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F1 Monza | La cavalcata di Antonelli: così ha fatto la differenza con la macchina migliore

September 6, 2026

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Quella di Antonelli è stata una rimonta di passo e di decisione, a bordo di quella che resta l’auto migliore con il motore migliore

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Antonelli Monza

Pubblicato il 6 Settembre 2026 ore 21:44

9 minuti

Da Monza
Vincere un Gran Premio partendo dalla diciannovesima posizione è un’impresa per pochi, possibile solo quando il pilota migliore incontra l’auto migliore. È quanto avvenuto a Monza, dove la Mercedes ha dato prova di essere ancora il punto di riferimento quando si tratta di galoppare sul dritto, ma anche di avere in casa il migliore interprete di questa Formula 1. In un’altra giornata storica per il motorsport italiano manca invece all’appello la Ferrari, carente tanto sul piano tecnico quanto su quello sportivo.

La rimonta di Kimi

La vittoria di Antonelli conferma che la Mercedes aveva preso la decisione giusta. In questa nuova Formula 1, Monza è diventata una pista particolarmente propizia per le rimonte e per questo la migliore per smarcare la penalità in griglia. Nulla di tutto questo però sminuisce quanto è riuscito a fare Kimi, perché anche se non c’erano dubbi che avrebbe recuperato fino alle primissime posizioni, la rapidità con cui l’ha fatto è stata sorprendente.

È vero, molti sorpassi Antonelli li ha fatti in rettilineo, sfruttando i cavalli della power unit Mercedes e le logiche energetiche di una Formula 1 che ha reso gli scambi di posizione fin troppo agevoli. Kimi, però, in più di un’occasione ha dovuto affondare la staccata e giocarsi la posizione al punto di corda, senza perdere tempo e facendo sembrare semplici manovre che in realtà non lo erano. La differenza oggi l’ha fatta nel districarsi nel traffico, sottolinea Toto Wolff. “Lo abbiamo visto con altri grandi in passato, Hamilton lo ha fatto in alcune gare. Quando l’auto e il pilota sono un tutt’uno, non c’è niente che possa fermarli”.

Kimi Antonelli vince il GP di Monza
Photo by Marco BERTORELLO / AFP via Getty Images

Il duello con George

Una volta arrivato alle spalle di Russell, Antonelli ha intrapreso un lungo scambio di posizioni con il proprio compagno di squadra, fino allo stop impartito dal muretto e poi alla Virtual Safety Car. A quel punto, l’aver smarcato la gomma dura in partenza si è tramutato in un vantaggio per Antonelli, che aveva ancora un secondo treno di gomme medie fresche da poter montare. La Mercedes ha ritenuto la sosta per lui una decisione obbligata, dopo aver osservato delle lesioni sulle gomme della concorrenza, in un weekend in cui si sono registrati alcuni fenomeni di graining. Russell, invece, non ha potuto fare altrettanto, non avendo più treni di gomme medie nuove a disposizione, avendone impiegato uno in qualifica.

Forte di gomme fresche, Kimi ha iniziato a martellare giro dopo giro, confermando la propria sensibilità con gli pneumatici più volte elogiata da chi lavora a stretto contatto con lui. L’italiano ha avuto anche il vantaggio di avere tra le mani una macchina preparata esclusivamente in ottica gara, avendo la certezza di partire dal fondo, tanto che venerdì aveva completato una simulazione di ben 19 giri. Alla fine è arrivata una vittoria storica, importante tanto in ottica campionato quanto a livello personale.

Antonelli (Mercedes)
Photo by Alessio Morgese/NurPhoto via Getty Images

Solo poche settimane fa, Antonelli raccontava nell’intervista concessa a FormulaPassion quanto l’errore commesso a Monza nelle libere del 2024 lo avesse fatto dubitare di sé stesso: “L’incidente di Monza mi ha segnato molto. È stato un momento che non sono mai riuscito a superare l’anno scorso. Il fatto di aver commesso un errore ed essere andato fuori mi era rimasto in testa e mi rallentava molto”. La vittoria brianzola diventa così la chiusura del cerchio per Kimi, che ora non può che puntare al trofeo più ambito.

La Mercedes è ancora il riferimento

La rimonta di Antonelli racconta anche di una Mercedes semplicemente straripante sui rettilinei di Monza. La forza della power unit di Brixworth è sotto gli occhi di tutti, i cui tanti cavalli della parte termica evitano che si debba abusare del motore elettrico nelle prime fasi di allungo, avendo così ancora abbastanza energia nella batteria in fondo al dritto per poter sprigionare velocità di punta elevate. La superiorità velocistica delle Frecce d’Argento, però, è merito anche dell’aerodinamica, in particolare del pacchetto a basso carico che, dopo essere stato accantonato in Belgio, è stato protagonista nella cavalcata di Monza.

Antonelli (Mercedes)
Photo by Fabrizio Carabelli/SOPA Images/LightRocket via Getty Images

Il tracciato brianzolo resta una pista atipica e a sé stante, ma la Mercedes ha dimostrato comunque di poter essere competitiva anche sugli altri tracciati. Intorno alla Malesia arriveranno poi i tanto attesi aggiornamenti, a cui seguirà anche il motore ADUO, tutti elementi che fanno sì che la squadra di Brackley abbia una mano su entrambi i titoli.

Sul podio dietro alle Mercedes si rivede Max Verstappen con la Red Bull, non esente da problemi, soprattutto nella meccanica del posteriore, ma comunque competitiva quando si tratta di esprimere velocità sul dritto. È una qualità che manca invece alla McLaren, sia per motivi aerodinamici che per la scelta dei rapporti del cambio troppo corti. Per i papaya potrebbe esserci da soffrire anche a Baku, ma prima di allora la MCL40 avrà tutti gli elementi per essere protagonista la prossima settimana a Madrid.

Ferrari paga i suoi errori

La speranza dei tifosi era grande, ma la domenica di Monza ha esposto tutte le lacune della Ferrari, a partire dalla gestione dei piloti in partenza. Dapprima Hamilton si è infilato in maniera fin troppo aggressiva alla Prima Variante all’interno di Leclerc, il quale ha poi accompagnato altrettanto aggressivamente il compagno in ghiaia. Il successivo incidente di Charles per l’errore commesso in Parabolica ha impedito di valutare il potenziale della sua SF-26, mentre sono emblematici gli oltre 20 secondi rimediati da Hamilton rispetto a Russell a parità di numero di soste.

Leclerc e Hamilton Monza
Photo by Bradley Collyer/PA Images via Getty Images

La Ferrari manca di energia e velocità in rettilineo, conseguenze della carenza di cavalli dal motore termico. Vasseur osserva che lo sviluppo della power unit richiede più tempo rispetto a quello dell’aerodinamica e che pensare di mettersi in pari con i due gettoni ADUO del 2026 fosse poco realistico. La domanda allora diventa quali siano le responsabilità dietro al ritardo di inizio anno, se sia da ricondursi a delle scelte di progetto sbagliate o semplicemente a un motore poco efficiente. Madrid sarà una pista meno penalizzante rispetto a Monza dal punto di vista motoristico, ma lo erano anche Zandvoort e Budapest, gare che il Cavallino ha chiuso fuori dal podio. Vasseur ha assicurato che la Ferrari continuerà a sviluppare fino alla fine della stagione, una strategia che, a guardare il vantaggio tecnico e di classifica della Mercedes, porta questo punto a chiedersi se sia quella giusta.