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La moglie di Pedro Sánchez è stata rinviata a giudizio: il governo spagnolo denuncia una "persecuzione politica"

September 21, 2026
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Redazione 21 settembre 2026 19:15

Il premier spagnolo Pedro Sanchez con la moglie Begoña Gómez (Foto: /Bernat Armangue / Ap / LaPresse)

Begoña Gómez, moglie del premier spagnolo Pedro Sánchez, sarà processata davanti a una giuria popolare per i presunti reati di traffico di influenze e malversazione. Lo ha stabilito il giudice per le indagini preliminari Juan Carlos Peinado, al termine di un’istruttoria durata oltre due anni. Il procedimento passa ora all’Audiencia Provincial di Madrid, chiamata a fissare la data del processo.

Le accuse di traffico di influenze e malversazione

Insieme a Gómez comparirà davanti ai giudici anche Cristina Álvarez, la sua assistente alla Moncloa, accusata di aver cooperato nel presunto reato di malversazione. L’associazione ultraconservatrice HazteOír, che guida l’accusa popolare, ha chiesto una condanna a 13 anni di carcere per la moglie del premier e a sei anni per Álvarez. Si tratta, tuttavia, delle richieste formulate dall’accusa e non di una decisione già assunta dal tribunale.

L’indagine era stata aperta nell’aprile del 2024 dopo una denuncia presentata da Manos Limpias, organizzazione che si definisce un sindacato. Inizialmente il fascicolo comprendeva quattro ipotesi di reato, ma nel luglio scorso l’Audiencia Provincial aveva escluso la corruzione negli affari e l’appropriazione indebita. Sono rimaste così in piedi le contestazioni relative al traffico di influenze e alla malversazione. Nella nuova ordinanza, citata dai media iberici fra cui El Pais, il gip respinge anche l'eccezione della difesa di Gomez sull'invalidità dell'accusa popolare - diversa dalla parte civile e prevista dal codice di procedura penale spagnolo - guidata dall'associazione ultraconservatrice HazteOir

Secondo l’impianto accusatorio, Gómez avrebbe sfruttato il proprio ruolo di moglie del presidente del governo, in carica dal 2018, per ottenere vantaggi nell’ambito della sua attività professionale, tra cui la codirezione di una cattedra di master all’Università Complutense di Madrid. Un altro filone riguarda l’impiego di Cristina Álvarez, che avrebbe svolto attività non strettamente riconducibili alla gestione dell’agenda istituzionale di Gómez, mettendo risorse pubbliche al servizio dei suoi interessi privati.

La difesa aveva chiesto l’archiviazione, sostenendo che l’atto presentato dall’accusa popolare contenesse "gravi difetti" e vizi "insanabili". Il giudice ha però respinto anche l’eccezione sulla validità dell’iniziativa di HazteOír, consentendo al procedimento di arrivare al dibattimento.

La reazione del governo spagnolo: "Accanimento e persecuzione politica"

Durissima la reazione del governo spagnolo, che descrive il rinvio a giudizio come l’ultimo episodio di una "persecuzione politica" e di una campagna di "accanimento" e "disumanizzazione" contro la moglie del premier. Fonti della Moncloa, la sede ufficiale del governo spagnolo, sostengono che durante l’istruttoria sia emersa in maniera "chiara e dimostrata" l’innocenza di Gómez e assicurano che questa sarà confermata anche durante il processo.

"Conserviamo piena fiducia in una giuria equanime, capace di fare giustizia", fanno sapere gli ambienti vicini a Sánchez. Il governo contesta inoltre le modalità con cui è stata diffusa la decisione, sostenendo che il provvedimento sarebbe arrivato ai media prima ancora di essere comunicato ai diretti interessati.

La Moncloa denuncia anche la coincidenza con l’imminente partenza del premier per l’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Secondo l’esecutivo, l’intera istruttoria sarebbe stata condotta in modo “arbitrario e ingiusto” e caratterizzata da un intento politico e intimidatorio. Ora, però, il confronto si sposta nell’aula di tribunale, dove accusa e difesa dovranno sottoporre le rispettive tesi al giudizio della giuria.