Per migliaia di persone era semplicemente La Connie, la donna capace di trasformare una stanza, scegliere un colore o spostare pochi elementi e mostrare sui social quanto potesse cambiare una casa. Dietro quel nome c’era Costanza Cappelli, content creator e interior designer molto amata dalla sua community, morta a poche settimane dalla scoperta di una grave malattia. La notizia della sua scomparsa ha provocato una fortissima reazione tra le oltre 43mila persone che la seguivano su Instagram. Costanza lascia il marito Giacomo e soprattutto la figlia Nina, alla quale aveva rivolto uno dei pensieri più delicati proprio quando aveva deciso di raccontare pubblicamente quello che le stava accadendo.
Era il 9 agosto quando, dopo alcuni giorni di silenzio che avevano preoccupato chi era abituato a seguirla quotidianamente, La Connie aveva pubblicato un messaggio completamente diverso dai contenuti che normalmente riempivano il suo profilo. Dal 20 luglio la sua vita era cambiata improvvisamente. Costanza aveva scoperto di avere quello che lei stessa aveva definito un “brutto male”. Non aveva mai indicato pubblicamente una diagnosi precisa e anche per questo, davanti alle numerose domande ricevute, aveva chiesto alla propria community soprattutto rispetto e delicatezza.
“Dal 20 luglio la mia vita è cambiata completamente. Ho scoperto di avere quello che chiamano un ‘brutto male’”, aveva raccontato. Fino a quel momento, spiegava, le sue giornate erano state scandite dal lavoro, dalla famiglia, dai progetti e da tutte quelle piccole cose quotidiane che sembrano scontate finché qualcosa non le interrompe improvvisamente. Poi era cominciato un percorso completamente diverso, fatto di visite, esami, operazioni e attese. Costanza non sapeva ancora cosa sarebbe accaduto né quanto avrebbe avuto voglia di condividere di quella parte così privata della propria vita.
Una cosa, però, aveva voluto chiarirla immediatamente. Non avrebbe trasformato necessariamente la malattia in un racconto quotidiano sui social. Ci sarebbero stati momenti nei quali avrebbe voluto parlare e altri nei quali avrebbe preferito rimanere in silenzio. E soprattutto aveva rivolto una richiesta precisa a chi la seguiva: proteggere Nina e la sua famiglia. Era forse il passaggio che raccontava meglio quali fossero le sue priorità in quel momento, mentre tutto ciò che fino a poche settimane prima costituiva la sua normalità era improvvisamente cambiato.
Il messaggio terminava con tre parole in latino, “Fluctuat nec mergitur”: “È battuta dalle onde, ma non affonda”. Una frase diventata ancora più dolorosa da rileggere dopo la notizia della sua morte.
Prima che la malattia irrompesse nella sua vita, Costanza aveva costruito negli anni un percorso professionale interamente legato alla creatività. Aveva studiato al Polimoda di Firenze, laureandosi in Disegno industriale per la moda, per poi conseguire un master in Interior Design a Palazzo Spinelli.
Era stata lei stessa a raccontare sul proprio sito come la sua vera passione fosse diventata soprattutto quella di “rendere armonici spazi già esistenti”. Non necessariamente rivoluzionare una casa, dunque, ma capire come colori, luci, mobili e materiali potessero trasformare un ambiente nel quale qualcuno viveva già.
Nel 2009 aveva cominciato a lavorare come social media manager per alcuni brand e parallelamente aveva aperto un blog. Con il passare degli anni Instagram era diventato il suo spazio principale e La Connie era diventata molto più di un semplice nickname.
Attraverso quel profilo raccontava arredamento e interior design, ma anche frammenti della propria quotidianità. Proprio questa dimensione personale aveva permesso alla sua community di sviluppare con lei un rapporto che andava oltre il semplice interesse per una casa ben arredata. Lo dimostrano le centinaia di messaggi comparsi dopo la sua scomparsa. Persone che Costanza non aveva mai incontrato hanno raccontato di essersi commosse apprendendo la notizia, mentre altri follower hanno ricordato quanto fosse diventata una presenza familiare nelle loro giornate dopo anni trascorsi a seguirla attraverso uno schermo.
Costanza era profondamente legata anche a Montevarchi, in provincia di Arezzo. È qui che la sua famiglia e le persone che le volevano bene le hanno dato l’ultimo saluto, con i funerali celebrati nella chiesa della Collegiata. Resta soprattutto quell’ultimo messaggio pubblicato quando ancora non conosceva fino in fondo ciò che l’aspettava. Costanza aveva scritto di voler affrontare quello che stava succedendo “un giorno alla volta”. Poche settimane dopo, la sua community si ritrova ora a salutarla nello stesso luogo virtuale nel quale per anni lei aveva raccontato case, famiglia e piccole cose quotidiane: proprio quelle che, nel suo ultimo post, aveva ricordato quanto potessero diventare preziose quando tutto cambia improvvisamente.
Alberto Rossi
Classe 1991, scrive sul web da oltre dieci anni, trasformando la passione per i videogiochi e la cultura pop in una professione. Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei principali siti italiani dedicati al mondo videoludico, trovando in Game-eXperience la sua casa per molti anni. Nel 2021 ha perfezionato il proprio percorso frequentando un corso di giornalismo online, consolidando l'esperienza maturata sul campo. Dal 2023 fa parte del gruppo editoriale Digital Dreams e, dall'inizio del 2026, scrive per CastleRock, ScreenWorld e BadTaste, occupandosi di videogiochi, cinema, serie TV e attualità legata al mondo dell'intrattenimento.