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Lo Sbarco dei Saraceni a Laigueglia: si rivive l'assalto del corsaro Dragut |

July 23, 2026

Oggi il mare davanti a Laigueglia sembra fatto apposta per togliere all’orizzonte ogni minaccia: qui la spiaggia è di sabbia – cosa rara in questo tratto di Ponente – e il fondale digrada piano, il che ha contribuito a farne una classica meta balneare per famiglie con bambini piccoli. Eppure per secoli, su questo stesso tratto di costa, guardare il mare non evocava un senso di pace: cosa era in arrivo dal largo?

Indice

Bitola, storia e fascino dei Balcani

Poteva essere una nave mercantile, con le stive cariche di spezie e le voci di porti lontani. O una nave corsara, pronta a saccheggiare il borgo e portare via prigionieri per cui chiedere il riscatto, oppure da mettere “al remo”. Ci siamo ormai dimenticati – o quasi – dei pirati Saraceni, che furono una delle grandi paure delle coste liguri.

Laigueglia, borgo marinaro della Riviera di Ponente, incastonato nella Baia del Sole. iStock

Lo Sbarco dei Saraceni a Laigueglia

A tenere viva la memoria contribuisce una singolare rievocazione storica, che si tiene ogni anno: per il 2026, la data è venerdì 24 luglio.

Il borgo di Laigueglia rievoca lo Sbarco dei Saraceni, l’incursione attribuita al leggendario corsaro Dragut nel 1546.

Quando si fa completamente buio, dal largo arrivano gli invasori in costume; sulla riva il paese mette in scena la propria resistenza, e così esorcizza la sua paura antica, trasformandola in festa collettiva. Il momento finale si tiene sul Molo Centrale, con fuochi d’artificio accompagnati da musica.

Chi erano i Saraceni?

Quando si parla di “Saraceni” si usa una parola ampia, più comoda che precisa. Per l’Europa cristiana indicava prima gli arabi e poi, in modo molto più generico, i musulmani del Mediterraneo.

Abbiamo un nome per l’assalitore di Laigueglia, cioè Dragut, o Turgut Reis: corsaro ottomano, legato a quel mondo barbaresco che aveva basi sulle coste del Nord Africa e che molto a lungo rese insicuri i paesi affacciati sul mare.

Vale la pena ricordare che allora il Mediterraneo non aveva una morale sola: le navi partivano anche dall’altra sponda – la nostra, se vogliamo – e facevano lo stesso mestiere con un altro segno sulla bandiera: cioè assalivano e prendevano prigionieri.

I Cavalieri di Malta, per esempio, furono tra i grandi protagonisti cristiani della “guerra di corsa”. Vista da ogni riva, insomma, la teoria contava poco: quando una vela sconosciuta compariva all’orizzonte, toccava sperare che non avrebbe portato devastazione.

Il Bastione di Laigueglia

A Laigueglia, di quella paura resta ancora una forma precisa: il Bastione di Levante, il torrione rotondo che guarda il mare e che oggi è uno dei simboli del paese.

Il borgo non aveva mura, così quando la Repubblica di Genova decise di proteggerlo costruì una difesa affacciata sull’acqua: fu edificato nel 1564, pochi anni dopo l’incursione che le fonti attribuiscono a Dragut.

La sua forma rotonda racconta bene quel passaggio di secolo: non era una torre da guardia sottile, pensata soltanto per vedere arrivare il pericolo e dare l’allarme, ma un baluardo più massiccio, costruito per l’artiglieria: da lì si poteva puntare un cannone verso il mare, pronto in caso di sbarco.

Si fa presto a dire Pirati

Si può andare ad assistere allo Sbarco, com’è ovvio – ma si può anche decidere di ammirarlo “da dentro”, candidandosi come figuranti tramite apposito link dedicato sul portale turistico di Laigueglia.

Si può anche scegliere se entrare in scena dalla parte del borgo o da quella degli invasori – ma è come il wrestling, si sa già chi vince: e questa volta saranno gli abitanti del villaggio.

Questo accesso molto aperto rende certamente tutto molto vivace (qualcuno direbbe “esperienziale”) ma compromette un po’ il realismo storico, soprattutto per via dei costumi: oggi il “pirata” immaginato è quello dei Caraibi, benda sull’occhio e pappagallo con tendenza alla coprolalia.

