Altro che Belgio, Turchia e Francia, prossime avversarie dell’Italia in Nations League. Andrea Pirlo non è ancora stato ufficialmente annunciato come nuovo ct azzurro e ha già altre spine tra cui destreggiarsi e le più acute non riguardano neppure il campo, relativamente al quale attorno al suo nome continua comunque a serpeggiare un certo scetticismo. Non così caustico, però, come le polemiche suscitate dal suo ruolo di testimonial per l’agenzia di scommesse russa Fonbet. Non tanto perché il regolamento federale impedisce a un ct di fare pubblicità a un’agenzia di scommesse - Pirlo non lo era quando ha firmato quel contratto - quanto perché l’agenzia ha presentato il suo ingaggio come prova della capacità della Russia di coinvolgere icone globali dello sport nonostante le sanzioni. Come a maggio quando Fonbet ha organizzato a Mosca il Football Day a cui Pirlo aveva presenziato, facendo già allora discutere.
Calenda: "Chi ha fatto propaganda per la Russia non..."
Un contratto, quello del tecnico con Fonbet, legato a doppio filo a quello dello United Fc che sta tuttora allenando in ritiro in Austria, visto che il proprietario del club, Sergej Lomakin, ha importanti interessi nell’agenzia di scommesse: un contratto, dunque, destinato a essere risolto nelle prossime ore assieme a quello da allenatore del club degli Emirati Arabi. Smorzando, difficilmente del tutto, le proteste levatesi dal mondo politico. «Chi fa o ha fatto propaganda per la Russia dopo il 2022 (anno dell’invasione dell’Ucraina, ndr) non dovrebbe mai ricoprire cariche nazionali» , ha sentenziato il leader di Azione, Carlo Calenda. Ancora più dura la vicepresidente del Parlamento Europeo Pina Picierno: «La scelta di Pirlo di prestare il proprio prestigio a un’operazione di normalizzazione del regime di Putin è stata un grave errore. E la scelta della Figc lo è ancora di più. Non il piano B di Guardiola. Il piano Z del calcio italiano».
Berruto: "Per la Nazionale serve una visione manageriale"
«Mi auguro che senta l’esigenza di rescindere il rapporto con Fonbet», ha concesso il deputato di +Europa Benedetto Della Vedova, così come il responsabile Sport nella segreteria del Pd ed ex ct dell’Italia del volley, Mauro Berruto: «Mi auguro con tutto il cuore che se Pirlo sarà scelto come ct la prima cosa che farà sarà rinunciare a questo suo ruolo». Proprio Berruto, però, è stato tra quelli ad avanzare perplessità tecniche. «Allenare la nazionale non ti permette in alcun modo di incidere sull’aspetto tecnico degli atleti e poco per costruire la squadra. Servono abilità molto più legate all’organizzazione, alla visione, anche di tutta la filiera. Una visione molto più manageriale che tecnica. E non so se Pirlo abbia queste caratteristiche, da tifoso me lo auguro, ma non le ha fatte vedere finora».
Pirlo, le spine personali con la Nazionale
Speranza e dubbi, espressi molto più velatamente e soprattutto legati all’inevitabile confronto con Guardiola, esternati anche dal ministro per lo sport e i giovani, Andrea Abodi: «Mi auguro che Pirlo porti i risultati sperati - ha detto ai microfoni di Sky Sport 24 -. Soltanto il campo dirà se la scelta di Malagò, Maldini e Leonardo è stata lungimirante, visto che l’accordo dovrebbe essere quadriennale. Su Guardiola, credo che senza certezze sarebbe stato meglio non parlarne apertamente, mi sembrano alternative talmente distanti che probabilmente è stato un azzardo tirarlo fuori senza la certezza di un sì» .Fin qui siamo alle spine personali, ma per Pirlo se ne prospettano anche legate alla famiglia, e in questo caso potrebbe condividerle con Paolo Maldini. Il figlio di Pirlo, Niccolò, nel 2025 ha infatti iniziato a collaborare come intermediario con l’agenzia YouFirst, che gestisce procure di calciatori, mentre il maggiore dei figli di Maldini, Christian, nel 2023 ha cominciato a lavorare con l’agenzia GR Sports di Giuseppe Riso, uno dei più importanti procuratori italiani. Proprio l’attività di procuratore del figlio Davide (già ad alto livello e titolare della propria agenzia), ritenuta incompatibile, nel 2016 impedì di tornare in azzurro come direttore tecnico a Marcello Lippi.
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