“Nel 2025 abbiamo ripetuto più volte che, se avessimo dovuto scrivere il copione, sarebbe stato più o meno quello. Quest’anno non è esattamente così…”
In questo modo Valerie Tetreault, la direttrice del torneo di Montreal ha iniziato il suo tradizionale incontro con i giornalisti a metà del torneo per un aggiornamento su come sta procedendo l’evento.
Nonostante le defezioni di Sinner, Alcaraz e Djokovic prima dell’inizio del torneo, la dolorosissima rinuncia di Felix Auger-Aliassime a tabellone compilato a causa di un infortunio alla schiena e le premature sconfitte di Zverev, Fritz e Medvedev, il torneo pare sulla buona strada per superare le 300.000 presenze. E questo nonostante la pioggia abbia costretto a cancellare la prima sessione serale domenica 2 agosto.
“Era un traguardo che ci eravamo posti. Viene da immaginare che cosa sarebbe potuto accadere se Félix avesse potuto giocare o se quella sessione non fosse stata annullata. Per noi è molto incoraggiante.”
Meglio del 2025
Durante il torneo femminile dello scorso anno, quando tutto era andato come meglio non poteva (i match di addio di Eugenie Bouchard e la cavalcata vittoriosa di Victoria Mboko), il conteggio degli spettatori si era fermato poco sopra i 278.000. Da notare che si tratta dei primi dati relativi all’evento “allungato” a 12 giorni, e che in base ai dati storici la differenza di pubblico tra il torneo maschile e quello femminile è di circa il 18%, quindi tutto sommato, considerando la straordinarietà dell’edizione 2025 e la sorte avversa che ha imperversato quest’anno, i dati possono essere considerati abbastanza in linea con le aspettative.
Il torneo vende circa il 90% dei tagliandi prima dell’inizio dell’evento, quindi può contare su uno zoccolo duro di appassionati che affolla l’impianto di Parc Jarry indipendentemente da chi gioca, con una percentuale di rinnovo da parte degli abbonati vicina al 100%, che il torneo sia ATP o WTA.
“Finora abbiamo avuto quattro sessioni sold out sul campo centrale e cinque sul Court Rogers,” ha confermato Tetreault, aggiungendo come il formato del torneo che consente ai tennisti un giorno di riposo tra un turno e l’altro consente agli atleti di sperimentare ciò che la città ha da offrire. “Direi che i giocatori escono un po’ più delle giocatrici e li vediamo approfittare di varie attività, alcune diventate ormai dei classici attesi: gli spettacoli del Cirque du Soleil o Osheaga [un festival musicale n.d.r.]. Per esempio, Andrej Rublev ci chiedeva già diversi giorni prima di arrivare se potesse andare a vedere i Twenty One Pilots. La voce circola e tengono d’occhio ciò che accade a Montréal. Alcuni hanno già il loro ristorante preferito e ci chiedono aiuto per prenotare.”
La sfida del nuovo stadio
Durante la settimana Tennis Canada ha reso noti alcuni dettagli in più relativi al progetto di ampiamento dell’impianto che prevede la costruzione di un nuovo campo da 15.000 posti con tetto retrattile. Non c’è ancora alcuna autorizzatione per questo mega progetto, che dovrebbe costare intorno ai 400 milioni di dollari canadesi (circa 250 milioni di euro), con Tennis Canada che si è impegnata a finanziare solamente il 10% dell’operazione, mentre il resto dovrebbe venire da fondi pubblici.
Naturalmente diversi gruppi d’influenza cittadini hanno già iniziato a esprimere grosse perplessità per questa pesante richiesta di denaro pubblico. ““Non sono sorpresa – ha detto Tetreault – nel senso che è del tutto legittimo che le persone e i vari gruppi di cittadini abbiano preoccupazioni e domande […] Abbiamo tutto l’interesse a dialogare e a trovare modi per fare le cose, perché vogliamo preservare tutto ciò che il Parc Jarry ha da offrire: è il nostro principio guida […] Cerchiamo quindi un modo per mantenere questo evento qui per i prossimi 30 o 40 anni.”
In Quebec si sta scaldando la campagna elettorale per le elezioni politiche del prossimo ottobre, quindi la conversazione a livello politico dovrà essere intavolata con chi sarà al potere per i prossimi quattro anni. “A grandi linee, se nei prossimi mesi e anni tutto procedesse bene, il 2032 sarebbe la prima data in cui il nuovo stadio potrebbe essere pronto e utilizzato per il torneo,” ha confermato Tetreault, precisando che nonostante ci sia la consapevolezza di dover recuperare il terreno perduto nei confronti degli altri Masters 1000 dal punto di vista infrastrutturale, non esistono ultimatum da parte di ATP e WTA che potrebbero mettere in pericolo lo status del torneo.
La scommessa sul futuro
“Tuttavia il tempo stringe per la parte sud dello stadio, quella a forma circolare, che non è stata toccata da quando lo stadio è stato costruito [per il baseball n.d.r.] nel 1969. Vogliamo evitare di dover investire molto denaro e fare grandi ristrutturazioni in quella sezione, se non è questo il piano nella visione a lungo termine”.
La partita è dunque aperta per dare al torneo una sede che possa consentire di rispettare il contratto trentennale firmato con l’ATP nell’ottica della “One Vision” di Andrea Gaudenzi, Presidente dell’ATP, il cui Amministratore Delegato Eno Polo farà visita al torneo a partire da lunedì. La direttrice Valerie Tetreault, che peraltro vive proprio di fronte al Parc Jarry, è pronta ad ascoltare “le persone per capire quali siano i bisogni reali. Il Parc Jarry ha una vocazione sportiva molto importante e c’è una grande area aperta dove le persone vengono per praticare sport.”
Oltre al centro di Tennis Canada sono infatti presenti due campi da baseball (su uno dei quali dovrebbe sorgere il nuovo stadio e che verrà spostato), quattro campi da calcio (in erba naturale e sintetica), una pista da pattinaggio per estate e inverno (quando è ricoperta di ghiaccio ed è pubblica e gratuita come accade in quasi tutti i parchi cittadini), due piscine (anche queste gratuite), lo skatepark, due campi da basket e uno spazio per le competizioni di cricket.
Ma per tutto questo ci sarà tempo: per ora bisogna portare a casa questa edizione e superare “quota 300mila” anche in quest’anno sfortunato, per confermare Montreal nella lista delle città più “tennis-friendly” del pianeta.