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Juve, spogliatoio rinnovato: Celik leader silenzioso. Mossa Spalletti: è al centro del progetto

September 5, 2026

5 settembre 2026, 07:38 

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TORINO - Geografia e dinamiche dello spogliatoio juventino sono cambiate, dopo una campagna di mercato a dir poco massiccia: solo per quanto concerne la prima squadra, sono nove i volti nuovi e dieci le uscite, alcune delle quali di spessore a livello di peso specifico all’interno del gruppo bianconero a disposizione di Spalletti. Tra le tante critiche arrivate nella passata stagione, derivanti anche dai risultati come è ovvio che sia, c’era la mancanza di personalità, in campo e fuori. Carnevali e Massara hanno lavorato anche in questo senso, cercando di far convivere quanto più possibile le esigenze tecnico-tattiche alle necessità caratteriali di un insieme di calciatori da rinforzare sotto tanti aspetti. Si è fatto il possibile e anche di più per alzare il livello, di qualità e anche di carisma: gli equilibri vanno trovati giorno dopo giorno, ma qualcosa si incomincia a intravedere. E nelle mappa delle nuove gerarchie dello spogliatoio bianconero c’è anche qualche insospettabile o quasi.

Il ruolo e la presenza di Celik, per esempio, è forse sottovalutato all’interno dell’ecosistema dell’universo bianconero, ma il turco è il classico leader silenzioso: più delle parole, lascia parlare l’esempio, il comportamento, il lavoro quotidiano in campo. L’attitudine del combattente ce l’ha di natura, il terzino, e a Roma, la città dei gladiatori, l’ha ulteriormente perfezionata, portandola a un livello di eccellenza che determina poi il diventare indispensabile per ogni allenatore che si ritrovi a lavorarci insieme. Succedeva con Gasperini, capita ora con Spalletti, che gli ha prontamente affidato la fascia sinistra, dovendo tamponare a causa dell’inizio tutt’altro che esplosivo di Cambiaso, complice anche un infortunio che rischia di fargli saltare del tutto il match di domani sera allo Stadium contro il Milan.

Celik, veterano anche fuori fal campo

Si muove già da veterano, Celik, all’interno del campo, ma anche fuori. Dal punto di vista tecnico, Spalletti gli ha subito dato fiducia, evidenziando già dai primi allenamenti la totale affidabilità e l’estrema versatilità dell’ex giallorosso, preso dal dt Massara con un blitz proprio quando il turco sembrava destinato a sottoscrivere il rinnovo con la Roma. E invece... Invece Celik se lo gode Spalletti: fin qui abbiamo posto l’accento sull’importanza del nazionale turco per quanto concerne la parte prettamente di campo, grazie all’attitudine da lottatore e alla capacità di agire a destra come a sinistra in differenti sistemi di gioco, da terzino della difesa a quattro oppure da “quinto” in un eventuale 3-4-2-1.

Ma il peso di Celik si sente anche all’interno dello spogliatoio, perché la leadership non è soltanto quella che si esercita con le parole, ma è anche l’esempio che si dà giorno per giorno, specialmente ai compagni di squadra più giovani. In questo senso il turco ha presto preso in mano le redini del gruppo: non si sente, ma la sua personalità si “vede” già, in uno spogliatoio cambiato in maniera decisa in un’estate.

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TORINO - Geografia e dinamiche dello spogliatoio juventino sono cambiate, dopo una campagna di mercato a dir poco massiccia: solo per quanto concerne la prima squadra, sono nove i volti nuovi e dieci le uscite, alcune delle quali di spessore a livello di peso specifico all’interno del gruppo bianconero a disposizione di Spalletti. Tra le tante critiche arrivate nella passata stagione, derivanti anche dai risultati come è ovvio che sia, c’era la mancanza di personalità, in campo e fuori. Carnevali e Massara hanno lavorato anche in questo senso, cercando di far convivere quanto più possibile le esigenze tecnico-tattiche alle necessità caratteriali di un insieme di calciatori da rinforzare sotto tanti aspetti. Si è fatto il possibile e anche di più per alzare il livello, di qualità e anche di carisma: gli equilibri vanno trovati giorno dopo giorno, ma qualcosa si incomincia a intravedere. E nelle mappa delle nuove gerarchie dello spogliatoio bianconero c’è anche qualche insospettabile o quasi.

Il ruolo e la presenza di Celik, per esempio, è forse sottovalutato all’interno dell’ecosistema dell’universo bianconero, ma il turco è il classico leader silenzioso: più delle parole, lascia parlare l’esempio, il comportamento, il lavoro quotidiano in campo. L’attitudine del combattente ce l’ha di natura, il terzino, e a Roma, la città dei gladiatori, l’ha ulteriormente perfezionata, portandola a un livello di eccellenza che determina poi il diventare indispensabile per ogni allenatore che si ritrovi a lavorarci insieme. Succedeva con Gasperini, capita ora con Spalletti, che gli ha prontamente affidato la fascia sinistra, dovendo tamponare a causa dell’inizio tutt’altro che esplosivo di Cambiaso, complice anche un infortunio che rischia di fargli saltare del tutto il match di domani sera allo Stadium contro il Milan.