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L’accoltellatore di Youssef Abdelaziz resta in carcere e ha paura. Il legale: “Cambiategli il penitenziario, a Cremona lo ammazzano”

July 17, 2026
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Confermata la permanenza dietro le sbarre per Ndiaye Pape Mamadou, senegalese di 26 anni che ha ucciso il 19enne egiziano a Crema. Liberati dal gip gli altri due giovani fermati: hanno solo assistito al delitto

A sinistra la vittima Youssef Rama Abdelaziz che aveva diciannove anni e aveva appena trovato un lavoro Sopra, il senegalese Ndiaye Pape Mamadou

A sinistra la vittima Youssef Rama Abdelaziz che aveva diciannove anni e aveva appena trovato un lavoro Sopra, il senegalese Ndiaye Pape Mamadou

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Crema (Cremona), 17 luglio 2026 – “Fategli cambiare carcere: a Cremona lo ammazzano”. È la richiesta che l’avvocato Corrado Locatelli ha inoltrato al giudice a nome del suo assistito Ndiaye Pape Mamadou, senegalese di 26 anni dietro le sbarre per l’omicidio di Youssef Rama Abdelaziz, avvenuto sabato notte in un vicolo che da viale Repubblica porta a via Cresmiero. Il senegalese teme per la propria vita restando nel carcere di Cremona e vorrebbe andare in un carcere a Varese o dintorni, visto che i suoi genitori abitano da quelle parti.

Liberati gli altri due fermati

Dopo l’interrogatorio dei tre fermati, avvenuto mercoledì mattina in carcere, ieri la giudice delle indagini preliminari Elisa Mombelli ha comunicato le sue decisioni. Per Bairon Hohksa, 23 enne nato in Italia da genitori albanesi e Ahmed Mamadu Moustafa Moustafa Ali El Haddad, 24enne di origine egiziana con cittadinanza italiana il fermo non è stato trasformato in arresto e i due sono stati liberati in quanto non hanno partecipato all’omicidio, ma sono stati solo spettatori passivi, mentre ad accoltellare Abdelaziz è stato il solo Ndiaye.

La ricostruzione

La decisione della giudice si è basata non solo sulle risposte dei tre, ma anche e forse soprattutto sui filmati registrati dalle telecamere del supermercato nei pressi del quale è avvenuto il fatto. Dalle registrazioni si vedono i due gruppi incontrarsi (perché anche Abdelaziz non era solo) e quasi subito Abdelaziz colpire ripetutamente Ndiaye con una grossa catena e poi spruzzargli negli occhi lo spray al peperoncino. A quel punto Ndiaye ha preso il suo coltello è ha colpito a morte Abdelaziz. Subito dopo lui e i suoi due amici se ne sono andati.

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Il luogo del delitto

La tentata fuga

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, incaricati dell’indagine, i tre hanno raggiunto in auto Milano dove sono rimasti tutta la notte e poi avrebbero deciso di fuggire in Svizzera. E proprio alla fermata del bus sarebbero stati intercettati dai carabinieri. Riportati a Crema e fermati con l’accusa di omicidio, avrebbero ammesso i fatti e rivelato ai carabinieri dove era stato gettato il coltello (nel fiume Adda) permettendo il suo recupero (a Spino d’Adda).

La gip Mombelli ha quindi deciso di convalidare l’arresto per Ndiaye Pape Mamadou per il reato di omicidio. Infine, ieri mattina il gup Francesco Sora ha affidato l’incarico di eseguire l’autopsia ad Andrea Verzelletti, medico legale di Brescia. L’esame si tiene oggi.

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