27 luglio 2026 | 05:52

Dopo l’avvistamento di Carona, sulle Orobie bergamasche, lo zoologo Mauro Belardi spiega come comportarsi: “Non bisogna farsi prendere dal panico. L’orso è l’animale più schivo della fauna italiana”
Ha una stazza di 200 chili, una muscolatura solida e può raggiungere velocità altissime, soprattutto nelle brevi distanze. Scappare è praticamente impossibile. E anche se potrebbe risultare difficile, non bisognerebbe farsi prendere dal panico: l’orso è infatti uno degli animali più schivi della fauna italiana e, nella maggior parte dei casi, quando incontra l’uomo preferisce cambiare strada.
Dopo l’avvistamento di qualche giorno fa a Carona, sulle Orobie bergamasche, si riaccendono i riflettori sulla presenza dei grandi carnivori sulle montagne della provincia. A spiegare come comportarsi in caso di un incontro ravvicinato con questo animale è Mauro Belardi, zoologo specializzato in grandi carnivori della cooperativa Eliante.
“È da 15 anni che gli orsi arrivano in provincia di Bergamo – spiega Belardi – gli avvistamenti, quindi, non sono di certo una sorpresa. Si tratta perlopiù di giovani maschi che arrivano dal Trentino e che, poi, periodicamente, tendono a tornare indietro. Accade però che alcuni di loro trascorrano l’inverno sulle Orobie”.
Nessun allarmismo, dunque, ma alcune semplici regole da seguire per evitare di farsi cogliere impreparati. “Sono un po’ allergico ai decaloghi di comportamento – ammette lo zoologo -. Anche se su internet o consultando il sito di Regione Lombardia, se ne possono trovare diversi che ricalcano quelli in vigore nei parchi americani. La realtà – dice – è che bisogna comportarsi con freddezza come con tutti gli altri animali di grandi dimensioni”.
L’incontro con un orso, infatti, resta un evento raro. “Se una persona non desidera incontrarlo, la cosa migliore che può fare è farsi sentire facendo rumore”. Nel caso in cui l’animale venga avvistato, la regola principale è una sola: lasciargli spazio.
“Gli incontri si risolvono sempre con l’orso che se ne va – continua Belardi -. Non avendo femmine con cuccioli, che sono la situazione più delicata perché tendono a essere difensive, non ci sono particolari problemi. Bisogna lasciargli uno spazio per allontanarsi e, se l’incontro è ravvicinato, indietreggiare fino a quando l’orso non desiste e, da solo, si allontana”.
Particolare attenzione per le cosiddette false cariche. “Quando l’orso si spaventa, tende a procedere verso la persona, dopodiché “scarta”. Nel 99% dei casi lo fanno le femmine con i cuccioli, ma qualche volta può capitare anche con i maschi. Non è una situazione piacevole, ma non è così pericolosa”.
Nonostante la sua imponente stazza l’orso è in grado di raggiungere una velocità che lo zoologo paragona a quella degli atleti più veloci al mondo. “Nei 100 metri, per fare un esempio calzante, è più veloce di Bolt”.
Ma l’orso non è un animale che tende a inseguire l’uomo. “Al massimo fa degli scatti per spaventarci, ma sono episodi molto rari. Si arrampica sugli alberi molto meglio di noi. È chiaro che non c’è niente di veramente sensato che potremmo fare qualora ci trovassimo davanti a un esemplare deciso ad attaccare”.
Attualmente in Lombardia ci sono alcuni esemplari. “Dalla nascita del progetto di ripopolamento in Trentino, tutti gli anni qui dalle nostre parti ci sono orsi. In Lombardia abbiamo avuto da uno a sette animali contemporaneamente. Due anni fa ci sono state anche due femmine con cuccioli nel Bresciano, praticamente al confine con il Trentino. Per il resto si tratta quasi sempre di giovani maschi”.
“Attualmente – aggiunge – sono in tutto quattro o cinque gli esemplari distribuiti tra le province di Bergamo, Brescia, Sondrio e Lecco. Spesso sappiamo della loro presenza per dei segnali indiretti, come danni agli apiari o immagini delle fototrappole. Molto spesso, invece, non vengono nemmeno visti”.
Perché l’orso, conclude Belardi, è un animale estremamente riservato. Il consiglio finale è, quindi, quello di “comportarsi in modo normale. Se si vuole sapere come comportarsi ci sono anche i decaloghi della Regione Lombardia, ma il messaggio principale è semplice: lasciare spazio all’orso e, se capita, godersi l’avvistamento”.