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L'addio a Francesco Guccini, il lutto a Bologna e Modena e la folla in via Paolo Fabbri e alla trattoria di Vito

August 7, 2026

La Cirenaica non riposa. Tra le vie del quartiere bolognese di Francesco Guccini, a un giorno dalla sua scomparsa, si respira l'atmosfera di una liturgia laica, tra il via vai ininterrotto di fan, vicini e passanti che davanti al civico 43 di via Paolo Fabbri si fermano a posare sempre più biglietti d'affetto, fiori, disegni, o una bottiglia di vino.

Mentre i Comuni di Bologna e Modena proclamano il lutto cittadino per sabato 8 agosto 2026, giorno in cui i funerali di Guccini si svolgeranno a Pàvana in forma privata, una sorta di processione silenziosa procede tra i luoghi che per il Maestro furono pezzi di cuore: la sua casa bolognese e la trattoria Vito. Un avvicendarsi di persone senza sosta, che giovedì sera si è trasformato in un momento di tripudio a cielo aperto, quando in centinaia si sono radunati in via Fabbri, in cerchio e con le chitarre, per cantare i pezzi di Guccini.

L'omaggio dei fan 

«Questa notte Bologna ovunque canta per Francesco», ha scritto sui social il sindaco Matteo Lepore, mentre i fan intonano "Autogrill", "Canzone per un'amica" e tante altre. Una manifestazione entusiasta e commossa, di cui la figlia di Guccini, Teresa, ha voluto condividere le immagini sulla sua pagina social. Tra le foto, momenti in cui suo padre canta, video di Bologna in giubilo e sullo sfondo un solo commento: «Grazie».

Il ricordo

«Ieri sera qui è venuta tantissima gente, sapevo che sarebbe andata così. Le processioni i gucciniani le facevano già prima, arrivavano a decine e lui li riceveva anche a casa», racconta Luca, che nella trattoria da Vito ci lavora da 30 anni. E l'amicizia tra «il Maestro», lo storico fondatore a cui il locale deve il nome, e le altre stelle del cantautorato italiano, da Lucio Dalla a Roberto Vecchioni, l'ha conosciuta da vicino.

«C'era un tempo – prosegue – in cui eravamo aperti tutta la notte» e «a Francesco bastava uscire di casa a mezzanotte, svoltare l'angolo e venire qui». Un assiduo frequentatore, al punto da arrivare a custodire copia delle chiavi: «Così poteva chiudere lui, quando era l'ultimo ad andarsene», assicura Alice Pagani, titolare e nipote di Vito.

E per la forza di questa connessione, le vie di Guccini, anche se da tempo non le attraversava più, hanno ripreso vita: «Grazie di avermi fatto sentire vivo quando tutto era bruciato», «La fiaccolata che hai acceso non si spegnerà mai», si legge tra le lettere lasciate sull'uscio di via Fabbri.

Raccolti davanti alla porta di legno, anziani e giovani affermano di essere «cresciuti con le sue canzoni». Una famiglia ha deviato il rientro dalle ferie: «Una tappa d'obbligo», perché le bambine potessero lasciare il disegno di una chitarra. Una madre in lacrime confessa: «Siamo tutti commossi come se fossimo parenti. Io e mio figlio canteremo per sempre "Don Chisciotte" a squarciagola».

E mentre nel mondo della musica si moltiplicano le dediche e gli omaggi, da Cesare Cremonini a Mogol, da Adriano Celentano a Paolo Conte, seicento messaggi di cordoglio arrivano sul diario virtuale aperto dal Comune di Modena, città natìa di Guccini. I cui fan avranno tempo per stringersi al loro "Maestrone". Nel mese di settembre, infatti, è attesa una cerimonia commemorativa per permettere, a chi lo ha amato, di ricordarlo e di salutarlo ancora.


Ultimo aggiornamento: venerdì 7 agosto 2026, 19:25

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