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L'AfD conquista un'altra regione in Germania, la sinistra vince a Berlino, crolla la Cdu. Merz: "Un disastro, ma non lascio"

September 21, 2026
V.G.

V.G. 21 settembre 2026 07:00

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz, foto LaPresse

L'ultimo voto del 2026 cambia gli equilibri politici tedeschi, consegnando l'immagine di una Germania che premia le ricette politiche più radicali. L'estrema destra di AfD ha vinto nel secondo Land dell'est, il Meclemburgo-Pomerania Anteriore, dove invece la Cdu (unione cristiano-democratica), il partito del cancelliere Friedrich Merz, per la prima volta nella sua storia non è entrata nel Parlamento del Land. La sinistra della Linke, invece, ha conquistato Berlino, scrivendo una pagina storica con la pasionaria 45enne Elif Eralp, che vuole diventare sindaca della capitale, mettere un tetto agli affitti ed espropriare le case dei grandi gruppi immobiliari.

È un doppio schiaffo per Merz alle elezioni in Germania. Una situazione del genere sarebbe abbastanza da far cadere un cancelliere, ma Friedrich Merz ha preso la parola a sorpresa ieri sera, subito dopo gli exit poll che davano il suo partito ancora in bilico a Schwerin, per annunciare esattamente il contrario: non ha alcuna intenzione di mollare.

Cosa ha detto Merz

Di fronte alla doppia débacle del suo partito, ammesso il "disastro" con inaudita naturalezza, Merz ha scandito: "Mi assumo la responsabilità, vorrei portare avanti il Paese". L'antidoto alla durezza dei tempi sono le riforme, e queste "arrivano", è stata la promessa al mondo economico, che lo stava ascoltando col fiato sospeso, come milioni di tedeschi e tutti i giornalisti catapultatisi alla Adenauer Haus.

L'ultradestra ha subito impugnato il successo: "Merz tragga le conseguenze, lo faccia per la Germania. Siamo diventati noi il partito più forte", è stato il messaggio a caldo di Alice Weidel, co-presidente del partito Alternative für Deutschland. "Non siamo noi che vogliamo il cordone sanitario", le ha fatto eco l'altro co-presidente Tino Chrupalla, quando gli hanno fatto presente che nessuno vuole governare con degli estremisti.

AfD davanti alla Spd in Pomerania

I dati mostrano un quadro complesso. In Pomerania, stando ai dati preliminari, AfD è chiaramente in testa con il 38,2%, inseguita dai socialdemocratici che con Manuela Schwesig prenderebbero il 35,5. Quest'ultima, la ex ministra di Angela Merkel che negli ultimi giorni era riuscita in una rimonta tale da arrivare al sorpasso nei sondaggi, è riuscita comunque a posizionarsi come unico argine all'ultradestra nell'est. Tanto che qualche analista già la segnala come commissaria-ombra dei vertici federali del partito, facendo tremare il vicecancelliere Lars Klingbeil.

Cdu fuori dal parlamento regionale

Drammatico il dato della Cdu, che stando ai risultati preliminari è scivolata per la prima volta fuori dal parlamentino regionale di un Land, nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore, ottenendo il 4,9%, sotto il limite dell'ingresso. A Berlino i numeri consegnano una vittoria più netta alla Linke con il 24,9%, mentre la Cdu che esprimeva il sindaco uscente, sostituito per la corsa elettorale da Stefan Evers è data al 19,2%. Cresce molto anche AfD, con un 15,8% che la colloca saldamente al terzo posto (con quasi sette punti in più rispetto al 2023). Anche se non è proprio il trionfo annunciato: i sondaggi davano infatti l'ultradestra che ha stravinto in Sassonia-Anhalt quindici giorni fa al 18%.

E poi c'è la vittoria elettorale della Linke a Berlino, dove la futura neosindaca ha esultato: "Care berlinesi e berlinesi, da oggi cambiamo la nostra città. Abbiamo scritto una pagina di storia. Il segnale dell'amore e della giustizia ha vinto sull'odio". È lei, Elif Eralp, a incarnare in queste ore il messaggio opposto a quello dell'ultradestra. Avvocatessa dei diritti umani, figlia di rifugiati turchi, chiede alloggi accessibili a tutti e più integrazione, mentre AfD spinge sull'espulsione dei migranti. Il contrasto non potrebbe essere più forte. Ma si tratta di due partiti dalle misure radicali: "È morto il centro borghese", sentenzia in serata un editoriale della Welt.

Elif Eralp della Linke. Foto LaPresse

La sfida della governabilità

Nella capitale ci sono i numeri per un governo rosso-rosso-verde, dal momento che l'Spd ha preso il 12% e i verdi il 14,3%. Ma il capitolo della governabilità, alla luce di questi risultati, resta la vera sfida della Germania per i prossimi anni. Sempre più spesso vincono partiti che difficilmente trovano la quadra con altri. Ulrich Siegmund, il leader di AfD che ha stravinto nella Sassonia Anhalt due settimane fa, ha annunciato che formerà il primo governo di AfD entro la fine dell'anno. Ma ammesso che ci riesca, la sua tenuta alla prova dei fatti sarà un'altra sfida politica.