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- L’export flette, pesa il crollo negli Stati Uniti e in Cina
Lo scenario globale legato agli eventi internazionali è ancora caratterizzato da forti elementi di instabilità, ma il settore calzaturiero italiano...

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Lo scenario globale legato agli eventi internazionali è ancora caratterizzato da forti elementi di instabilità, ma il settore calzaturiero italiano continua a dimostrare una buona presenza e un buon presidio dei mercati internazionali. A livello nazionale, il primo semestre si chiude con un fatturato in calo del 2,3% e un export in flessione nei primi cinque mesi del 2,4%, ma con un saldo commerciale in crescita del 9,6%. È la fotografia scattata da Assocalzaturifici, sulla base dei dati del Centro studi di Confindustria riferiti a Infocamere-Movimprese.
A livello regionale, il segno meno precede i dati relativi alle esportazioni di calzature, pelli e accessori nel primo semestre dell’anno. In particolar modo il comparto di tessile, abbigliamento, pelli e accessori ha fatto registrare una vendita di prodotti oltre confine pari a 976,5 milioni di euro, con una flessione pari al 7,1%, confermando il trend di progressiva riduzione che già dura da qualche anno. Quanto ai singoli prodotti, registra una flessione soprattutto il comparto delle calzature. Qui le esportazioni sono state pari a 540,3 milioni di euro con un decremento del 9,9%.
L’andamento di questi settori è in controtendenza rispetto al dato delle esportazioni complessive delle Marche. Le esportazioni regionali, infatti, chiudono il primo semestre 2026 a 7.644 milioni di euro, con una crescita del 9,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Lo attestano i dati dell’Istat e diffusi da Camera Marche. "I dati del primo semestre – la sintesi camerale – confermano la dinamicità del sistema produttivo, che cresce a un ritmo doppio rispetto alla media nazionale e si colloca al quinto posto tra le regioni per crescita dell’export, davanti a territori manifatturieri storicamente più forti come Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna. Restano tuttavia aperte le criticità che interessano da tempo alcuni comparti tradizionali: calzaturiero, tessile-abbigliamento e mobile arredo. Tutto ciò ci ricorda che la ripresa non è uniforme e come sistema camerale dobbiamo continuare a sostenere con decisione i settori manifatturieri più legati al made in Marche e i territori più esposti alla competizione internazionale".
Tornando all’export calzaturiero, le prime cinque destinazioni, che coprono il 48,1% del totale, sono Francia (+4,3%), Germania (-3,8%), Stati Uniti (-8,6%), Cina (-19,7%) e Paesi Bassi (-10,7%). In diminuzione del 33,8% l’export verso i mercati del Medio Oriente e del 43,5% quello verso la Russia. Il numero di imprese attive (calzaturifici, più produttori di parti per calzature) ha registrato, tra l’industria e l’artigianato – sempre secondo le stime del centro studi Confindustria accessori moda su dati Infocamere-Movimprese – un calo di 73 aziende, accompagnato da un saldo negativo di 1.356 addetti rispetto a dicembre 2025. Le ore di cassa integrazione autorizzate nella filiera pelle sono diminuite del 20,5%, attestandosi a 2,4 milioni.
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