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La famiglia Vacchi compra l’Hotel de la Poste di Cortina: diventerà un 5 stelle lusso - Qualitytravel.it

October 22, 2026

Dopo oltre 220 anni cambia proprietà uno degli alberghi simbolo di Cortina d’Ampezzo. Cortina Holding, controllata dalla holding familiare ALVA di Alberto Vacchi, ha acquisito il 100% della società Hotel de la Poste dalle famiglie Manaigo ed Esposito. In programma una profonda riqualificazione: le attuali 73 camere scenderanno a circa 55 tra camere e suite, con due ristoranti, spa, spazi per eventi e il restauro dello storico Bar del Posta.

Passaggio di proprietà dunque per uno degli alberghi che hanno fatto la storia di Cortina d’Ampezzo. La famiglia di Alberto Vacchi, presidente e amministratore delegato di IMA, ha completato l’acquisizione dell’Hotel de la Poste, storico quattro stelle di piazza Roma, destinato ora a essere trasformato in un cinque stelle lusso. Il valore economico dell’acquisizione non è stato reso noto.

Si chiude così una trattativa emersa pubblicamente a metà settembre e, soprattutto, un capitolo imprenditoriale durato oltre due secoli. La storia della famiglia Manaigo e quella dell’albergo sono infatti intrecciate fin dal 1804.

Da 73 a 55 camere: il De la Poste punta al lusso

L’acquisizione non rappresenta un semplice cambio di proprietà. I Vacchi hanno già delineato un progetto di riqualificazione e riposizionamento nel segmento cinque stelle lusso, destinato a modificare sensibilmente il prodotto alberghiero pur mantenendo gli elementi storici dell’edificio.

L’Hotel de la Poste dispone attualmente di 73 camere. L’ipotesi progettuale prevede di ridurne il numero a circa 55 tra camere e suite, aumentando quindi le metrature e gli spazi destinati agli ospiti. Una scelta coerente con il passaggio verso la fascia alta e altissima dell’ospitalità, dove la dimensione delle camere, l’incidenza delle suite e la quantità di servizi diventano elementi centrali del posizionamento.

Il progetto comprende inoltre due ristoranti, una spa e spazi dedicati agli eventi privati. Particolare attenzione sarà riservata allo storico Bar del Posta, destinato a essere restaurato. L’obiettivo dichiarato dalla nuova proprietà è realizzare un albergo di alta gamma capace di mantenere la tradizione architettonica dell’immobile introducendo allo stesso tempo un concept contemporaneo e internazionale.

L’hotel resterà aperto fino all’avvio dei lavori. Secondo quanto comunicato in occasione dell’operazione, sarà inoltre garantita la continuità dell’attività sia sul fronte della gestione sia per quanto riguarda lo staff.

Il progetto affidato a Gregorio Minelli Vacchi

Un elemento significativo dell’operazione riguarda il coinvolgimento diretto della nuova generazione della famiglia. Il consiglio di amministrazione di Hotel de la Poste Srl, che seguirà il progetto di riqualificazione, sarà presieduto da Gregorio Minelli Vacchi, figlio di Alberto Vacchi.

La scelta è legata anche alla formazione del nuovo presidente: Gregorio Minelli Vacchi è laureato in Architettura al Politecnico di Milano e ha già lavorato al recupero di immobili appartenenti alla famiglia.«La mia famiglia resta profondamente impegnata nel mondo industriale, ma pensiamo che riqualificare l’Hotel de la Poste sia un’impresa piena di sfide e di opportunità, non solo economiche», ha spiegato Alberto Vacchi annunciando l’operazione. L’imprenditore ha sottolineato in particolare il ruolo del figlio Gregorio nel nuovo progetto e la volontà di affidare alla nuova generazione lo sviluppo dell’iniziativa.

Dal 1804 nel cuore di Cortina

Il valore dell’operazione va oltre le dimensioni dell’immobile. Il De la Poste è infatti considerato il più antico albergo di Cortina e rappresenta uno dei luoghi maggiormente legati alla storia turistica della località ampezzana.

Le sue origini risalgono al 1804, quando Giuseppe Celestino Manaigo, Maestro di Posta, ottenne dal Comune una licenza di “alloggio e osteria” sui resti dell’antica chiesa di Santa Caterina. Il fabbricato ospitava una locanda, l’ufficio postale e una stalla utilizzata per le diligenze che assicuravano il collegamento verso Lienz passando per Dobbiaco.

Il passaggio decisivo verso l’attività alberghiera arrivò all’inizio del Novecento. Nel 1905 Massimiliano Manaigo, nipote del fondatore, decise di abbandonare il servizio postale e trasformare progressivamente la locanda in hotel. Dopo la morte di Gottardo Manaigo nel 1946, la struttura fu ristrutturata e ampliata dalla vedova Giulietta e dai figli Marisa e Renato.

Nel secondo dopoguerra il De la Poste diventò uno dei salotti della Cortina internazionale. Nelle sue camere sono passati aristocratici, industriali, politici, intellettuali e protagonisti del cinema. Tra gli ospiti ricordati dallo stesso hotel figurano Ernest Hemingway, Elizabeth Taylor, Henry Fonda, i reali di Svezia e la famiglia Krupp.

Particolarmente forte è il legame con Hemingway. Lo scrittore disponeva di una propria camera nell’albergo e soggiornò a Cortina nel periodo in cui lavorava a Di là dal fiume e tra gli alberi, romanzo ambientato in parte tra Venezia e il territorio veneto.

Da Hemingway a Vacanze di Natale

A rendere il De la Poste parte dell’immaginario collettivo italiano contribuì anche il cinema. Nel 1983 l’hotel comparve in “Vacanze di Natale” di Carlo Vanzina, film diventato nel tempo una sorta di fotografia della Cortina degli anni Ottanta.

L’albergo è rimasto negli anni uno dei principali luoghi di ritrovo della località, mantenendo un ruolo che va oltre la normale attività ricettiva. Il suo bar affacciato sul centro di Cortina è diventato parte della vita sociale della destinazione, mentre l’hotel ha accompagnato i grandi appuntamenti sportivi ospitati dalle Dolomiti, dalla Coppa del Mondo di sci ai Mondiali del 2021 fino alle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026.

Dal 2010 la gestione della tradizione familiare era proseguita con Michela Esposito e Gherardo Manaigo, ultima generazione di una storia imprenditoriale iniziata oltre duecento anni prima.

Cortina accelera sul luxury hospitality

L’acquisizione da parte della famiglia Vacchi si inserisce in una trasformazione più ampia dell’offerta alberghiera di Cortina. L’assegnazione dei Giochi olimpici invernali del 2026 ha accelerato un processo già in corso, attirando investimenti e nuovi operatori soprattutto nei segmenti upscale e luxury.

Negli ultimi anni il mercato alberghiero ampezzano ha registrato diverse operazioni. Tra quelle più significative c’è l’acquisizione dell’Hotel Ancora da parte di Renzo Rosso, mentre il Cristallo è interessato dal progetto che porterà all’apertura del Mandarin Oriental, Cortina. Nel territorio sono inoltre entrati o sono stati annunciati nuovi progetti e riposizionamenti riguardanti strutture come Hotel Ampezzo, Bellevue, San Marco e Concordia.

Già a settembre, quando la trattativa per il De la Poste era diventata pubblica, la presidente dell’Associazione degli albergatori di Cortina Sandra Ruatti aveva collegato l’interesse degli investitori alla trasformazione in corso nella destinazione, ricordando come l’attenzione delle grandi catene italiane e internazionali fosse aumentata fin dall’assegnazione dei Giochi nel 2019.

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