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La Dama col Liocorno, il capolavoro svelato di Raffaello arriva al Must di Vimercate

September 8, 2026
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Il dipinto custodito alla Galleria Borghese di Roma sarà in Brianza dal 29 ottobre all’11 dicembre. Fino agli anni Trenta si pensava che il soggetto fosse Santa Caterina d’Alessandria della scuola del Perugino

La Dama col Liocorno arriva al Must di Vimercate

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Vimercate (Monza e Brianza) – Per quasi quattro secoli è stata un’altra donna. Poi, sotto strati di pittura e vecchie attribuzioni, è riemerso Raffaello. La Dama col Liocorno, capolavoro misterioso e tormentato del maestro urbinate, arriva ora in Brianza. Dal 29 ottobre all’11 dicembre sarà al Must di Vimercate, per la prima volta esposta in Lombardia. E si potrà vedere gratis.

È il colpo più prestigioso de La Grande Arte in Brianza, il progetto della Fondazione Costruiamo il Futuro. Dopo Marco d’Oggiono, il Narciso di Caravaggio a Merate e la Venere che benda Amore di Tiziano a Carate, la rassegna porta nel Vimercatese uno dei giganti assoluti del Rinascimento. Ma è la storia della Dama a rendere ancora più singolare l’appuntamento. Il dipinto, oggi custodito alla Galleria Borghese di Roma, per lungo tempo è stato considerato tutt’altro.

Prima del restauro degli anni Trenta del Novecento appariva come una Santa Caterina d’Alessandria e veniva attribuito alla scuola del Perugino. Del liocorno, simbolo che oggi dà il nome all’opera, non c’era nemmeno l’ombra. A cambiare il destino della tela fu Roberto Longhi. Nel 1927 lo storico dell’arte individuò una differenza nella qualità delle varie parti del dipinto e la mise in relazione con un disegno di Raffaello conservato al Louvre. La conclusione fu dirompente: dietro quella figura femminile c’era la mano del ’Divino’.

La conferma arrivò con il restauro del 1935-36. La pulitura riportò alla luce gli elementi originali della composizione, compreso il liocorno, e restituì alla tela la propria identità.

Quella che sembrava un’opera minore diventò così uno dei pezzi più preziosi della Collezione Borghese.

“È un’opera atemporale e dunque straordinariamente attuale – spiega Giovanni Morale, vicedirettore delle Gallerie d’Italia di Milano e curatore della mostra –. Raffaello sa donare l’eternità pittorica ai suoi capolavori e parlare a ogni epoca”.

Dal 29 ottobre al pubblico spetterà il compito più semplice: entrare al Must e guardare negli occhi la Dama.

È questa la scommessa della Grande Arte in Brianza: prendere opere che normalmente si incontrano nei grandi musei e portarle sul territorio. Caravaggio, Tiziano, ora Raffaello. Un’emozione dopo l’altra, la Brianza smette di essere soltanto spettatrice e si prende un posto in prima fila.

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