Elephants

La prof Marianna Cimini: «Al De Nicola sempre aperti al dialogo, noi prof amareggiati da questo blitz»

October 17, 2026

Nessuno se l’aspettava. L’occupazione del De Nicola all’Arenella ha colto di sorpresa i docenti ma soprattutto Gelsomina Langella, la dirigente scolastica che da tre anni sta operando un grande rinnovamento. Marianna Cimini, docente di sostegno e referente per l’inclusione scolastica e il benessere degli alunni, racconta la delusione di una scuola che lavora molto sulla relazione con gli studenti e si prepara a inaugurare i nuovi ambienti, palestra compresa.

Vi aspettavate che anche il De Nicola venisse occupato?

«No, non ce l’aspettavamo. In questi mesi abbiamo messo in pratica una comunicazione autentica, con un confronto continuo e la condivisione dei pensieri. Ascoltiamo molto i nostri studenti, perché teniamo al loro benessere. Sappiamo quanto sia difficile, oggi, sentirsi compresi dagli adulti. Eravamo fiduciosi fino alla fine, ma purtroppo non è andata così. Siamo costernati, io sento di poter rappresentare lo stato d’animo di tutta la scuola e dei docenti».

Che cosa l’ha delusa maggiormente?

«Il desiderio dei ragazzi di essere protagonisti ha prevalso, anche attraverso una modalità illegale qual è una occupazione. È questo il punto. I nostri studenti hanno motivazioni forti per contestare le condizioni generali e sociali, e sembra che stiano avendo cura degli ambienti scolastici, cercando di organizzarsi per pulirli e mantenerli in ordine».

Pensa quindi che l’occupazione di giovedì mattina sia soprattutto frutto di emulazione?

«Sì. Credo che abbiano sentito la necessità di partecipare a un movimento più ampio, di farsi notare e dare voce alle proprie istanze, seguendo quanto accade negli altri istituti. Questo non cancella le ragioni sociali che possono esserci alla base della protesta, ma non credo che la nostra situazione scolastica sia il motivo principale».

Il disagio degli studenti può essere legato anche a spazi scolastici precari?

«Gli studenti sono fragili, è una condizione comune. Proprio per questo attiviamo percorsi, progetti e sportelli di ascolto, affinché possano sentirsi rassicurati. Al De Nicola siamo riusciti a gestire i lavori di ristrutturazione senza ricorrere ai doppi turni e senza creare disagi, grazie alla dirigente Langella. Abbiamo cercato di tutelare il benessere degli alunni e li abbiamo resi partecipi di tutto il percorso. Siamo fieri di essere arrivati al termine dei lavori. Siamo alla vigilia dell’inaugurazione della nuova scuola, compresa la palestra. Per questo non credo che le condizioni dell’edificio siano all’origine dell’occupazione».

Quando terminerà l’occupazione, come intendete affrontare quanto è accaduto?

«Sono eventi che non possono passare inosservati. Saranno uno spunto per individuare interventi mirati ed efficaci. È necessario parlarne. Non crediamo tanto nelle punizioni, ma nella comunicazione e nella costruzione di una relazione fondata sulla trasparenza, sulla comprensione e sull’apertura. Crediamo nel dialogo costruttivo con i nostri studenti».

Come si ricostruisce il rapporto quando i ragazzi non si sentono compresi?

«Abbattendo le barriere. A volte gli studenti sono prevenuti perché non si sentono capiti, e finiscono per esserlo anche nei confronti delle istituzioni e dei docenti. Ma non deve essere così. Occorre continuare a costruire un dialogo efficace, ascoltare e cercare di comprendere le loro ragioni. La scuola deve poter essere un punto di riferimento. Il nostro compito è accompagnarli nella crescita. Per farlo servono ascolto, trasparenza e una relazione che non si interrompa quando emergono difficoltà. Noi ci proviamo, in tutti i modi».