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L’Argentina sogna il bis spinta dai gol allo scadere e dall’ultima di Messi  - L'Unione Sarda.it

July 16, 2026

Mondiali.

17 luglio 2026 alle 00:29

Anche in piazza Yenne a Cagliari si è festeggiata a lungo, mercoledì notte, la qualificazione dell’Argentina alla finale dei Mondiali, con numerosi tifosi della Selección (e diversi inglesi) che hanno seguito la partita con l’Inghilterra nei locali del centro. Per loro è iniziato il conto alla rovescia per l’appuntamento con la storia: domenica alle 21 al New York New Jersey Stadium, quando l’Albiceleste sfiderà la Spagna nella finalissima del torneo.

La gloria eterna

Il gol di Lautaro Martínez al 92’, ennesimo colpo di scena nel finale come avvenuto sempre dai sedicesimi in poi, ha permesso all’Argentina di continuare a difendere il titolo vinto nel 2022. Solo l’Italia di Vittorio Pozzo (1934-1938) e il Brasile di Pelé (1958-1962) sono riuscite a bissare il trionfo iridato, ma era decisamente un altro calcio. Una nazionale che non si arrende mai: dei suoi 19 gol, l’Albiceleste ne ha segnati ben 12 dal 75’ in poi.

A 39 anni, compiuti a Mondiale in corso, Messi mercoledì si è preso la scena con gli assist per l’1-1 e il 2-1, tirando ancora una volta fuori la sua nazionale dai guai. Non ha segnato né ai quarti né in semifinale, perciò difficilmente potrà rincorrere il record di gol in una singola edizione (i 13 del francese Just Fontaine nel 1958, è a 8), ma continua a dare risposte strepitose in campo. Vincendo domenica, supererebbe (nella sua ultima ai Mondiali) Diego Armando Maradona per successi nel torneo.

Trionfo all’ultimo

Hanno fatto il giro del mondo le immagini di come in Argentina si sia festeggiato l’accesso in finale, con i tifosi in delirio e l’Obelisco (lo storico monumento di Buenos Aires) preso d’assalto per tutta la notte. In campo, tanti giocatori erano in lacrime al triplice fischio. «I miei ragazzi sono come Indios: non hanno paura di nulla», ha detto il ct Scaloni.

L’eroe è diventato Lautaro Martínez, che fa proseguire una serie clamorosa dell’Inter: dal 1982 in poi, i nerazzurri hanno sempre avuto un giocatore in finale ai Mondiali. «La prima volta che mio nonno mi ha comprato un paio di scarpe da calcio sognavo di fare questo gol», la commozione dell’attaccante. Nel 2022 aveva avuto un ruolo da comprimario per un infortunio, ma ora (pure da subentrato) sta risultando decisivo e punta una maglia dal 1’ in finale.

Una rivincita

Che Inghilterra-Argentina fosse molto di più di una partita si sapeva, con il ricordo sempre vivo (a oltre 40 anni) della guerra delle Falkland-Malvinas. E, dopo 90’ più recupero di colpi al limite del regolamento in campo, la polemica è proseguita con lo striscione «Le Malvinas sono argentine» esposto dai giocatori: sarebbe stato preparato da un tifoso la notte prima del match, con un lenzuolo della stanza d’albergo. La federazione inglese ha chiesto l’intervento della Fifa.

«Diego sarà contento», dice Fernández riferito (ovviamente) a Maradona. «Con Álvarez abbiamo visto 3-4 volte in albergo la partita con gli inglesi del 1986: è stata una motivazione enorme». Il riferimento è presente anche nel coro simbolo degli argentini, che dice proprio «per le Malvinas, per Diego, per l’ultima di Leo, Argentina voglio vederti di nuovo campione». Yamal e compagni sono l’ostacolo finale.

I delusi

Ancora una volta, invece, piange l’Inghilterra che cerca dal 1966 un titolo iridato. Sotto accusa il ct Thomas Tuchel e i suoi cambi difensivi, che hanno fatto arretrare troppo la squadra, ma il tedesco non si arrende: «Ho un contratto fino agli Europei in casa del 2028». Ma, a Londra e dintorni, tifosi e commentatori vorrebbero cacciarlo e prendere Guardiola. Ed è polemica per lo schiaffo che Bellingham ha dato a Barco a fine partita: non è stato sanzionato e ci sarà domani con la Francia. Ma la finale per il terzo posto non sarà certo di “consolazione”.

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