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- La notte ad alta tensione in via Campo dei Fiori: poliziotti circondati da venti persone. Tre arresti, due agenti feriti
Milano, tutto inizia con la fuga di un 18enne in scooter, inseguito da una pattuglia. In piazza Prealpi il blitz in strada con le divise accerchiate e aggredite. Nei guai due ragazzi e una donna (evasa dai domiciliari) scesa per dare manforte al figlio denunciato

In via Campo dei Fiori sono intervenute otto Volanti della polizia

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Milano – Lunedì sera, qualche minuto prima della mezzanotte. Un ragazzo in sella a uno scooter Sh Honda nota una Volante della polizia dalle parti di via Mantegazza e accelera all’improvviso, salendo sul marciapiedi e scappando contromano. Un comportamento che non può non attirare l’attenzione dei due agenti di pattuglia, che si mettono subito all’inseguimento del motorino. Inizia in quel momento un intervento apparentemente di routine, ma che col passare dei minuti si complicherà a tal punto da richiedere l’ausilio di altri sette equipaggi dell’Ufficio prevenzione generale di via Fatebenefratelli.
In venti circondano l’auto dei poliziotti
Il bilancio finale della notte ad alta tensione in via Campo dei Fiori, a due passi da piazza Prealpi, parla di due poliziotti feriti e dimessi dall’ospedale entrambi con cinque giorni di prognosi, tre arrestati e tre denunciati. Quando gli agenti riescono a bloccare il diciottenne sullo scooter, vengono quasi subito accerchiati da una ventina di giovani, richiamati dal trambusto e scesi dai palazzi circostanti per ostacolare il controllo e “difendere” il giovane centauro. Sono attimi concitati: gli aggressori sono in evidente superiorità numerica e circondano la macchina dei poliziotti, che comprendono immediatamente la gravità della situazione e chiedono rinforzi via radio alla centrale operativa. Tra loro, stando a quanto emerso, c’è pure una quarantasettenne, reclusa nel suo appartamento agli arresti domiciliari; una condizione detentiva che non le impedisce di inveire a squarciagola contro le forze dell’ordine (“Liberatelo, liberatelo”) per dare manforte al figlio diciassettenne, che alla fine verrà indagato.
I giovanissimi coinvolti
È lui uno dei due che si avvicina di più agli agenti, quasi certamente con l’obiettivo di “liberare” l’amico. L’altro, un diciottenne, verrà ammanettato con le accuse di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Con il passare dei minuti, la situazione torna gradualmente alla normalità, anche perché la presenza di ben sedici divise in strada scoraggia chi ha velleità di proseguire il blitz nel cuore della notte. In sei vengono portati in Questura: il diciottenne scappato in sella alla Honda viene arrestato e portato in camera di sicurezza con le accuse di fuga pericolosa all’alt (reato introdotto dal decreto sicurezza di febbraio all’articolo 192 comma 7 bis del Codice della strada), resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.
Le ultime due contestazioni riguardano pure un coetaneo, mentre la quarantasettenne finisce in manette per evasione dai domiciliari e per oltraggio a pubblico ufficiale. Per quanto riguarda gli altri tre, solo denunciati, si tratta del diciassettenne figlio dell’evasa, di un altro diciottenne e di una trentenne: dovranno rispondere di resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. Niente di grave, per fortuna, per i due poliziotti rimasti contusi nel pericoloso parapiglia.
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