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Oris ha trasformato 62 Social Club in un solo Aquis

September 14, 2026

Il collezionismo di orologi ha un piccolo paradosso: nasce spesso da una passione molto personale, quasi privata, e finisce inevitabilmente per trasformarsi in una faccenda sociale. Si comprano segnatempo da soli, poi si passa buona parte del tempo a mostrarli, discuterli, confrontarli con quelli degli altri.

È probabilmente per questo che gli Oris Social Club hanno funzionato così bene: oggi sono 62 chapter sparsi nel mondo, gruppi nei quali, almeno ufficialmente, si parla di orologi.

Nelle fotografie degli incontri, però, si vedono soprattutto persone che ridono, polsi allineati sul tavolo e l’immancabile Oris Bear. Il che sembra un modo molto più sano di vivere l’orologeria.

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Oris

Adesso questa comunità ha il suo orologio globale. L’Oris Social Club Edition II è il secondo modello sviluppato insieme ai membri dei Social Club, ma il primo pensato per rappresentarli tutti contemporaneamente. La base scelta è l’Aquis Date Relief da 43,50 millimetri, quindi niente esercizio celebrativo da tenere nel cassetto: sotto l’operazione community c’è un diver autentico, impermeabile fino a 300 metri, con corona avvitata, lancette e indici luminescenti e lunetta unidirezionale.

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Il dettaglio che cambia completamente il carattere dell’Aquis è il quadrante. Oris lo definisce bianco-argento con texture effetto brinato, una superficie irregolare, quasi ghiacciata, che nelle immagini sembra reagire alla luce senza diventare scintillante. È abbastanza insolito da distinguersi e abbastanza discreto da non trasformare un subacqueo in un accessorio da cocktail. Attorno, la lunetta in acciaio conserva la scala dei minuti in rilievo dell’Aquis Date Relief e completa un insieme quasi monocromatico, interrotto dal cinturino NATO verde oliva. È la prima volta da oltre dieci anni che Oris propone un Aquis Date su NATO: dettaglio apparentemente secondario, ma decisivo nel renderlo più rilassato, meno “strumento da immersione” e più orologio da indossare tutti i giorni.

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Poi arriva il particolare che probabilmente farà parlare più del calibro. Il primo giorno di ogni mese, nella finestrella della data compare l’Oris Bear che fa l’occhiolino. Ventiquattro ore di evasione dalla serietà svizzera, prima che il calendario torni a comportarsi normalmente. È una trovata minuscola ma perfettamente coerente con il progetto: se un orologio celebra una comunità nata attorno al piacere di stare insieme, può permettersi anche un po’ di umorismo.

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Il fondello torna invece al linguaggio dell’appartenenza. È inciso con il profilo della manifattura di Hölstein, la scritta “Oris Social Club” e la sigla OSC | INT, abbreviazione di Oris Social Club International. Dentro lavora il calibro automatico Oris 733, con frequenza di 4 Hz, 26 rubini e 41 ore di autonomia. Specifiche conosciute e affidabili, senza la pretesa di trasformare questa edizione in una dimostrazione muscolare di alta meccanica.

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Disponibile da settembre a 2.100 euro, il Social Club Edition II funziona perché capovolge uno dei rituali più comuni dell’orologeria contemporanea. Invece di costruire l’esclusività dicendo chi può entrare, celebra chi è già dentro e invita implicitamente gli altri ad avvicinarsi. E forse il vero lusso, in un mondo dove tutti cercano il pezzo che nessun altro possiede, è ritrovarsi con qualcuno che ha voglia di parlare dello stesso orologio. Possibilmente davanti a una birra. E possibilmente il primo del mese, quando l’orso fa l’occhiolino.

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