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La Pec diventa obbligatoria per chi ha un'auto o una moto: cosa prevede il nuovo Codice della strada e quando potrebbe scattare

August 21, 2026
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Redazione 21 agosto 2026 20:52

Chi possiede un'auto o una moto dovrà avere una Pec, una casella di posta elettronica certificata, per poter portare a termine una serie di operazioni fondamentali, come immatricolare, revisionare o vendere il proprio mezzo. È una delle novità contenute nei materiali di lavoro del nuovo Codice della strada inviati dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti alle associazioni e agli operatori del settore. La misura emerge dal testo base attualmente sottoposto a consultazione avviata dal Mit con oltre cento operatori e associazioni.

Quando servirebbe la Pec per auto e moto

Il cambiamento riguarderebbe in realtà il domicilio digitale, cioè un indirizzo elettronico certificato registrato nell'Indice nazionale dei domicili digitali, l'Inad. Nella pratica, per la maggior parte dei cittadini significa disporre di una casella Pec e associarla al proprio codice fiscale nell'indice pubblico.

Secondo il testo-base riportato dalle fonti che hanno avuto accesso ai materiali, per chi acquista un veicolo nuovo il domicilio digitale diventerebbe necessario al momento dell'immatricolazione. Per auto e moto già in circolazione, invece, non scatterebbe un obbligo generalizzato da un giorno all'altro: la Pec dovrebbe essere indicata quando il proprietario compie una delle pratiche individuate dalla riforma.

Tra queste figurano la revisione periodica, il trasferimento di proprietà, l'aggiornamento della carta di circolazione, la nazionalizzazione e la reimmatricolazione del veicolo. In sostanza, se la norma fosse approvata nella formulazione attuale, un proprietario che non deve effettuare alcuna pratica non sarebbe costretto immediatamente ad aprire una Pec.

Il caso più comune sarebbe quello della revisione: per le autovetture, salvo eccezioni, la prima viene effettuata quattro anni dopo l'immatricolazione e poi ogni due anni. È quindi attraverso questo meccanismo che, progressivamente, il domicilio digitale potrebbe arrivare a interessare gran parte del parco veicoli.

Multe e notifiche sempre più digitali

È proprio questo uno dei cardini del nuovo Codice allo studio. Nei documenti pubblicati dal Mit si legge che "le violazioni saranno notificate prioritariamente attraverso la piattaforma Send, al domicilio digitale dell'utente o, in sua assenza, all'indirizzo di residenza". Il progetto prevede inoltre verbali digitali e la progressiva dematerializzazione dei documenti di guida e circolazione.

Il vantaggio indicato da Agid è la riduzione dei tempi e dei costi di postalizzazione. Una notifica alla Pec arriva immediatamente e non richiede il ritiro di una raccomandata. Ma rendere il domicilio digitale un requisito per pratiche indispensabili come la revisione o il passaggio di proprietà apre anche il problema dell'accesso ai servizi per chi non utilizza abitualmente strumenti digitali. È uno degli aspetti che potranno essere modificati durante la consultazione.

Quando entra in vigore

Al momento non c'è una data di entrata in vigore, perché non esiste ancora una norma definitiva. Il 13 settembre termina la fase di consultazione e solo dopo il Mit potrà definire il testo che proseguirà il proprio iter. Al momento, il provvedimento, dopo le modifiche del Senato, è tornato alla Camera e prevede di portare da 12 a 22 mesi il termine concesso al Governo, spostandolo al 14 ottobre 2026. 

Per gli automobilisti, dunque, oggi non cambia nulla: si può comprare, vendere o revisionare un'auto anche senza Pec. Solo l'approvazione definitiva della riforma permetterà di sapere se il domicilio digitale diventerà davvero obbligatorio, per quali pratiche e con quali tempi.