Secondo l'intelligence ucraina, citata da Reuters, Mosca starebbe valutando un attacco limitato contro il territorio di un Paese Nato e, in particolare, contro una base nei Paesi baltici

La minaccia russa e le basi sensibili della Nato nel Baltico

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Roma, 13 luglio 2026 – Vladimir Putin non ha intenzione di negoziare la pace in Ucraina e potrebbe invece puntare a un'escalation del conflitto nei prossimi mesi. È quanto emerge da un'inchiesta pubblicata da Reuters alla fine della scorsa settimana, basata su tre fonti indicate come vicine al Cremlino, secondo cui i recenti attacchi con droni ucraini contro raffinerie e porti russi avrebbero rafforzato la determinazione del presidente russo a continuare la guerra, ormai arrivata al quinto anno. Una fonte che lo incontra regolarmente parla di “alta probabilità” di escalation, un'altra riferisce che Putin considera la conquista dell'intero Donbass “una questione di principio”, mentre il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov, interpellato da Reuters, non ha smentito lo scenario, sostenendo che Mosca “non può chiudere gli occhi” davanti alla militarizzazione dell'Europa.
- Un attacco-provocazione limitato
- Le basi aeree Nato
- Dove sono le truppe di terra
- L’articolo 5 della Nato
- Il ‘solito’ corridoio di Suwalki
- I missili a Kaliningrad
Un attacco-provocazione limitato
L'11 luglio l'allarme si è fatto più esplicito quando, secondo l'intelligence ucraina citata sempre da Reuters, Putin starebbe valutando anche un attacco limitato contro il territorio di un Paese Nato e, in particolare, contro una base nei Paesi baltici. Non è una previsione certa, avvertono gli analisti, ma una valutazione che riflette il timore che Mosca voglia aumentare la pressione sull'Alleanza atlantica senza però cercare uno scontro diretto.
Le basi aeree Nato
Ma quali potrebbero essere gli obiettivi di Putin? Nel Baltico non esiste un'unica “base Nato”, ma una rete di presidi alleati cresciuta dal 2017 e rafforzata dopo l’avvio della guerra ucraina nel 2022. Le più esposte, secondo le valutazioni ucraine, sono le basi aeree di Šiauliai (Lituania) e Ämari (Estonia), cardine del Baltic Air Policing dal 2004. Sono basi che ospitano a rotazione i caccia alleati che sorvegliano i cieli di Estonia, Lettonia e Lituania, prive di una propria componente da caccia. Colpirle avrebbe un impatto soprattutto politico, coinvolgendo direttamente forze di più Paesi membri e non solo delle tre repubbliche baltiche.
Dove sono le truppe di terra
Per quanto riguarda le truppe di terra, i contingenti multinazionali sono dislocati a Tapa (Estonia) attualmente sotto guida britannica e con circa mille soldati, poi ad Adazi (Lettonia) sotto guida canadese e dove si punta a costituire una brigata con oltre 3.500 militari, e Rukla (Lituania) a guida tedesca, in crescita verso i 4.800 militari di quella che diventerà la futura 45ª Brigata Panzer. Il comando dell'area fa capo al Multinational Corps Northeast di Stettino, a cui si affianca ora il 1GNC, il Corpo tedesco-olandese di Münster destinato alla difesa di Estonia e Lettonia. Inoltre tra i punti infrastrutturali ritenuti sensibili figura anche l’isola estone di Hiiumaa che, in epoca sovietica, ha ospitato una delle principali roccaforti militari dell’Urss nel Baltico.
L’articolo 5 della Nato
Rispetto ai timori di escalation russa che arrivi a sconfinare in uno dei territori difesi dall’Alleanza atlantica, il vertice Nato di Ankara dei giorni scorsi ha risposto riaffermando ancora una volta la validità di attenersi all'articolo 5, quindi di considerate un attacco a un alleato come un attacco all'intera Alleanza.
Il ‘solito’ corridoio di Suwalki
Sempre nell’area baltica, ma più interna, c’è poi la contesa irrisolta del corridoio di Suwalki. E tra le infrastrutture citate dall'intelligence ucraina come possibile obiettivo per i russi ci sono anche i 65 chilometri di territorio tra l'exclave russa di Kaliningrad e la Bielorussia, una striscia di terra al confine tra Polonia e Lituania e unico collegamento terrestre tra gli Stati baltici e il resto dei territori Nato. Una sua chiusura, coordinata da Kaliningrad e dalla Bielorussia, che di fatto è integrata nella pianificazione militare russa, isolerebbe via terra Estonia, Lettonia e Lituania, costringendo la Nato a rifornirle solo via mare o aria.

Russia, Bielorussia, Lituania, Polonia e il corridoio di Suwalki
I missili a Kaliningrad
La presenza a Kaliningrad di missili Iskander a capacità nucleare rende il corridoio, da anni, il punto più delicato del fianco nord-orientale dell'Alleanza atlantica tanto da essere un’area dove periodicamente si svolgono esercitazioni militari, come nella recente Brave Boar 2026 che si è svolta dal 16 al 26 giugno e ha coinvolto 6.000 soldati di Polonia, Francia e Lituania in uno scenario di difesa e coordinazione tattica del corridoio di Suwalki.
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