Home > Salute > Ricerca > La gomma che riduce Hpv e batteri dei tumori testa-collo: lo studio in laboratorio
La gomma bioingegnerizzata ha ridotto la presenza di Hpv e di due batteri associati ai tumori della testa e del collo in campioni di saliva
Una gomma da masticare bioingegnerizzata ha ridotto fino al 93% la presenza di Hpv nei campioni di saliva e, in combinazione con un peptide antimicrobico, ha portato a una riduzione superiore al 99% di due batteri associati ai tumori della testa e del collo. Lo studio, condotto da ricercatori della University of Pennsylvania School of Dental Medicine, è stato pubblicato su Scientific Reports. I dati però sono ancora preliminari: gli esperimenti sono stati condotti su campioni di saliva e risciacqui orali di pazienti, non su persone che abbiano utilizzato la gomma come trattamento.
Come agisce la gomma bioingegnerizzata
La gomma è realizzata a partire dal lablab, una pianta appartenente alla famiglia dei legumi, e sfrutta una proteina naturalmente presente nei suoi semi, chiamata Fril. La proteina agisce aggregando le particelle virali, rendendole più facilmente intrappolabili nella gomma e impedendo loro di infettare le cellule. “Il virus, quando le particelle sono separate, entra nelle cellule e infetta le cellule umane, ma se sono aggregate non possono farlo”, ha spiegato Henry Daniell, ricercatore della University of Pennsylvania e autore principale dello studio.
I ricercatori hanno testato la gomma su campioni di saliva e di risciacquo orale provenienti da pazienti con carcinoma squamocellulare della testa e del collo. L’Hpv è stato rilevato nel 100% dei campioni di saliva analizzati e nel 75% dei campioni di risciacquo orale. Il trattamento con l’estratto della gomma ha aggregato circa il 93% dell’Hpv nella saliva e l’80% nei campioni di risciacquo orale.
L’obiettivo dei ricercatori non era però limitarsi al virus. Lo studio ha analizzato anche due batteri associati ai tumori della testa e del collo. A questo scopo gli scienziati hanno modificato la gomma aggiungendo protegrin-1, un peptide con attività antimicrobica. Una singola dose della combinazione ha ridotto di oltre il 99% i livelli dei due batteri nei campioni analizzati.
Replicare i risultati in studi clinici
Per i ricercatori il passo successivo è verificare se questi risultati possano essere replicati in studi clinici. La prospettiva è utilizzare la gomma non come sostituto delle terapie oncologiche, ma eventualmente come strumento complementare o preventivo per ridurre la presenza dei microrganismi associati alla malattia. “I nostri risultati sostengono l’importanza di portare queste terapie verso studi clinici, come aggiunta ai trattamenti attuali o come profilassi per prevenire infezioni e trasmissione”, ha affermato Daniell.
Per ora, dunque, parlare di gomma anticancro sarebbe prematuro. Lo studio dimostra che è possibile ridurre in laboratorio alcuni microrganismi presenti nei campioni orali di pazienti oncologici; non dimostra ancora che masticare questa gomma prevenga il cancro o migliori la sopravvivenza dei pazienti. È proprio questa la domanda a cui dovranno rispondere i futuri studi clinici.