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L'Atalanta si accende solo nel finale: pari senza reti con un ostico Hapoel Tel Aviv

August 20, 2026

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20 agosto 2026 | 22:22

L’Atalanta si accende solo nel finale: pari senza reti con un ostico Hapoel Tel Aviv

Foto Getty

Carnesecchi compie l’intervento più importante del match negando il gol agli ospiti a metà primo tempo, poi nel finale Tzur ferma Krstovic e Raspadori. La Dea è generosa, ma manca negli ultimi sedici metri: si deciderà tutto al ritorno, il 27 agosto in Ungheria

Nell’unico preliminare giocato nella propria storia recente, l’Atalanta ha conosciuto la sconfitta ai rigori con il Copenhagen. Ed è un monito da tenere ben presente in vista del ritorno con l’Hapoel Tel Aviv, che la Dea affronterà con lo stesso risultato di otto anni fa: 0-0 in casa, senza neanche convincere troppo e soffrendo anche a tratti le iniziative di una squadra tecnicamente inferiore, ma con grande organizzazione, intensità e con la personalità non certo di una ‘piccola’, spinta anche dal calore di un pubblico che si è fatto sentire dal primo all’ultimo minuto, dopo essere stato quasi “in borghese” fino al tardo pomeriggio. Salvo rare eccezioni.

Il trofeo Bortolotti viene definito storicamente una “prova generale” della stagione ufficiale e in effetti questa volta è proprio così, visto che alla prima uscita ufficiale Sarri conferma lo stesso undici mandato in campo con l’Athletic Club, quella che senza De Ketelaere e Ahanor è quantomeno la formazione tipo in questa fase. E ciò significa che, un mese e mezzo dopo il caso di mercato che lo ha riguardato, Ederson indossa la fascia di capitano.

Generico agosto 2026

Un attestato non da poco, in una serata tutto sommato particolare: nessun arco Uefa, nessun “verde Conference”, neanche una patch sulle maglie, nessun inno e nessun cerimoniale europeo. Non sembra neanche una partita europea, se non per il fatto che durante il recupero si vede per la prima volta il tempo che scorre. Per i preliminari, d’altronde, tutte le solite procedure non sono previste.

Che sia una gara internazionale lo si capisce nel momento in cui l’arbitro spagnolo Rojas fischia l’inizio: il ritmo si alza nel giro di poco, come l’atteggiamento (sportivamente) aggressivo dell’Hapoel sui difensori atalantini. Scalvini ci rimette una caviglia in uno scontro di gioco con Boateng e a metà primo tempo deve arrendersi al dolore, sostituito dall’esordiente Kristensen — che pure lui prima dell’intervallo ricade male dopo un contrasto aereo, ma stringe i denti.

atalanta hapoel

Il primo tiro nerazzurro è un tentativo velleitario di Zalewski, il secondo una secca di Scamacca dopo la mezz’ora su cui Tzur è bravo a mettere le mani, come è anche reattivo su Raspadori da distanza ravvicinata. Ma la miglior parata di una prima frazione decisamente più equilibrata delle aspettative la compie Carnesecchi, miracoloso nell’impedire a Boateng di segnare un rigore in movimento su un grande assist rasoterra col mancino di Leidner, che aveva beffato Bellanova con il suo movimento in corsia.

All’Atalanta non manca la buona volontà di provarci, ma le scelte giuste negli ultimi 25 metri, quelle sì. Serve qualche aggiustamento, esattamente come contro l’Athletic. In diversi momenti la spinta nerazzurra crea pericoli alla retroguardia, pur senza enormi occasioni. Ma i contropiedi che si generano fanno volare i rossi. Sarri corre ai ripari chiamando in causa Krstovic al posto di Scamacca, meno tecnico ma più aggressivo, tanto che fa fallo alla prima azione, ma alla seconda trova un varco per calciare in porta.

Per il finale il tecnico si gioca anche le carte Pasalic e il classe 2006 Cassa, che entra con personalità a due anni dalla sua ultima apparizione in prima squadra. Le migliori occasioni arrivano nel finale: prima Krstovic dentro l’area manda fuori, poi trova le mani di Tzur, reattivo anche su Raspadori. Non è sufficiente un finale in crescita a schiodare dal tabellone uno 0-0 che forse alla fine lascia più rimpianti alla squadra di Barda. Che tra una settimana, giovedì 27 agosto sul campo neutro di Miskolc, in Ungheria, proverà a fare lo sgambetto a una Dea a che spera di recuperare almeno De Ketelaere.

Atalanta (4-3-3): Carnesecchi; Bellanova, Kossounou, Scalvini (26’ Kristensen), Bernasconi; Samardzic (78′ Pasalic), Gaetano, Ederson; Zalewski (78′ Cassa), Scamacca (63’ Krstovic), Raspadori. A disp. Sportiello, Vismara, Zappacosta, Obric, Kolasinac, De Roon, I. Sulemana, Manzoni. All. Sarri

Hapoel Tel Aviv (4-2-3-1): Tzur; Coco (88′ Piven), Mayembo, Chico, Leidner; Falcao, Kraev; Owusu (63’ Buskila), Alkukin (88′ Lemkin), Altman (63’ Xande Silva); Boateng (75’ Dappa). A disp. Benyamini, Hen Baranes, Israelov, Ferber, Kancepolsky, Archel. All. Barda

Arbitro: Alberola Rojas (Spagna)

Ammoniti: Kraev (32’), Raspadori (48’), Altman (54’) per gioco falloso

Espulsi: –

Recupero tempo: pt 2’, st 3′

Spettatori: 21.061, incasso di € 380.566,76

Note: –