Dragut apparteneva a un altro mare: era un corsaro ottomano del Cinquecento, con vesti ampie e copricapo orientale; ma alla rievocazione, naturalmente, ci sono molti pirati da cinema e pochi corsari.

Eppure anche questa diventa una lezione di storia: quando il passato riappare, non è mai puro, perché è passato attraverso l’immaginario di chi lo rimette in scena.

Laigueglia, oltre lo sbarco

La magia dello Sbarco sta tutta nel fatto che Laigueglia non deve inventarsi una scenografia: il centro storico arriva quasi sulla sabbia, con i carruggi che finiscono in spiaggia.

Il Bastione di Levante resta lì a guardare il mare, eterno promemoria della storia del borgo. Tutto intorno si apre la curva dolce e chiara della Baia del Sole, che Laigueglia condivide con Alassio e che ha contribuito a renderla una delle mete balneari più riconoscibili del Ponente.

In un tratto di costa spesso roccioso, la spiaggia è una delle ragioni storiche della sua fortuna: poco più in là, Alassio costruì su quella stessa qualità del litorale una stagione elegante di villeggiatura, amata anche dagli inglesi che arrivavano d’inverno a cercare il clima mite della Riviera.

Prima della rievocazione, o il giorno dopo, si può camminare verso Alassio lungo la passeggiata. Per vedere Laigueglia dall’alto, invece, si può invece salire verso Colla Micheri e Capo Mele, fino al piccolo santuario della Madonna delle Penne.

I volatili non sono coinvolti: il nome viene probabilmente dal catalano Mado de pene, “Vergine della roccia”. Secondo la tradizione furono i pescatori catalani a lasciare una statua della Madonna su quello sperone affacciato sul mare.

Per secoli la cappella è stata un luogo di devozione marinara, dove chiedere protezione prima di partire e ringraziare al ritorno.

Anche qui torna lo stesso filo: il mare si guardava con paura quando una vela sconosciuta poteva annunciare un’incursione; ma anche con un’altra ansia aspettando il ritorno di una barca affidata alle correnti e alla fortuna.

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La facciata dell’Hotel Windsor

Dove dormire a Laigueglia

Per dormire a Laigueglia, l’Hotel Windsor è una base perfetta: un boutique hotel sulla spiaggia che incarna l’idea platonica della classica villeggiatura in Riviera.

L’albergo esisteva già a fine Ottocento come Pensione Luciano e in seguito fu Hotel Concordia, prima di diventare Windsor, con il suo bel suono britannico che ci ricorda la stagione in cui la Riviera ligure era quasi lo shire più meridionale d’Inghilterra.

Il Windsor sta proprio sull’arenile, con la spiaggia privata davanti alla porta e il centro storico alle spalle. L’hotel ha riaperto nel 2022 dopo un ampio restauro: il progetto tiene insieme design contemporaneo e memoria della Riviera anni Sessanta, con camere nei toni del beige e del verde salvia, arredi su misura e pezzi di design italiano.

Vale la pena scegliere una camera vista mare: di notte l’aria e il rumore delle onde si confondono nei sogni e nel primo sonno sembra quasi di nuotare.

La colazione merita una nota a parte, perché dedica una grande cura – rara anche in hotel più blasonati – al caffè di qualità e ai prodotti del territorio.

Al ristorante SAVŌ, guidato dallo chef Roberto Stella, la cucina lavora su materie prime locali e sapori sinceramente liguri, nonostante l’ambizione gastronomica.

Interessante anche il percorso vini, che predilige etichette del territorio poco note e le racconta con brio.

Come arrivare a Laigueglia

Lo Sbarco dei Saraceni va in scena venerdì 24 luglio alle 22 sul Molo Centrale di Laigueglia, con la rievocazione storica sul mare e lo spettacolo di fuochi d’artificio e musica finale.

L’evento è organizzato dal Comune di Laigueglia e si svolge nel centro del borgo, quindi conviene arrivare in anticipo e muoversi a piedi.

Laigueglia si trova nel Ponente ligure, in provincia di Savona.

In treno si arriva alla stazione di Laigueglia, servita da regionali; in alternativa Alassio è a pochi minuti.

In auto, l’uscita autostradale più comoda è Albenga sull’A10, tenendo conto che nelle serate di grande affluenza i parcheggi vicino al centro possono essere complicati.