napoli, nel Como e nel Milan.
E il tanto bistrattato Locatelli ieri ha dimostrato la sua importanza per gli equilibri della squadra con la sua mancanza che è pesata nelle due fasi. Anche in questo caso: non stiamo parlando di Pirlo o Xavi, ma di un giocatore al quale la Juve di questi anni non può rinunciare così facilmente.