In occasione della Giornata
Mondiale dell'Alzheimer, che si celebra il 21 settembre per
sensibilizzare l'opinione pubblica, l'Ospedale Koelliker ha
dedicato alla malattia, per il secondo anno consecutivo, il
'giovedì della prevenzione'.
All'incontro di ieri sera a Torino, organizzato dal geriatra
Angelo Palmitessa, responsabile del reparto di Medicina del
Koelliker, sono intervenute anche la dottoressa Stefania
Cammarosano, medico neurologo, il dottor Duca Sergio, medico
neuroradiologo e la dottoressa Maria Antonella Vincesilao,
specialista in psicologia e psicoterapia. Circa 50 le persone
intervenute all'appuntamento, da quest'anno anche in modalità
streeming visto il numero dei partecipanti in aumento, con la
possibilità di divulgare anche in rete e in maniera capillare,
le informazioni utili ai pazienti e ai care giver.
Sono cira 55 milioni i malati di demenza nel mondo, un
milione e mezzo dei quali soltanto in Italia, dove si stima che
le persone affette da Demenza tipo Alzheimer siano circa
600mila. Un numero crescente, visto l'invecchiamento della
popolazione mondiale, quasi un caso ogni tre secondi. "È stata
l'occasione per fare il punto sull'importanza della Malattia di
Alzheimer, che sempre più è una priorità mondiale di Salute
pubblica, sulle attuali terapie farmacologiche, sulle
possibilità diagnostiche con biomarcatori e su nuovi orizzonti
farmaceutici, dal momento che dallo scorso anno in America è
stato approvato l'uso di anticorpi monoclonali, che rallentano
la progressione della malattia se usati nella fasi precoci -
spiega il dottor Palmitessa - e che arriverà anche in Italia. E
non escludo che in futuro potrebbe esserci anche qualcosa di più
efficace. Insomma la malattia di Alzheimer richiede quindi un
intervento articolato, che includa sia strategie di prevenzione
sia trattamenti integrati."
Circa 180 sono le molecole che attualmente, vengono studiate
per la malattia di Alzheimer, conclude la Dott.ssa Cammarosano,
sintomo che c'è un interesse globale sulla malattia. Nel corso
della serata è stato toccato anche il tema dei caregiver, ovvero
delle persone che si prendono cura dei malati di Alzheimer.
"Parliamo di circa 3 milioni di persone solo in Italia -
conclude Palmitessa - che direttamente o indirettamente sono
coinvolte nella loro assistenza e ai quali è necessario fornire
tutto il supporto possibile per affrontare la malattia sin dal
primo riscontro in quanto la malattia non è solo del paziente ma
coinvolge l'intero nucleo familiare.
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