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L’Ortolano dell’Arcimboldo si fa una Tac: un paziente del ‘500 svela i suoi segreti

September 13, 2026

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‘L’Ortolano’ dell’Arcimboldo finisce sul lettino degli scienziati Humanitas per rispondere a un quesito insolito. La ricerca

Arte e medicina s’incontrano per far luce sui segreti di un’opera iconica di un artista italiano. Questa volta, infatti, il paziente è ‘L’Ortolano’ dell’Arcimboldo, finito sul lettino di una super Tac per aiutarci a rispondere a un quesito insolito. Anche perché ad analizzare l’opera dipinta da gli scienziati ricercatori di Humanitas University. 

Come spiega Mario Marubbi, Conservatore della Pinacoteca Ala Ponzone, l’obiettivo è determinare la procedura tecnico-esecutiva impiegata nella realizzazione dell’opera. L’ipotesi è che ‘L’Ortolano’ costituisca la prima testa composita realizzata dal milanese Giuseppe Arcimboldo. “Dagli esami, si conta anche di rispondere alle domande relative all’attuale stratificazione del supporto, riconducibile a pregressi interventi conservativi, analizzare la tavolozza e determinare la natura dei materiali impiegati dal pittore”, aggiunge Marubbi.

A svelare i segreti della tela sarà il team di Andrea Laghi, professore di Humanitas University e Direttore del Dipartimento di Diagnostica dell’Irccs Istituto Clinico Humanitas.

Dal tumore alla tela: la super Tac per l’Ortolano

“L’esame cui è stata sottoposta l’opera è una TC a conteggio di fotoni (Photon-Counting CT), in grado di tradurre in segnale elettrico l’energia dei singoli fotoni che raggiungono il rivelatore dopo aver interagito con i tessuti o, in questo caso, gli strati pittorici e la tavola”, chiarisce Laghi. Il dispositivo ha una risoluzione ad altissima precisione. “Questo ha consentito di acquisire immagini della stratificazione dell’opera, con spessore di un quinto di millimetro”.

Il macchinario è arrivato in Humanitas grazie a Humanitas University e ai fondi Anthem, progetto finanziato dal ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito del Piano Nazionale Complementare al Pnrr, nato per accelerare l’innovazione nella ricerca clinica verso una medicina sempre più predittiva e personalizzata, con particolare attenzione a quattro aree ad alto impatto sanitario: cuore, cervello, polmoni e tumori.

Il dispositivo è ospitato nel Proton Building dell’Irccs, inaugurato quest’anno. Un edificio interamente dedicato alla cura oncologica, che accoglie la Clinical Trial Unit, dove i pazienti possono accedere a terapie sperimentali di ultima generazione, e la Protonterapia, la forma di Radioterapia ad alta precisione più avanzata per la cura dei tumori. Per conoscere i risultati della ricerca non ci resta che attendere.

L’Ortolano dell’Arcimboldo si fa una Tac: un paziente del ‘500 svela i suoi segreti
La ricerca sull’Ortolano – Foto: Humanitas

L’invenzione di Arcimboldo

Il dipinto, un olio su tavola di dimensioni contenute (35,8 × 24,2 cm), è stato  realizzato da Arcimboldo tra il 1587 e il 1590. Si tratta di una natura morta di ortaggi dentro una scodella, che, se capovolta di 180 gradi, si trasforma nella buffa immagine del barbuto Ortolano. Il dipinto del Museo di Cremona è l’unica testa reversibile di Arcimboldo conservata in un museo italiano.

Si tratta di una delle invenzioni arcimboldesche ricordate dallo storiografo e pittore milanese Giovan Paolo Lomazzo (1528-1592), capaci di colpire la sensibilità moderna con l’ingegnosità dell’esecuzione. Il museo espone il dipinto in una teca con uno specchio al di sotto per apprezzare i due aspetti dell’opera.

L’Ortolano dell’Arcimboldo si fa una Tac: un paziente del ‘500 svela i suoi segreti
L’Ortolano all’Humanitas. Foto: Humanitas