Il Dipartimento di Stato americano si è presento l’altro ieri alla Conferenza mondiale sull’AIDS, in corso a Rio, con una sua cartina (sbagliata) dell’Africa. Peccato infatti sia stata partorita da un’intelligenza artificiale con lo stesso senso dell’orientamento di chi disegna l’Italia a mano libera dopo tre Negroni Sbagliati (sbagliati come la mappa, appunto).
La Nigeria deportata in mezzo al Sahara, senza passaporto né preavviso. Il Mozambico scaraventato al Corno d’Africa, mille e passa chilometri più in là, mica un dettaglio. La Costa d’Avorio trasloca dall’Atlantico al sud-est del continente senza nemmeno lo sfratto esecutivo. Uganda e Malawi si ritrovano confini di fantasia, un paese resta anonimo come una controfigura, e il Camerun fluttua nel nulla, un’etichetta orfana della propria terra.
Quando si dice la classica figura di m!
A U.S. government map of Africa mislabeled every country during a State Department presentation at a global conference in Brazil this week, causing a stir among attendees who took screenshots and posted them online. https://t.co/2E4jrezneR
— Reuters Africa (@ReutersAfrica) July 30, 2026
Le immagini della presentazione sono state diffuse inizialmente dalla ricercatrice Emily Bass sulla piattaforma Substack e sono poi diventate virali sui social network, in particolare su LinkedIn. Tra i commenti più ripresi, quello di Matt Petit, dell’Atlantic Council: secondo lui, chi ha realizzato e approvato la slide semplicemente non conosceva la geografia africana, e non si è preso la briga di controllarla.
Il Dipartimento di Stato ha rivendicato la piena responsabilità dell’accaduto, spiegando che la mappa era stata aggiunta all’ultimo da un membro dello staff. A guidare la presentazione era Jeff Graham, alla guida del Pepfar, il piano statunitense contro l’Aids. Nonostante l’imbarazzo, il Dipartimento ha difeso l’incontro di Rio, definendolo un confronto solido nel merito. E d’altronde, ormai siamo abituati a qualunque boutade da parte dell’amministrazione del saltimbanco Donaldo T.
Così mentre il mondo si sbellica per la Costa d’Avorio smarrita, nessuno fa notare l’ovvio: chi non sa dove sia il Mozambico è lo stesso che ha tagliato i fondi che tenevano in vita, letteralmente, milioni di sieropositivi africani.