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L’idea di Vivilo: personalizzare foto e video grazie all’AI

August 3, 2026

VIVILO, startup fondata da Logan Para, Marco Ciabini e Gionata Manduchi, opera nel mercato degli eventi mettendo al centro l’esperienza...

IL LAVORO INGEGNERISTICO DEL TEAM Oggi l’azienda conta un team di 10 persone (. nella foto a sinistra parte del gruppo. ) specializzate nello sviluppo di modelli proprietari basati su reti neurali. Il gruppo di lavoro è riuscito a. insegnare all’algoritmo a distinguere non solo le differenze tra i volti umani, ma anche i minimi dettagli geometrici e cromatici che differenziano due veicoli identici in pista nel motorsport

IL LAVORO INGEGNERISTICO DEL TEAM Oggi l’azienda conta un team di 10 persone (. nella foto a sinistra parte del gruppo. ) specializzate nello sviluppo di modelli proprietari basati su reti neurali. Il gruppo di lavoro è riuscito a. insegnare all’algoritmo a distinguere non solo le differenze tra i volti umani, ma anche i minimi dettagli geometrici e cromatici che differenziano due veicoli identici in pista nel motorsport

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VIVILO, startup fondata da Logan Para, Marco Ciabini e Gionata Manduchi, opera nel mercato degli eventi mettendo al centro l’esperienza personale, con l’obiettivo di permettere a ogni partecipante di rivivere l’evento attraverso contenuti personalizzati, distribuiti in automatico con una tecnologia proprietaria di computer vision e AI. In grado di riconoscere volti, numeri di gara e veicoli, Vivilo seleziona automaticamente le foto di ogni partecipante e monta clip e video reel personalizzati, pronti da scaricare e condividere sui social.

Oggi conta 10 persone e la sua tecnologia proprietaria è già stata scelta da L’Étape du Tour de France, l’Autodromo del Mugello, la Maratona di Bologna, RDS Summer Festival, Rockin’1000 e numerosi altri eventi. Dopo un round da oltre mezzo milione, la realtà vuole consolidare la leadership europea nei video personalizzati per grandi eventi, in vista dell’ingresso negli USA entro il 2027. Logan Para, uno dei fondatori spiega il progetto Vivilo.

Para, come nasce l’idea di Vivilo? "Sono diventato papà nel 2021. Due settimane dopo la nascita di mio figlio ho deciso di iscrivermi a un triathlon, senza averne mai fatto uno. Dopo mesi di allenamento e sacrifici, al traguardo mi sono reso conto che non esisteva un contenuto capace di raccontare davvero quell’esperienza. Da lì è nata l’idea di una startup in grado di trasformare ogni evento in un ricordo da rivivere".

Come nascono il vostro team? "Poco dopo ho conosciuto Marco Ciabini, esperto di computer vision, e insieme abbiamo iniziato a sviluppare il progetto. In seguito si è unito Gionata Manduchi. Oggi sviluppiamo una tecnologia proprietaria che utilizza l’intelligenza artificiale per riconoscere automaticamente i partecipanti all’interno di foto e video e restituire, poche ore dopo l’evento, foto, clip e video reel personalizzati già montati".

Qual è il tratto distintivo di Vivilo? "Velocità, automazione e personalizzazione. Grazie a un’infrastruttura cloud e a un sistema di upload in tempo reale, i contenuti sono disponibili in poche ore. Ma il vero valore è trasformare migliaia di foto e video in un racconto personale. Non consegniamo semplicemente dei file, ma foto, clip e video reel costruiti attorno a ogni partecipante, così che ognuno possa ritrovare e rivivere la propria esperienza".

Come funziona la vostra tecnologia? "Abbiamo sviluppato modelli proprietari basati su reti neurali che riconoscono automaticamente persone, numeri di gara, moto e auto. Combinando computer vision e object recognition, il sistema crea una rappresentazione univoca del soggetto e recupera in pochi secondi tutti i contenuti che lo riguardano, anche all’interno di archivi molto estesi. Questo permette di gestire eventi con migliaia di partecipanti e decine di migliaia di contenuti senza alcun intervento manuale, riducendo drasticamente i tempi di ricerca e distribuzione".

Avete recentemente allargato questa tecnologia al motorsport. Perché questa scelta? "È stata un’evoluzione naturale. Abbiamo applicato la stessa logica utilizzata per riconoscere le persone al riconoscimento di moto, auto e altri veicoli. Dal punto di vista tecnologico è stata una sfida ancora più complessa: due persone sono naturalmente diverse, mentre due moto o due auto dello stesso modello possono sembrare praticamente identiche. La sfida è insegnare all’algoritmo a riconoscere proprio quei dettagli minimi che rendono ogni mezzo unico. Oggi un pilota può caricare una foto del proprio veicolo e ritrovare automaticamente tutti i contenuti che lo riguardano. Da questi vengono generati anche video personalizzati che ricostruiscono l’esperienza in pista, trasformando immagini sparse in un unico racconto".

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