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L'aria condizionata salva vite, ma ci condannerà tutti in futuro

July 17, 2026

Quando le temperature diventano estreme, l’aria condizionata può fare la differenza. Allo stesso tempo, però, il suo uso massiccio comporta un costo energetico crescente. Condizionatori e ventilatori assorbono già circa il 10% dell’elettricità consumata nel mondo e la domanda è destinata ad aumentare con estati sempre più lunghe e intense.

Il problema è evidente perché per difendersi dal riscaldamento globale si ricorre a sistemi energivori che, se alimentati da fonti fossili, contribuiscono ulteriormente alle emissioni responsabili dell’aumento delle temperature. Uno studio pubblicato su Nature Reviews Clean Technology invita quindi a considerare i condizionatori come una soluzione estrema, da utilizzare dopo aver ridotto in altri modi il calore che entra negli edifici (con questo caldo il nostro cervello non lavora bene).

Gli autori, Matthaios Santamouris dell’Università del Nuovo Galles del Sud e Konstantina Vasilakopoulou della RMIT University di Melbourne, hanno analizzato materiali e tecnologie capaci di raffrescare gli ambienti consumando poca energia. Tra le opzioni figurano sistemi radiativi ed evaporativi, tetti verdi, schermature solari, superfici riflettenti e soluzioni di ventilazione intelligente. Alcune di queste tecnologie possono anche trattenere il calore durante l’inverno, migliorando l’efficienza degli edifici durante tutto l’anno.

Come ridurre il calore negli edifici

Secondo Santamouris, la strategia migliore consiste nell’impedire al calore indesiderato di entrare, prima ancora di accendere un impianto. Ombreggiatura, materiali chiari o riflettenti, ventilazione studiata e nuovi rivestimenti possono abbassare sensibilmente le temperature interne. Combinando più interventi, la richiesta di aria condizionata potrebbe diminuire fino all’80%, mentre la temperatura dell’ambiente circostante potrebbe ridursi di oltre 4 gradi Celsius. I risultati, precisano gli studiosi, cambiano comunque in base alla regione, all’umidità e alle condizioni climatiche locali.

Perché serve un raffrescamento più sostenibile

I condizionatori non scompariranno e resteranno indispensabili durante le ondate di calore più pericolose. Tuttavia, gli edifici costruiti oggi dovranno affrontare decenni di riscaldamento e non possono dipendere unicamente da macchine che consumano elettricità. Per millenni, dalle abitazioni sumere fino alle architetture tradizionali, gli esseri umani hanno utilizzato correnti d’aria, ombra e materiali isolanti per controllare la temperatura.

Ripensare queste soluzioni con tecnologie moderne potrebbe rendere il raffrescamento più economico e accessibile. Il comfort, sottolineano gli autori, non dovrebbe diventare un privilegio riservato a chi può sostenere bollette sempre più elevate. Progettare meglio le città significa quindi proteggere insieme salute pubblica, reti elettriche, ambiente e famiglie vulnerabili.

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