Medio Oriente
Trump firma maxi-accordo con il Venezuela per il controllo delle riserve petrolifere. Centcom: rimosse le mine navali iraniane da Hormuz. Trump alla NASA: lo Stretto è nuovo territorio Usa. I Pasdaran smentiscono
Teheran: "Diplomazia e difesa sono inscindibili" e promette di resistere alle sanzioni statunitensi
Il governo iraniano si è impegnato a resistere con fermezza alle sanzioni statunitensi e a quelle che ha definito «cospirazioni» statunitenso-israeliane, affermando che la diplomazia e la difesa sono strumenti «complementari, coordinati e inseparabili» per la tutela degli interessi nazionali, della sicurezza e dell’integrità territoriale del Paese.
In una dichiarazione diffusa dai media statali, il governo ha affermato che perseguirà entrambe le vie contemporaneamente e si concentrerà sul contenimento dell’inflazione, sulla creazione di posti di lavoro, sul sostegno alla produzione interna e sulla graduale riduzione della dipendenza dal dollaro.
I Pasdaran smentiscono gli USA: "Lo Stretto di Hormuz è chiuso a chi non si coordina con l'Iran"
I Guardiani della Rivoluzione Islamica (Irgc) respingono con fermezza le recenti rassicurazioni di Washington sul ripristino della navigazione nel Golfo Persico, accusando gli Stati Uniti di "mentire" sulla reale situazione dello Stretto di Hormuz per condizionare il prezzo del petrolio sui mercati globali e mascherare i propri fallimenti strategici.
In una nota ufficiale diffusa dall'emittente statale Irib, la marina dei Pasdaran ha rivendicato il totale controllo operativo sulla via d'acqua strategica: "Il dominio dei combattenti dell'Islam su questa via d'acqua strategica è completamente decisivo. Con tutto il potere e in piena autorità, lo Stretto di Hormuz è chiuso a tutte le navi che intendono transitare senza coordinamento con la Repubblica Islamica dell'Iran."
La presa di posizione dei Pasdaran ribadisce che nessun transito navale sarà tollerato senza l'esplicito benestare di Teheran, confermando come lo snodo energetico rimanga al centro della contrapposizione militare e politica tra l'Iran e gli Stati Uniti.
Crisi nel Golfo Persico: 400 navi bloccate e 6.000 marinai in trappola dall'inizio della guerra
È di almeno 400 navi mercantili bloccate e circa 6.000 marittimi intrappolati nel Golfo Persico il drammatico bilancio stilato dall'Organizzazione marittima internazionale (Imo) dall'avvio delle ostilità in Iran. Il segretario generale dell'ente, Arsenio Dominguez, ha reso noto attraverso un comunicato che a oggi si contano almeno 70 attacchi sferrati contro le rotte del trasporto marittimo internazionale, con un tragico conto di 19 marinai deceduti.
Migliaia di lavoratori continuano così a operare in condizioni di estremo pericolo e costante incertezza. Oltre alla crisi umanitaria per gli equipaggi, l'Imo lancia l'allarme sull'impatto economico globale: l'interruzione delle catene di approvvigionamento di materie prime fondamentali - a partire da carburanti e fertilizzanti - sta generando gravi ripercussioni sia a breve che a lungo termine sulle economie di tutto il mondo.
Riprende il traffico nello Stretto di Hormuz: transitano circa 29 navi al giorno
Registrato un progressivo incremento del traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz, snodo strategico cruciale per il commercio energetico globale. Secondo i dati resi noti dall'agenzia Dpa e ricavati dal rapporto settimanale dell'UKMTO (United Kingdom Maritime Trade Operations), la via d'acqua ha visto il transito di una media di circa 29 navi mercantili al giorno negli ultimi sette giorni. Nell'arco dell'ultima settimana si sono contati 103 ingressi nel Golfo Persico a fronte di 101 uscite, confermando un trend di leggero ma costante consolidamento dei flussi navali iniziato verso la fine di luglio.
Iran, la “guerra lampo” di Trump è durata sei mesi
IL PUNTO - Mojtaba Khamenei serra le fila in Iran: "Vietato qualsiasi atto che danneggi la coesione sociale"
La Guida Suprema dell'Iran, l'ayatollah Mojtaba Khamenei, ha rivolto un perentorio appello alla nazione per serrare le fila in una fase critica del conflitto che vede il Paese opposto a Stati Uniti e Israele. Nel suo messaggio, il leader iraniano ha vietato tassativamente qualsiasi condotta o discorso capace di compromettere la coesione sociale o alimentare spaccature interne su temi sensibili come l'alternativa tra guerra e negoziati, ribadendo la necessità di mantenere salda la motivazione nazionale.
Khamenei ha contestualmente espresso il proprio apprezzamento per il lavoro svolto dal presidente Masoud Pezeshkian, lodando la gestione dell'emergenza sul fronte dei servizi essenziali, della fornitura energetica e del ripristino delle infrastrutture colpite dall'aggressione nemica. Sul piano economico, la risposta dell'Iran alle sanzioni e all'inflazione deve fondarsi sulla difesa della produzione interna e sull'attuazione di un'economia di resistenza, puntando al contempo sul graduale abbandono del dollaro negli scambi commerciali e sul rifiuto di ogni condizionamento esterno.
Donald Trump rilancia le ambizioni spaziali mentre restano le tensioni in Medio Oriente
Visita storica per Donald Trump alla NASA. Durante la cerimonia di premiazione dell'equipaggio della missione Artemis II, il presidente degli Stati Uniti ha firmato un ordine esecutivo per l'istituzione della US Space Academy, un'accademia nazionale concepita per formare la futura classe dirigente, ingegneri e astronauti del settore aerospaziale pubblico e commerciale. Trump ha sottolineato come la supremazia nello spazio sia fondamentale per la sicurezza e la crescita economica della nazione.
Il presidente ha anche ricordato il supporto strategico che le operazioni del Space Command forniscono agli attuali scenari di crisi internazionali, a partire dal braccio di ferro nello Stretto di Hormuz. Sul fronte mediorientale permane tuttavia uno stallo diplomatico con l'Iran. Le trattative per garantire la sicurezza del traffico marittimo e commerciale nel canale chiave per il greggio mondiale restano complesse: mentre Washington insiste nel mantenere la pressione diplomatica ed economica, Teheran continua a rivendicare il controllo delle proprie acque territoriali.
Donald Trump in visita alla Nasa (AFP)
Hezbollah: “L’accordo con Israele umilia il Libano”
Il segretario generale di Hezbollah, Naim Qassem, ha attaccato l’accordo tra Israele e il governo del Libano, affermando che la sua organizzazione “si oppone all’accordo quadro e ne chiede la cancellazione. Non siamo d’accordo con le zone pilota. L’accordo quadro non è legittimo, è illegale, umiliante, distrugge la sovranità libanese e non ripristina i diritti. Chi si oppone a tale accordo non ha nulla da temere”.
Libano, raid israeliani nell'area di Nabatieh: uccisa una donna
Una donna è morta nel bombardamento lanciato dalle forze israeliane nella città di Arab Salim, nel distretto di Nabatieh, nel sud del Libano. Lo riporta il quotidiano L'Orient Le Jour, riferendo anche del ferimento di un'altra donna e della figlia.
In una nota, le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno affermato di aver colpito "infrastrutture di Hezbollah nella zona di Nabatieh, in risposta al lancio di droni esplosivi contro le forze israeliane nella Zona di sicurezza".
Forze israeliane demoliscono alcune abitazioni a Zawtar al-Sharqiyah nel sud del Libano (LaPresse)