Il presidente Biffi: “La città superi i suoi tradizionali confini amministrativi”. Il sindaco Sala: “Politica e impresa lavorino insieme per risposte concrete”

Il presidente di Assolombarda Alvise Biffi

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Milano – Nella relazione del presidente di Assolombarda Alvise Biffi durante l’assemblea generale al Teatro Dal Verme, c’è un lungo capitolo dedicato a Milano. Non potrebbe essere altrimenti, perché in primavera ci saranno le elezioni comunali e il numero uno dell’associazione degli industriali vuol fare sapere a tutti gli aspiranti sindaci quali siano le linee-guida lungo le quali si sta muovendo Assolombarda. In un passaggio del suo intervento, Biffi ricorda che “abbiamo risposto al bando di Regione Lombardia per far nascere a Milano le Zone di Innovazione e Sviluppo (Zis), dedicate all’Intelligenza Artificiale e alle Life Sciences, mettendo a sistema le competenze e gli asset di tutto il territorio di Assolombarda”. Non solo. “L’intelligenza artificiale va ispirata da principi condivisi e da una visione etica: perché deve moltiplicare le capacità delle persone e facilitarne il lavoro, non sostituirne il ruolo. È con questo spirito che Assolombarda ha aderito alla proposta, lanciata da AmCham Italy, di candidare Milano come sede del nuovo pilastro delle Nazioni Unite dedicato alla governance dell’AI. Una struttura capace di far dialogare governi, imprese, comunità scientifica e società civile”.
Gli obiettivi
Gli obiettivi di Assolombarda sono indicati. Ma perché vengano raggiunti c’è bisogno del contributo anche del Comune e della Città metropolitana, amministrate entrambe dallo stesso sindaco. Al prossimo eletto a Palazzo Marino, Biffi fa sapere che “per affrontare tutto questo Milano deve ripensarsi come “Grande Milano“ superando i tradizionali confini amministrativi. In questo quadro si colloca il Patto per il rilancio del governo metropolitano, promosso e sottoscritto da noi insieme ad un’ampia rappresentanza di associazioni datoriali e organizzazioni sindacali. Rafforzare funzioni, competenze e risorse della Città metropolitana, superare la frammentazione decisionale, costruire una governance capace di affrontare le grandi sfide dello sviluppo, del lavoro, delle infrastrutture, della casa e delle transizioni in atto”.
Il sindaco Sala
Al Dal Verme c’è anche il sindaco uscente, Giuseppe Sala, che rilancia il suo appello – seguito durante il suo doppio mandato – ai privati e al mondo produttivo milanese e lombardo: “Viviamo un periodo di tensioni politiche e sociali che non abbiamo mai visto. La prima cosa da condividere è che dobbiamo lavorare insieme, politica e impresa, penso che siamo più deboli singolarmente oggi che nel passato”. E ancora: “Siamo nel mezzo di una rivoluzione dove debito, ricchezza e distribuzione della ricchezza vengono rivoluzionate ma non la forbice delle disuguaglianze che non viene toccata. Non parlo genericamente di pace sociale ma di soluzioni per fare sì che insieme si riesca ad incidere. È chiaro che saremo sempre a chiedere al governo, a qualsiasi governo, di incidere sul cuneo fiscale”.
L’economia cittadina
Sul fronte dell’economia cittadina, intanto, dice la sua anche il Consiglio comunale. L’obiettivo dell’ordine del giorno presentato dalla capogruppo del Pd Beatrice Uguccioni e dalla presidente della Commissione Rigenerazione Urbana Natascia Tosoni, dal titolo “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità”, è quello di sostenere le piccole attività di quartiere e i negozi di vicinato, ritenuti non solo attività economiche ma custodi di una parte della storia e dell’identità della città. Il documento, votato e approvato ieri dall’aula di Palazzo Marino, tra le altre cose si esprime a favore della proposta di legge promossa da Confesercenti sulla rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità, che punta a individuare Zone Economiche Speciali di Prossimità nelle quali utilizzare strumenti fiscali, sostegni finanziari e semplificazioni amministrative per sostenere le attività esistenti e favorire nuovi insediamenti.“La desertificazione commerciale – dichiarano le esponenti dem – non può essere considerata semplicemente un problema di categoria. È un tema di rigenerazione urbana”. Nello specifico, l’odg chiede alla Giunta di farsi portavoce delle istanze dell’aula con il ministero delle Attività Produttive, facendo leva sul lavoro già avviato dall’amministrazione comunale in favore dei commercianti, e al contempo vengono indicate una serie di iniziative.
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