Kimi Antonelli vince il GP di Monza 2026. E batte l'ennesimo record
Mi chiedo spesso cosa un giovane di 20 anni possa provare seguendo la carriera di Kimi Antonelli (è anche star del settimanale Topolino, andato sold out in una manciata di ore). Un ragazzo della porta accanto che per strada, o nel paddock, arriva con il suo zainetto e sorride a tutti, restando con i piedi a terrissima.
Ma in pista si trasforma; determinato, con riflessi da Dio della velocità, sul grid non guarda più in faccia nessuno e punta dritto al podio. Del resto, ce lo aveva detto al nostro primo incontro, che sogna di diventare il campione del mondo. E lo ha dimostrato poche ore fa: Kimi Antonelli vince il GP di Monza 2026, probabilmente, è la frase che nessuno avrebbe pensato di dire ad alta voce a fine gara.

Dom Gibbons - Formula 1/Getty Images
Parte infatti dalla 19esima posizione, a causa della penalità per il cambio Power Unit. Realizza 26 sorpassi e passa in pole a quattro giri dalla fine, superando il compagno di squadra George Russell e battendo, nella storia, Gethin, che fece impresa simile nel 1971 ma dall'11esima.

Bradley Collyer - PA Images/Getty Images
Vince il suo primo Gran Premio d'Italia, battendo l'ennesimo record. Era infatti da 60 anni che un italiano - lui è il più giovane di tutti - non arrivava su questo podio, esattamente dal 1966, con Ludovico Scarfiotti. Un talento, una futura leggenda, chiamatelo come volete, ora Kimi merita di festeggiare questa vittoria. Stabilendo un altro primato: quello di essere applaudito anche dai Ferraristi.

Peter Fox/Getty Images
Tutti i record di Kimi Antonelli
Sette vittorie in una stagione, prima di oggi, un pilota italiano non le aveva mai raggiunte. Batte infatti Alberto Ascari, con sei traguardi nel 1952. Inoltre, è il più giovane poleman della Formula 1: la vittoria in Cina (di cui, per l'Italia, è la prima dopo Giancarlo Fisichella in Malesia nel 2006), il Grand Chelem a Monaco, la Sprint a Silverstone in Gran Bretagna e la vittoria a Spa. In generale, è il più giovane a guidare un Gran Premio.

Peter Fox/Getty Images
Abbiamo incontrato Kimi Antonelli a Milano, qualche giorno prima del GP di Monza. Quattro chiacchiere insieme a Vogue Italia un anno esatto dopo
Con Kimi ormai abbiamo un rito: incontrarci all'evento di IWC Schaffhausen a pochi giorni dal Gran Premio d'Italia, a Monza, descritto dallo stesso pilota come «un weekend di casa davvero speciale, che ricorderò per sempre e dove farò sul serio». Il pilota di Bologna, della Mercedes-AMG PETRONAS Formula One, per la manifattura svizzera leader in orologi di lusso è l'ultimo amatissimo membro.
Era a Milano, la scorsa sera, per presentare il nuovo orologio della collezione Pilot’s dedicato alla scuderia: un modello dalla robusta, ma insieme leggera, lega di titanio grado 5, con cronografo da 41 millimetri, cinturino e quadrante color viola intenso che si ispira all’orchidea Vanda Miss Joaquim.
Quando ho visto il colore - e pensando al mondo del teatro che lo evita, anche tra gli ospiti, per scaramanzia - non ho potuto fare a meno di chiedere a Kimi se invece, lato automotive, fosse una tonalità, se non portafortuna, almeno neutra. La risposta che mi ha dato mi ha piacevolmente stupita. «Il viola nel motorsport è buono, perché quando fai settore viola e giri viola, vuol dire che stai andando più veloce di tutti», afferma.

Kimi Antonelli all'evento milanese di IWC Schaffhausen
SEBASTIAN KAWKATiro un sospiro di sollievo, perché so che, in ogni disciplina, tutti i grandi campioni hanno i loro rituali scaramantici. Compreso Antonelli, che ogni volta prima di sfrecciare in pista fa le stesse cose. «Mi vesto sempre nello stesso ordine: prima i pantaloni, poi calzini, maglietta e tuta, infine le scarpe. Salgo e scendo dalla macchina dallo stesso lato e do il cinque a tutti i meccanici - che sono tanti - prima di salire in macchina quando sono in griglia».
Poi ci sono gli essenziali
Tre per l'esattezza, che per il pilota italiano non devono mai mancare nelle sue trasferte. «Il mio cappellino Mercedes, il mio zaino per contenere tutto e l'immancabile - la più essenziale - lasagna, essenziale nei weekend di gara fuori dall'Italia», ironizza.
"Essential" - la lasagna! - di cui avevamo parlato approfonditamente anche la scorsa volta, dove però - Kimi può confermare - il nostro ragazzo dei record era ancora impreparato sul mondo della moda, nonostante abbia tra i suoi mentori il re degli styling, Sir Lewis Hamilton. «Un anno dopo, con orologi e moda, va molto meglio. Diciamo soprattutto con gli orologi: mi sono appassionato ancora di più dopo averne visto i retroscena. Nella manifattura di IWC Schaffhausen ho potuto assistere al processo completo, da come nasce un modello al montaggio finale. Con la moda ci sto arrivando. Galeotta la Fashion Week a Milano, ottima opportunità per capirne gli ingranaggi. Adesso, quando mi vesto, penso maggiormente agli abbinamenti. E no, non prendo più quello che trovo».

Kimi Antonelli e Lewis Hamilton
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Kimi Antonelli di certo eccelle, se non ancora nella moda (ma siamo fiduciosi, supererà il suo maestro), nell'ironizzare qualsiasi situazione. Durante il Grand Prix de Monaco, aveva reso virale il tormentone “where is my towel”, dopo che Kim Kardashian aveva accidentalmente preso l'asciugamano a lui destinato in pit lane, pre-gara.

Kim Kardashian con l'asciugamano di Kimi Antonelli al GP di Monaco
Pascal Le SegretainMa la lista di aneddoti potrebbe essere infinita, «d'altronde sono il king dei prank. Tra i più divertenti c'è quello nei test pre-stagione in Bahrain, quando ho sparato a Bono (Peter Bonnington, ingegnere di pista oggi al suo fianco e prima storico di Lewis Hamilton, ndr.) con una pistola d'acqua e lui per vendicarsi mi ha messo del tabasco nella borraccia. Non è stata una bella sensazione perché non amo il piccante, ma è stato un momento divertentissimo».
E chissà tra un anno, quando ci rincontreremo come da nostro rito, cosa avrà da raccontarci, sui suoi progressi nella moda e innovazioni sulla lasagna. Ma soprattutto su molti altri nuovi traguardi.

Kimi Antonelli con Bono
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