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giovedì 6 agosto 2026, 14:47 - Ultimo agg. : 20:12 | 2 Minuti di Lettura
«A nove anni dalla brutale uccisione di mio marito Luigi e mio cognato Aurelio ho deciso di scrivere una lettera pubblica proprio a voi, mafiosi della Capitanata». Inizia così la lettera scritta da Arcangela Petrucci, una delle vedove dei fratelli Luigi e Aurelio Luciani, i due agricoltori di San Marco in Lamis (Foggia) assassinati la mattina del 9 agosto del 2017 nelle campagne del Foggiano durante un agguato al boss Mario Luciano Romito, nel quale vennero uccisi il capo mafia e suo cognato Matteo De Palma. La lettera è stata inviata anche alla presidente della commissione parlamentare Antimafia, Chiara Colosimo. La vedova parla direttamente alle donne «incastrate dalla mafia» e dice loro: «prendete i vostri figli e scappate. Smettetela di accettare passivamente lutti e vendette. Sono sicura che chiuse in casa, soprattutto la sera, il cuore vi batte a mille perché preoccupate anzi terrorizzare che i vostri figli possano non rincasare più perché arrestati o uccisi. Fatevi aiutare dallo Stato e dalle diverse associazioni presenti sul territorio per spezzare la catena. La vita può essere diversa da quella che avete conosciuto fino a questo momento». «La mattina del 9 agosto 2017 - prosegue - siete arrivati incappucciati e armati per regolare i conti con un vostro simile. Luigi e Aurelio stavano semplicemente percorrendo quella strada. Li avete inseguiti e uccisi perché testimoni scomodi, poi siete fuggiti. Voi siete tornati alle vostre case, mentre nelle nostre è calato un silenzio che dura ancora oggi. Da quel giorno il dolore ha preso il posto della serenità. Ho letto che qualcuno di voi definisce disumano lo Stato perché in carcere permette di vedere i figli solo attraverso un vetro. Mio figlio, invece, per parlare con suo padre va al cimitero». Infine la conclusione: «Sono trascorsi nove anni e tutti ricordano e parlano dei miei cari, due eccellenti padri di famiglia, due grandi agricoltori, due instancabili lavoratori. Di ognuno di voi mafiosi invece si parlerà, probabilmente, per pochi giorni».
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