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L’ultima provocazione del tycoon: “Hormuz? No, Stretto Trump”. Gli effetti della crisi sulle tariffe energetiche. Il Codacons: rincari per 102 euro
Raid Usa sulle nozze, ira di Teheran. L’Iran minaccia vendetta: “Crimine di guerra”. Mistero sugli aiuti militari russi

«Hormuz? No, Stretto Trump» L’ultima provocazione del tycoon Raid Usa sulle nozze, ira di Teheran L’Iran minaccia vendetta: «Crimine di guerra». Mistero sugli aiuti militari russi Gli effetti della crisi sulle tariffe energetiche. Il Codacons: rincari per 102 euro

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Roma, 3 settembre 2026 - Lo Stretto di Hormuz è il bersaglio e il trofeo della nuova escalation tra Stati Uniti e Iran. Donald Trump rivendica il controllo americano del passaggio strategico e provoca su Truth Social: “Dovremmo chiamarlo Stretto di Trump?”. La proposta arriva dopo una nuova notte di raid e contrattacchi. Washington dichiara di aver colpito circa cento obiettivi in Iran, concentrandosi sulle capacità che permettono a Teheran di minacciare la navigazione: radar e difese aeree dell’IRGC, sistemi per la posa delle mine, infrastrutture di comunicazione, lanciamissili antinave e rampe per droni. Tra gli obiettivi sono finite anche due petroliere governative iraniane, colpite nei pressi della costa. Colpita anche una festa di nozze, “un crimine di guerra” per Teheran.
La risposta iraniana è arrivata con missili balistici e droni contro installazioni americane in Kuwait, Bahrein, Giordania e Iraq, che le autorità statunitensi fanno sapere di aver in gran parte intercettato e che non hanno provocato vittime. Ma sul mare l’effetto è già visibile. Secondo i dati preliminari di Kpler martedì soltanto quattro navi cariche di merci hanno attraversato Hormuz, contro una media di circa tredici nei dieci giorni precedenti. Per Trump comunque “la ripresa della guerra non durerà a lungo”.
In questo scenario la rilevazione del Financial Times sul programma segreto russo-iraniano C430L assume un peso particolare. Dal 2023, secondo il quotidiano britannico, ingegneri russi affiancano Teheran nello sviluppo di missili da crociera supersonici. Al centro c’è la propulsione ramjet, che consente a un missile di sostenere velocità di diverse volte quella del suono. L’arma non è ancora operativa, e non ci sono prove che un missile supersonico sviluppato con assistenza russa sia già stato schierato, ma il valore del programma sta nell’acquisizione da parte dell’Iran di competenze per realizzare autonomamente sistemi veloci a bassa quota che riducono i tempi di intercettazione. Le comunicazioni analizzate dal Financial Times inoltre mostrano ingegneri russi impegnati ad analizzare i test iraniani, studiando problemi di carburante, combustione, prese d’aria e ugelli, mentre erano previste ulteriori missioni tecniche in Iran. La tecnologia potrebbe avere un impatto diretto su Hormuz. Un missile da crociera capace di volare a bassa quota e a velocità molto elevate riduce il tempo disponibile per individuare e intercettare la minaccia.
Il programma C430L aggiunge una prospettiva diversa: trasformare l’esperienza tecnologica russa in una capacità industriale iraniana. Intanto gli effetti della crisi arrivano anche in Italia. Per gli utenti vulnerabili, la tariffa del gas fissata da Arera è salita ad agosto del 6,9%, a 143,72 centesimi di euro al metro cubo: è il quarto aumento mensile consecutivo. Il prezzo della materia prima è passato da 56,68 a 64,15 euro per megawattora, mentre sul mercato europeo di Amsterdam il gas ha superato nelle ultime settimane i 70 euro. Secondo il Codacons l’aumento di agosto vale circa 102,6 euro in più di spesa annua. Le associazioni dei consumatori chiedono al governo di intervenire con un taglio dell’Iva e degli oneri di sistema, come già avvenuto dopo lo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina.
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